venerdì 11 luglio 2008

Metti i ceppi al musulmano


Milano deve risolvere il problema dei 3 mila musulmani che pregano per strada. Che fare? Le istituzioni lavorano intensamente. Ecco le principali proposte

 

Che fare di 3 mila musulmani che pregano sui marciapiedi di viale Jenner? Milano è impegnata allo stremo per risolvere la questione. Amministratori, urbanisti, intellettuali, servizi segreti, vigili urbani, esperti di postura e consiglieri militari sono riuniti giorno e notte per discutere le possibili soluzioni. Queste le principali proposte.


Dissuasori Proposta della Lega Nord. Sui marciapiedi vengono disposti i dissuasori metallici, irti di chiodi, già usati con successo contro i piccioni. L'esperto di dialogo interreligioso del Comune di Milano ha assicurato che la misura è inutile contro gli induisti, che meditano molto volentieri seduti sui chiodi, ma molto efficace con i musulmani, che preferiscono non inginocchiarsi su superfici acuminate. 


Dissuasione morale Proposta di Cielle. Alcuni volontari cercano di convertire i musulmani in preghiera, chinandosi al loro fianco e mormorandogli nelle orecchie frasi celebri di don Giussani, tradotte in arabo. La traduzione può anche essere approssimativa, perché il pensiero di don Giussani ha il vantaggio di essere incomprensibile anche nella versione originale. 


Ceppi Il comandante dei vigili urbani propone di applicare ai musulmani che pregano in divieto di sosta i ceppi blocca-ruota già usati con successo con le automobili in terza fila. Un carro attrezzi provvederà a rimuovere il musulmano bloccato e portarlo nei depositi comunali, dove i parenti potranno ritirarlo in orari d'ufficio.


Tappeti urticanti Fare omaggio ai musulmani di Milano di un tappeto in fibra di ortica. È la proposta di un dissidente leghista, grossista di fibra d'ortica. 


Chiese truccate Si prende una delle tante Chiese cattoliche disertate dai fedeli e la si trucca da moschea con un kit (arabeschi autoadesivi, cupola a cipolla di plastica gonfiabile, minareto di cartone riciclato). I musulmani crederanno così di avere pregato in una moschea, non rendendosi conto di avere versato l'obolo al prete della locale parrocchia, travestito da imam.



Botola Una gigantesca botola si spalanca all'improvviso sotto la comunità in preghiera. Uno scivolo sotterraneo, come nei film di Indiana Jones, trasporta l'intera comunità, a velocità altissima e dopo una serie di spettacolari salti nel vuoto, in una stazione della metropolitana dove sarà possibile arrestarli per esercizio abusivo dell'arte circense. Perplessità del management del sindaco che giudica troppo costoso il progetto.


Preghiera a strati E arriviamo alle soluzioni più aperte al dialogo, caldeggiate dal presidente della Provincia, il democratico Penati. È stato osservato che il sistema di preghiera attualmente adottato è molto dispersivo dal punto di vista volumetrico. Lo spazio occupato dagli oranti sarebbe sensibilmente ridotto se i medesimi potessero impilarsi uno sopra l'altro. Nelle simulazioni effettuate da militanti del Pd, si è riusciti a sovrapporre fino a quattro oranti, ginocchioni sulla schiena del collega sottostante. È stato calcolato che 3 mila musulmani, aiutandosi con un sistema di cavi e paratie di contenimento, potrebbero formare una piramide umana con base venti per venti, culminante, a quindici metri di altezza, con il muezzin. Ulteriore vantaggio: non sarebbe più necessario costruire il minareto. 


Preghiera domestica Ognuno prega a casa sua. L'aspetto collettivo, molto importante per gli islamici, può essere garantito da un sistema di staffette che suona ai citofoni di tutti i musulmani di Milano e pronuncia la frase di rito "Anche Ahmed, Alì, Kaled, Mohammed, Jussuf, Samir (segue una lista di tremila nomi) stanno pregando insieme a te". Nuova moschea: ipotesi scartata per la sua evidente irrealizzabilità.


Michele Serra

L'Espresso 11 luglio 2008

Nessun commento: