<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-7624051848150188316</id><updated>2012-02-16T19:37:21.877-08:00</updated><title type='text'>articoli da non dimenticare</title><subtitle type='html'>SELEZIONE ARTICOLI A CURA DI GERMANA BRIZZOLARI</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>"L'Editore"</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17994197299628359677</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_lnCs2Vz8Yys/S5eTUNZbutI/AAAAAAAABLg/Fo6-nUGDWBU/S220/Editore+Solazzo.biz.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>74</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7624051848150188316.post-2095170658811648973</id><published>2011-10-08T11:13:00.000-07:00</published><updated>2011-10-28T23:29:52.958-07:00</updated><title type='text'>Steve Jobs: Stay Hungry. Stay Foolish</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-sNllN4tAcck/TpCTbOI_jJI/AAAAAAAAA14/Fm635Beehkw/s1600/steve_jobs_i-phone3.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="233" src="http://3.bp.blogspot.com/-sNllN4tAcck/TpCTbOI_jJI/AAAAAAAAA14/Fm635Beehkw/s320/steve_jobs_i-phone3.png" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;"Restate affamati, restate folli”. E' il saluto del "papà" della Apple, Steve Jobs, il cosiddetto “commencement speech”,&amp;nbsp;il 12 giugno del 2005, alla&amp;nbsp;Stanford University di Palo Alto, quando ha ricevuto la laurea ad honorem. Una "lezione" che oggi, a pochi giorni dalla sua scomparsa, suona come un addio al mondo. Eccolo nella&amp;nbsp;versione completa del discorso.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;“Sono onorato di essere qui con voi oggi alle vostre lauree in una delle migliori università del mondo. Io non mi sono mai laureato. Anzi, per dire la verità, questa è la cosa più vicina a una laurea che mi sia mai capitata. Oggi voglio raccontarvi tre storie della mia vita. Tutto qui, niente di eccezionale: solo tre storie.&amp;nbsp;La prima storia è sull’unire i puntini.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Ho lasciato il Reed College dopo il primo semestre, ma poi ho continuato a frequentare in maniera ufficiosa per altri 18 mesi circa prima di lasciare veramente. Allora, perché ho mollato? E’ cominciato tutto prima che nascessi. Mia madre biologica era una giovane studentessa di college non sposata, e decise di lasciarmi in adozione. Riteneva con determinazione che avrei dovuto essere adottato da laureati, e fece in modo che tutto fosse organizzato per farmi adottare fin dalla nascita da un avvocato e sua moglie. Però quando arrivai io loro decisero all’ultimo minuto che avrebbero voluto adottare una bambina. Così quelli che poi sono diventati i miei genitori adottivi e che erano in lista d’attesa, ricevettero una chiamata nel bel mezzo della notte che gli diceva: “C’è un bambino, un maschietto, non previsto. Lo volete voi?” Loro risposero: “Certamente”. Più tardi mia madre biologica scoprì che mia madre non si era mai laureata al college e che mio padre non aveva neanche finito il liceo. Rifiutò di firmare le ultime carte per l’adozione. Poi accetto di farlo, mesi dopo, solo quando i miei genitori adottivi promisero formalmente che un giorno io sarei andato al college.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Diciassette anni dopo andai al college. Ma ingenuamente ne scelsi uno altrettanto costoso di Stanford, e tutti i risparmi dei miei genitori finirono per pagarmi l’ammissione e i corsi. Dopo sei mesi, non riuscivo a vederci nessuna vera opportunità. Non avevo idea di quello che avrei voluto fare della mia vita e non vedevo come il college potesse aiutarmi a capirlo. Eppure ero là, che spendevo tutti quei soldi che i miei genitori avevano messo da parte lavorando per tutta la loro vita. Così decisi di mollare e avere fiducia che tutto sarebbe andato bene lo stesso. Era molto difficile all’epoca, ma guardandomi indietro ritengo che sia stata una delle migliori decisioni che abbia mai preso. Nell’attimo che mollai il college, potei anche smettere di seguire i corsi che non mi interessavano e cominciai invece a capitare nelle classi che trovavo più interessanti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Non è stato tutto rose e fiori, però. Non avevo più una camera nel dormitorio, ed ero costretto a dormire sul pavimento delle camere dei miei amici. Guadagnavo soldi riportando al venditore le bottiglie di Coca cola vuote per avere i cinque centesimi di deposito e poter comprare da mangiare. Una volta la settimana, alla domenica sera, camminavo per sette miglia attraverso la città per avere finalmente un buon pasto al tempio Hare Krishna: l’unico della settimana. Ma tutto quel che ho trovato seguendo la mia curiosità e la mia intuizione è risultato essere senza prezzo, dopo. Vi faccio subito un esempio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Il Reed College all’epoca offriva probabilmente la miglior formazione del Paese relativamente alla calligrafia. Attraverso tutto il campus ogni poster, ogni etichetta, ogni cartello era scritto a mano con calligrafie meravigliose. Dato che avevo mollato i corsi ufficiali, decisi che avrei seguito la classe di calligrafia per imparare a scrivere così. Fu lì che imparai dei caratteri serif e san serif, della differenza tra gli spazi che dividono le differenti combinazioni di lettere, di che cosa rende grande una stampa tipografica del testo. Fu meraviglioso, in un modo che la scienza non è in grado di offrire, perché era artistico, bello, storico e io ne fui assolutamente affascinato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Nessuna di queste cose però aveva alcuna speranza di trovare una applicazione pratica nella mia vita. Ma poi, dieci anni dopo, quando ci trovammo a progettare il primo Macintosh, mi tornò tutto utile. E lo utilizzammo tutto per il Mac. E’ stato il primo computer dotato di una meravigliosa capacità tipografica. Se non avessi mai lasciato il college e non avessi poi partecipato a quel singolo corso, il Mac non avrebbe probabilmente mai avuto la possibilità di gestire caratteri differenti o font spaziati in maniera proporzionale. E dato che Windows ha copiato il Mac, è probabile che non ci sarebbe stato nessun personal computer con quelle capacità. Se non avessi mollato il college, non sarei mai riuscito a frequentare quel corso di calligrafia e i persona computer potrebbero non avere quelle stupende capacità di tipografia che invece hanno. Certamente all’epoca in cui ero al college era impossibile unire i puntini guardando il futuro. Ma è diventato molto, molto chiaro dieci anni dopo, quando ho potuto guardare all’indietro.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Di nuovo, non è possibile unire i puntini guardando avanti; potete solo unirli guardandovi all’indietro. Così, dovete aver fiducia che in qualche modo, nel futuro, i puntini si potranno unire. Dovete credere in qualcosa – il vostro ombelico, il destino, la vita, il karma, qualsiasi cosa. Questo tipo di approccio non mi ha mai lasciato a piedi e invece ha sempre fatto la differenza nella mia vita.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;La mia seconda storia è a proposito dell’amore e della perdita&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Sono stato fortunato: ho trovato molto presto che cosa amo fare nella mia vita. Woz e io abbiamo fondato Apple nel garage della casa dei miei genitori quando avevo appena 20 anni. Abbiamo lavorato duramente e in 10 anni Apple è cresciuta da un’azienda con noi due e un garage in una compagnia da due miliardi di dollari con oltre quattromila dipendenti. L’anno prima avevamo appena realizzato la nostra migliore creazione – il Macintosh – e io avevo appena compiuto 30 anni, e in quel momento sono stato licenziato. Come si fa a venir licenziati dall’azienda che hai creato? Beh, quando Apple era cresciuta avevamo assunto qualcuno che ritenevo avesse molto talento e capacità per guidare l’azienda insieme a me, e per il primo anno le cose sono andate molto bene. Ma poi le nostre visioni del futuro hanno cominciato a divergere e alla fine abbiamo avuto uno scontro. Quando questo successe, il Board dei direttori si schierò dalla sua parte. Quindi, a 30 anni io ero fuori. E in maniera plateale. Quello che era stato il principale scopo della mia vita adulta era andato e io ero devastato da questa cosa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Non ho saputo davvero cosa fare per alcun imesi. Mi sentivo come se avessi tradito la generazione di imprenditori prima di me – come se avessi lasciato cadere la fiaccola che mi era stata passata. Incontrai David Packard e Bob Noyce e tentai di scusarmi per aver rovinato tutto così malamente. Era stato un fallimento pubblico e io presi anche in considerazione l’ipotesi di scappare via dalla Silicon Valley. Ma qualcosa lentamente cominciò a crescere in me: ancora amavo quello che avevo fatto. L’evolvere degli eventi con Apple non avevano cambiato di un bit questa cosa. Ero stato respinto, ma ero sempre innamorato. E per questo decisi di ricominciare da capo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Non me ne accorsi allora, ma il fatto di essere stato licenziato da Apple era stata la miglior cosa che mi potesse succedere. La pesantezza del successo era stata rimpiazzata dalla leggerezza di essere di nuovo un debuttante, senza più certezze su niente. Mi liberò dagli impedimenti consentendomi di entrare in uno dei periodi più creatvi della mia vita.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Durante i cinque anni successivi fondai un’azienda chiamata NeXT e poi un’altra azienda, chiamata Pixar, e mi innamorai di una donna meravigliosa che sarebbe diventata mia moglie. Pixar si è rivelata in grado di creare il primo film in animazione digitale, Toy Story, e adesso è lo studio di animazione più di successo al mondo. In un significativo susseguirsi degli eventi, Apple ha comprato NeXT, io sono ritornato ad Apple e la tecnologia sviluppata da NeXT è nel cuore dell’attuale rinascimento di Apple. E Laurene e io abbiamo una meravigliosa famiglia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Sono sicuro che niente di tutto questo sarebbe successo se non fossi stato licenziato da Apple. E’ stata una medicina molto amara, ma ritengo che fosse necessaria per il paziente. Qualche volta la vita ti colpisce come un mattone in testa. Non perdete la fede, però. Sono convinto che l’unica cosa che mi ha trattenuto dal mollare tutto sia stato l’amore per quello che ho fatto. Dovete trovare quel che amate. E questo vale sia per il vostro lavoro che per i vostri affetti. Il vostro lavoro riempirà una buona parte della vostra vita, e l’unico modo per essere realimente soddisfatti è fare quello che riterrete un buon lavoro. E l’unico modo per fare un buon lavoro è amare quello che fate. Se ancora non l’avete trovato, continuate a cercare. Non accontentatevi. Con tutto il cuore, sono sicuro che capirete quando lo troverete. E, come in tutte le grandi storie, diventerà sempre migliore mano a mano che gli anni passano. Perciò, continuate a cercare sino a che non lo avrete trovato. Non vi accontentate.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;La mia terza storia è a proposto della morte&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Quando avevo 17 anni lessi una citazione che suonava più o meno così: “Se vivrai ogni giorno come se fosse l’ultimo, sicuramente una volta avrai ragione”. Mi colpì molto e da allora, per gli ultimi 33 anni, mi sono guardato ogni mattina allo specchio chiedendomi: “Se oggi fosse l’ultimo giorno della mia vita, vorrei fare quello che sto per fare oggi?”. E ogni qualvolta la risposta è “no” per troppi giorni di fila, capisco che c’è qualcosa che deve essere cambiato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Ricordarsi che morirò presto è il più importante strumento che io abbia mai incontrato per fare le grandi scelte della vita. Perché quasi tutte le cose – tutte le aspettative di eternità, tutto l’orgoglio, tutti i timori di essere imbarazzati o di fallire – semplicemente svaniscono di fronte all’idea della morte, lasciando solo quello che c’è di realmente importante. Ricordarsi che dobbiamo morire è il modo migliore che io conosca per evitare di cadere nella trappola di chi pensa che avete qualcosa da perdere. Siete già nudi. Non c’è ragione per non seguire il vostro cuore.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Più o meno un anno fa mi è stato diagnosticato un cancro. Ho fatto la scansione alle sette e mezzo del mattino e questa ha mostrato chiaramente un tumore nel mio pancreas. Non sapevo neanche che cosa fosse un pancreas. I dottori mi dissero che si trattava di un cancro che era quasi sicuramente di tipo incurabile e che sarebbe stato meglio se avessi messo ordine nei miei affari (che è il codice dei dottori per dirti di prepararti a morire). Questo significa prepararsi a dire ai tuoi figli in pochi mesi tutto quello che pensavi avresti avuto ancora dieci anni di tempo per dirglielo. Questo significa essere sicuri che tutto sia stato organizzato in modo tale che per la tua famiglia sia il più semplice possibile. Questo significa prepararsi a dire i tuoi “addio”.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Ho vissuto con il responso di quella diagnosi tutto il giorno. La sera tardi è arrivata la biopsia, cioè il risultato dell’analisi effettuata infilando un endoscopio giù per la mia gola, attraverso lo stomaco sino agli intestini per inserire un ago nel mio pancreas e catturare poche cellule del mio tumore. Ero sotto anestesia ma mia moglie – che era là – mi ha detto che quando i medici hanno visto le cellule sotto il microscopio hanno cominciato a gridare, perché è saltato fuori che si trattava di un cancro al pancreas molto raro e curabile con un intervento chirurgico. Ho fatto l’intervento chirurgico e adesso sto bene.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Questa è stata la volta in cui sono andato più vicino alla morte e spero che sia anche la più vicina per qualche decennio. Essendoci passato attraverso posso parlarvi adesso con un po’ più di cognizione di causa di quando la morte era per me solo un concetto astratto e dirvi:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Nessuno vuole morire. Anche le persone che vogliono andare in paradiso non vogliono morire per andarci. E anche che la morte è la destinazione ultima che tutti abbiamo in comune. Nessuno gli è mai sfuggito. Ed è così come deve essere, perché la Morte è con tutta probabilità la più grande invenzione della Vita. E’ l’agente di cambiamento della Vita. Spazza via il vecchio per far posto al nuovo. Adesso il nuovo siete voi, ma un giorno non troppo lontano diventerete gradualmente il vecchio e sarete spazzati via. Mi dispiace essere così drammatico ma è la pura verità.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Il vostro tempo è limitato, per cui non lo sprecate vivendo la vita di qualcun altro. Non fatevi intrappolare dai dogmi, che vuol dire vivere seguendo i risultati del pensiero di altre persone. Non lasciate che il rumore delle opinioni altrui offuschi la vostra voce interiore. E, cosa più importante di tutte, abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e la vostra intuizione. In qualche modo loro sanno che cosa volete realmente diventare. Tutto il resto è secondario.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Quando ero un ragazzo c’era una incredibile rivista che si chiamava The Whole Earth Catalog, praticamente una delle bibbie della mia generazione. E’ stata creata da Stewart Brand non molto lontano da qui, a Menlo Park, e Stewart ci ha messo dentro tutto il suo tocco poetico. E’ stato alla fine degli anni Sessanta, prima dei personal computer e del desktop publishing, quando tutto era fato con macchine da scrivere, forbici e foto polaroid. E’ stata una specie di Google in formato cartaceo tascabile, 35 anni prima che ci fosse Google: era idealistica e sconvolgente, traboccante di concetti chiari e fantastiche nozioni.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Stewart e il suo gruppo pubblicarono vari numeri di The Whole Earth Catalog e quando arrivarono alla fine del loro percorso, pubblicarono il numero finale. Era più o meno la metà degli anni Settanta e io avevo la vostra età. Nell’ultima pagina del numero finale c’era una fotografia di una strada di campagna di prima mattina, il tipo di strada dove potreste trovarvi a fare l’autostop se siete dei tipi abbastanza avventurosi. Sotto la foto c’erano le parole: “Stay Hungry. Stay Foolish.”, siate affamati, siate folli. Era il loro messaggio di addio. Stay Hungry. Stay Foolish. Io me lo sono sempre augurato per me stesso. E adesso che vi laureate per cominciare una nuova vita, lo auguro a voi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Stay Hungry. Stay Foolish"&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7624051848150188316-2095170658811648973?l=articolidanondimenticare.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/feeds/2095170658811648973/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7624051848150188316&amp;postID=2095170658811648973' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/2095170658811648973'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/2095170658811648973'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/2011/10/steve-jobs-stay-hungry-stay-foolish.html' title='Steve Jobs: Stay Hungry. Stay Foolish'/><author><name>GB</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06389359988913294913</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-sNllN4tAcck/TpCTbOI_jJI/AAAAAAAAA14/Fm635Beehkw/s72-c/steve_jobs_i-phone3.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7624051848150188316.post-3221227637925478129</id><published>2010-10-31T10:34:00.000-07:00</published><updated>2010-10-31T10:44:29.154-07:00</updated><title type='text'>Siamo liberi in un Paese libero? Mah</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_O6xEuW1wkmA/TM2q6sFKgqI/AAAAAAAAApI/Mr45PqbNpjk/s1600/DownloadedFile-1"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 133px; height: 53px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_O6xEuW1wkmA/TM2q6sFKgqI/AAAAAAAAApI/Mr45PqbNpjk/s400/DownloadedFile-1" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5534267442350162594" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#0000EE;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="text-decoration: underline;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="  border-collapse: collapse; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;L'editoriale del 14 ottobre 2009 della rivista dell'Aduc "Avvertenze" che viene pubblicata ogni mercoledì&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana, serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="border-collapse: collapse; font-size:small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="  border-collapse: collapse; "&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  ;font-family:verdana, serif;font-size:small;"&gt;Esiste un principio nel nostro ordinamento giuridico che gli esperti del settore indicano come "nemo tenetur se detegere", una locuzione latina che esprime il principio di diritto processuale penale, grazie al quale nessuno può essere obbligato ad autodenunciarsi. L'ordinamento giuridico, a fronte di diversi interessi, privilegia la libertà personale e non la repressione di un reato. Nel contempo, nel nostro ordinamento è prevista l'obbligatorietà dell'azione penale. Qualcosa non torna, siamo in un sistema schizofrenico. L'individuo è libero di fronte alla giustizia, ma non lo è più quando, da giudice, deve decidere se ci sono i presupposti o meno per usarla: non può decidere l'irrilevanza dell'avvio di un procedimento, ma come "servitore dello Stato" deve comunque avviarlo e solo dopo può intervenire per dimostrare questa irrilevanza. Non può essere considerato soggetto responsabile davanti alla Giustizia al pari di chi non è costretto ad autodenunciarsi: la repressione di un reato, da questo lato, è privilegiata rispetto alla libertà e alla responsabilità personale. La libertà non è uguale per tutti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" ;font-size:small;"&gt;Mah!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana, serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="border-collapse: collapse; font-size:small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="  border-collapse: collapse; "&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  ;font-family:verdana, serif;font-size:small;"&gt;Prendo una multa per violazione del codice della strada e la notifica mi viene fatta da un'azienda privata con cui il Comune ha un contratto. Il codice è vago. La Corte di Cassazione e il Tribunale Amministrativo regionale, con diverse sfaccettature, hanno sentenziato in alcuni casi che questa azienda non può fare le notifiche, ma il ministero dell'Interno dice che è possibile; un giudice di pace è d'accordo con il Tar e probabilmente il Comune farà ricorso sperando che il giudice d'appello segua il ministero e non gli altri tribunali. La legge, intesa come riferimento per il quieto vivere e non come un gioco d'azzardo, non è uguale per tutti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" ;font-size:small;"&gt;Mah!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana, serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="border-collapse: collapse; font-size:small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="  border-collapse: collapse; "&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  ;font-family:verdana, serif;font-size:small;"&gt;Mi nasce un figlio e la parrocchia vicina invia al mio indirizzo un invito a recarmi presso di loro per godere dei loro servizi religiosi. Dove hanno preso il mio indirizzo? La legge sulla Privacy indica esplicitamente che per inviarmi qualcosa a casa c'è bisogno che io dia un consenso. Ricorro al Garante e mi dà ragione. Chi ha torto si appella al tribunale e quest'ultimo gli dà ragione. Anche se le norme non sono ambigue, ora dovrà decidere la Cassazione e pende una interrogazione parlamentare. La legge, anche qui, non è uguale per tutti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  border-collapse: collapse; font-family:verdana, serif;font-size:small;"&gt;Mah!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="  border-collapse: collapse; "&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana, serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  border-collapse: collapse; font-family:verdana, serif;font-size:small;"&gt;Mi arriva la bolletta del telefono e ci sono 49 euro per la disdetta di un servizio che le norme, invece, prevedono che sia senza penali. Telefono al gestore e riesco a parlarci solo dopo giorni e giorni di tentativi con cancelletti, numeri, "attenda" e cascate della linea di cui ho perso il conto.... e mi dice che ho torto io e ragione lui. Faccio la messa in mora con raccomandata A/R e non vengo considerato. Vado all'ufficio di conciliazione del Corecom e il gestore non si presenta. Ora dovrei portarlo davanti ad un giudice... per 49 euro.... e se questo giudice usa la sua libertà come sopra, cioè applicando la legge come crede e ignorando i dettami precisi? Perché le autorità preposte non intervengono a fronte delle migliaia di segnalazioni in merito? Oppure intervengono multando questi gestori con pochi spiccioli (che a questi ultimi conviene spendere, visto che sono quattro gatti gli utenti che li portano in giudizio)? Nel momento in cui si consente di delinquere in continuazione, la legge non è uguale per tutti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="  border-collapse: collapse; "&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  ;font-family:verdana, serif;font-size:small;"&gt;Mah!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana, serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="border-collapse: collapse; font-size:small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="  border-collapse: collapse; "&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  ;font-family:verdana, serif;font-size:small;"&gt;Ci fermiamo qui. Crediamo di aver reso il concetto e la pratica, che tutti subiamo quotidianamente.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" ;font-size:small;"&gt;E' questo un Paese libero? Cioè sono liberi i cittadini di essere se stessi senza che arrivi un qualcun altro che, più libero di lui magari anche in forza della legge, gli leva la sua libertà? E quale libertà hanno i cittadini quando questa schizofrenia civica e' vissuta anche dai giudici?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7624051848150188316-3221227637925478129?l=articolidanondimenticare.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/feeds/3221227637925478129/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7624051848150188316&amp;postID=3221227637925478129' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/3221227637925478129'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/3221227637925478129'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/2010/10/siamo-liberi-in-un-paese-libero-mah.html' title='Siamo liberi in un Paese libero? Mah'/><author><name>GB</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06389359988913294913</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_O6xEuW1wkmA/TM2q6sFKgqI/AAAAAAAAApI/Mr45PqbNpjk/s72-c/DownloadedFile-1' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7624051848150188316.post-8265756757668925084</id><published>2010-07-22T05:47:00.000-07:00</published><updated>2010-07-22T05:48:53.817-07:00</updated><title type='text'>Paesi &amp; Buoi</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Francesco Totti è sempre più un moderno ideologo, altro che Pupone. Tutti pensano che i calciatori debbano essere per forza scemi e invece il fuoriclasse della Roma non sarà coltissimo, ma stupido non è, e ha le idee chiare.Ogni giorno mette giù un paletto, bisticcia con i leghisti, difende la capitale e la romanità, dice la sua a proposito del federalismo e della sicurezza.L’ultima riflessione aveva a che fare con la violenza e il razzismo: in un’intervista, Totti ha detto che dopo aver preso a calci Mario Balotelli, nella finale di Coppa Italia, aveva addirittura «pensato di smettere». Poi ha cambiato idea: se incontra Balotelli lo prende a calci di nuovo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ffff00;"&gt;Mattia Feltri, La Stampa&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7624051848150188316-8265756757668925084?l=articolidanondimenticare.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/feeds/8265756757668925084/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7624051848150188316&amp;postID=8265756757668925084' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/8265756757668925084'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/8265756757668925084'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/2010/07/paesi-buoi.html' title='Paesi &amp; Buoi'/><author><name>GB</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06389359988913294913</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7624051848150188316.post-5790707951833230156</id><published>2010-07-19T07:26:00.000-07:00</published><updated>2010-07-19T07:27:33.647-07:00</updated><title type='text'>Ho paura di me</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Ancora una donna uccisa dall’ex, in questa estate del nostro scontento che perseguita a colpi di spranga e di coltello chi ha l’unica colpa di volersi sganciare dal proprio passato. Li chiamano delitti passionali, rievocando il frasario degli omicidi d’onore. Ma la passione è un’altra cosa: per non parlare dell’onore. Non cerchiamo pseudonimi alla bestialità. Oltre a un senso primitivo del possesso, negli ex che uccidono e si uccidono (come l’altra sera a Ceva) in nome dell’amore sfuggito c’è l’incapacità maschile di reggere il distacco, l’abbandono che mima la morte. La prima volta che venni lasciato da una ragazza riconobbi subito la morsa allo stomaco: l’avevo provata per la scomparsa di mia madre. Lo stesso senso di smarrimento e di ingiustizia: adesso che ne sarà di lei, di me, di lei che può fare a meno di me? &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L’orfano precoce rappresenta un caso estremo. Ma ogni storia che finisce rinnova il trauma primordiale del maschio, quello sganciarsi dal grembo della donna che lo induce a sentirsi abbandonato anziché creato. E’ una forma disperata di dipendenza che si nutre di falso orgoglio ed egoismo autentico. Per guarire serve lo scatto di coscienza che trasforma una marionetta di muscoli in un uomo. Io la chiamo Difesa della Sconfitta: la capacità di sopportare lo strappo del cuore senza smarrire il rispetto di sé. Saper perdere è la premessa di ogni educazione sentimentale. Si applica in amore come nello sport, in politica come nella vita. Ma non la pratica quasi nessuno, perché nella civiltà delle emozioni isteriche e rancorose quasi nessuno riesce ancora a farsi invadere dalla calma forte di un sentimento. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="color:#ffff00;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Massimo Gramellini, La Stampa 14 luglio 2010&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7624051848150188316-5790707951833230156?l=articolidanondimenticare.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/feeds/5790707951833230156/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7624051848150188316&amp;postID=5790707951833230156' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/5790707951833230156'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/5790707951833230156'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/2010/07/ho-paura-di-me.html' title='Ho paura di me'/><author><name>GB</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06389359988913294913</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7624051848150188316.post-5637474566053468596</id><published>2010-07-16T07:03:00.000-07:00</published><updated>2010-07-19T07:27:58.951-07:00</updated><title type='text'>Bell'amico</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Lo conosci alla Statale di Milano che non hai ancora vent'anni. A ventitré cominci a lavorare per lui. A trentatré diventi il suo segretario personale e segui i lavori di ristrutturazione della sua villa: impianti elettrici e antifurto umano, un certo Mangano stalliere. A quarantuno entri nella sua concessionaria di pubblicità e gliela trasformi in una macchina da soldi. A cinquantadue converti la concessionaria in un partito politico ed è grazie a te se vince le elezioni. A cinquantaquattro vieni arrestato a Torino per un'indagine sui fondi neri della sua azienda, ti ritiri dietro le sbarre con un'edizione rilegata dei Promessi Sposi e sopporti tutto in silenzio, persino il chiasso di Sgarbi quando corre a visitarti in carcere. A cinquantotto patteggi una pena di due anni e tre mesi per frode fiscale e false fatture relative a un'azienda il cui proprietario è lui. A sessantanove sei condannato in appello a sette anni per concorso esterno in associazione mafiosa e intanto rilasci interviste sulla sua bontà e su quella di Mussolini, lo consigli, lo proteggi, ti fai intercettare in conversazioni curiose con un coordinatore del suo partito e un piduista sardo. E lui, invece di dedicarti un monumento a cavallo con stalliere o almeno un vialone di villa Certosa con vista sulle ballerine, che cosa fa? Ti definisce «pensionato sfigato». &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Bell'amico si è scelto, dottor Dell'Utri. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ffff00;"&gt;&lt;em&gt;Massimo Gramellini, La Stampa&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7624051848150188316-5637474566053468596?l=articolidanondimenticare.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/feeds/5637474566053468596/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7624051848150188316&amp;postID=5637474566053468596' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/5637474566053468596'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/5637474566053468596'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/2010/07/bellamico.html' title='Bell&apos;amico'/><author><name>GB</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06389359988913294913</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7624051848150188316.post-8751467403149336247</id><published>2010-07-15T09:04:00.000-07:00</published><updated>2010-07-19T09:08:52.992-07:00</updated><title type='text'>L’uomo che si salvò la vita</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_O6xEuW1wkmA/TER4hSbcmzI/AAAAAAAAAmw/iv4vhslaxNM/s1600/Richard_Rudd.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5495649958576823090" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 180px; CURSOR: hand; HEIGHT: 140px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_O6xEuW1wkmA/TER4hSbcmzI/AAAAAAAAAmw/iv4vhslaxNM/s320/Richard_Rudd.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;  &lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Stavano staccandogli la spina, come lui aveva chiesto. Ma ha cambiato idea e lo ha comunicato. Con gli occhi. Per tre settimane i medici dell'ospedale Addenbrooke, a Cambridge, le avevano provate tutte. Richard Rudd, coinvolto il 23 ottobre 2009 in un grave incidente motociclistico, non reagiva alle cure e alla stimolazioni. Paralizzato a letto, i monitor non davano segnali di attività cerebrali. Una linea piatta. Quell’uomo di 43 anni era, o appariva, clinicamente morto. Con le lacrime agli occhi, il papà di nome pure lui Richard e i familiari avevano allora chiesto ai sanitari di staccare la spina. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Una scelta drammatica ma nei limiti della legge britannica sull'eutanasia. Lo stesso Richard junior, quando ancora, parlava, lavorava, rideva e discuteva con gli amici, con la nuova fidanzata e con le due figlie, la diciottenne Charlotte e la quattordicenne Bethan, lo aveva più volte detto che se mai si fosse ritrovato in una situazione di incoscienza totale, di infermità, di mente spenta e di insensibilità assoluta al dolore, incapace di tornare alla vita normale, lui avrebbe preferito, anzi decisamente voluto, farla finita e passare di là, senza diventare l'oggetto finale di nuove terapie, senza essere prigioniero delle tecnologie e delle macchine alle quali ti leghi per respirare e dalle quali non ti separi mai. Era chiaro ciò che pensava. In tanti gli avevano sentito ripetere il suo «testamento». Così, dopo parecchi giorni di attesa e di controlli, con le funzioni renali che pure erano lo avevano abbandonato, era arrivato il momento di non sperare più, di bloccare i trattamenti, di aiutare il cuore e i polmoni di Richard a fermarsi perché la mente aveva anticipatamente smesso di lavorare. O, forse, aveva finto di bloccarsi e di addormentarsi per sempre. Già. Pare che sia stato un attimo. Proprio l'ultimo, l'ultimo atto conclusivo dinanzi alle telecamere della Bbc che erano lì per documentare una storia. La storia di un addio. I medici attorno al letto, dinanzi a un paziente che non aveva mai dato una risposta o un segnale, magari impercettibile, della sua presenza attiva, del suo corpo e del suo cervello in grado di reagire. Tutti pronti a certificare la conclusione. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;E, invece, è accaduto che le palpebre e gli occhi di Richard Rudd si siano mossi. L'ex conduttore di autobus ha chiesto, nell'unico modo possibile, un modo imprevisto e improvviso, di non morire. I responsabili del reparto di rianimazione, la Neuro Critical Care Unit di Cambridge, per tre volte, con le macchine attorno che ancora riferivano di una condizione ormai perduta, hanno domandato al paziente di rispondere. «Non eravamo mai riusciti a comunicare con lui, il suo cervello era come blindato, i processi cognitivi congelati». Questa volta è partito un lampo. Il professor David Menon, dell’ospedale Addenbroke, ha insistito: vuoi continuare a vivere? Da quando una vettura aveva centrato e travolto il motociclista Richard Rudd, lungo una strada del Lincolshire fra Kidderminster e Spalding, i medici, ogni giorno, avevano provato a strappargli un messaggio che li autorizzasse ad andare avanti con le terapie per tirarlo fuori dal sonno profondo. Ma non ne avevano ricavato nulla. Anzi, la situazione era progressivamente deteriorata. Ora, Richard, proprio all'ultimo istante, aveva risposto sbattendo le ciglia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cambia tutto e i medici chiedono conferma. I movimenti degli occhi sono il riferimento: le pupille che vanno a sinistra significano «sì», le pupille a destra significano «no». Il professor Menon le ha viste muoversi a sinistra. Richard Rudd desiderava vivere. Chissà dove ha trovato quella forza disperata. Ma l'ha trovata. E le macchine non sono state sigillate. Era sul punto di chiudere per sempre. Fermo nel suo letto, lo sguardo assente. A distanza di mesi, Richard Rudd, ha compiuto importanti progressi. È stato trasferito in un altro ospedale e si è avvicinato a casa. Muove la testa, percepisce le situazioni attorno, sorride agli scherzi. Purtroppo il suo corpo resterà paralizzato, imparerà però a comunicare usando lingua, occhi e muscoli della faccia. Doveva essere una storia di eutanasia, per la Bbc che era lì in corsia, autorizzata, a riprendere. È diventata una storia diversa. Un documento straordinario sulla difficile esplorazione di quel confine estremo fra vita e morte. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ffff00;"&gt;&lt;em&gt;Fabio Cavalera, Il Corriere della Sera&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7624051848150188316-8751467403149336247?l=articolidanondimenticare.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/feeds/8751467403149336247/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7624051848150188316&amp;postID=8751467403149336247' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/8751467403149336247'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/8751467403149336247'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/2010/07/luomo-che-si-salvo-la-vita.html' title='L’uomo che si salvò la vita'/><author><name>GB</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06389359988913294913</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_O6xEuW1wkmA/TER4hSbcmzI/AAAAAAAAAmw/iv4vhslaxNM/s72-c/Richard_Rudd.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7624051848150188316.post-479208735601907671</id><published>2010-07-14T07:28:00.000-07:00</published><updated>2010-07-19T07:34:34.145-07:00</updated><title type='text'>L'Anm: i magistrati coinvolti si dimettano</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;«È necessario un segnale forte. Il tentativo di sottovalutare la gravità della vicenda è pericoloso»&lt;br /&gt;Il presidente dell'Anm Luca Palamara è drastico: i magistrati coinvolti nelle ultime inchieste (P3, eolico, ppalti G8) dovrebbero dimettersi. Ed è questa la netta posizione dell'Associazione Nazionale Magistrati. «Un segnale forte da dare - ha detto il segretario del sindacato delle toghe Giuseppe Cascini, nel corso della riunione del Comitato direttivo centrale - sarebbe quello per cui i magistrati coinvolti lasciassero libera l'istituzione, lasciassero la magistratura per non coinvolgerla». Un appello al quale Arcibaldo Miller, il capo degli ispettori del ministero della Giustizia coinvolto nell'inchiesta sulla presunta associazione segreta P3, replica con un secco no comment. «Su questo non intendo interloquire» ha detto Miller. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Secondo Cascini «bisogna avere la capacità e il coraggio di farsi da parte. Quando il sospetto sulla tua persona getta ombra sulla categoria della quale si fa parte, è necessario lasciare libera l'istituzione», ha affermato il segretario dell'Anm. «È necessario un segnale forte», fermo restando tutte le garanzie previste dalla legge: «Il disciplinare, il primo grado, l’appello, la Cassazione e anche la prescrizione». Per Cascini «il tentativo di sottovalutare la gravità della vicenda è pericoloso». La storia della cosiddetta P3 ha infatti, secondo il magistrato, «caratteristiche analoghe a quella che negli anni Ottanta riguardò la P2. E le differenze sono a svantaggio della vicenda attuale, che ha elementi di grottesco che la rendono peggiore. Per questo», conclude Cascini, «abbiamo il dovere di dare una risposta chiara». Della necessità di risposte «chiare e sollecite» ha parlato anche il presidente dell’Anm, Luca Palamara: «Non vogliamo essere accomunati a realtà che non ci appartengono. Su questi temi bisogna sgomberare il campo da equivoci. Noi vogliamo magistrati integerrimi e indipendenti che fanno il loro lavoro nelle aule di giustizia».&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="color:#ffff00;"&gt;&lt;strong&gt;Corriere della Sera, 14 luglio 2010&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7624051848150188316-479208735601907671?l=articolidanondimenticare.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/feeds/479208735601907671/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7624051848150188316&amp;postID=479208735601907671' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/479208735601907671'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/479208735601907671'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/2010/07/lanm-i-magistrati-coinvolti-si.html' title='L&apos;Anm: i magistrati coinvolti si dimettano'/><author><name>GB</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06389359988913294913</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7624051848150188316.post-4445625806839037555</id><published>2010-07-07T05:41:00.000-07:00</published><updated>2010-07-07T05:44:47.730-07:00</updated><title type='text'>Canile lager a Campagnano</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_O6xEuW1wkmA/TDR2sJFBHBI/AAAAAAAAAlw/QdkOMCYg6IM/s1600/canile-lager.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5491144346394762258" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 210px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_O6xEuW1wkmA/TDR2sJFBHBI/AAAAAAAAAlw/QdkOMCYg6IM/s320/canile-lager.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;  &lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Circa quaranta cani, emaciati e stesi nelle loro gabbie su un letto di feci alto diversi centimetri, in condizioni di salute drammatiche. Oltre venti gatti assetati allo spasimo, se non già morti, prigionieri nei loro trasportini. Un odore indescrivibile di escrementi e morte. Lo scenario, un casale nei dintorni di Campagnano, in provincia di Roma, dove stamattina sono intervenuti i carabinieri e i vigili urbani salvando gli animali che sono stati affidati alle cure di un'associazione animalista. Il casale, in località Valle del Baccano, è una vecchia conoscenza degli attivisti locali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«La struttura è di una coppia di italiani sui quarant'anni - spiega Elisabetta Contri della Fondazione Prelz, una onlus che si occupa di cani abbandonati - Loro sostengono di prendere questi cani perchè sono animalisti. Li raccolgono dalla strada; a volte, dicono, glieli lasciano davanti al cancello. Però non li sterilizzano: li lasciano riprodurre liberamente. Spesso i maschi litigano tra loro e si feriscono. La donna è assente da qualche tempo. Lui invece è in ospedale e ieri pomeriggio ha chiamato il suo fornitore di mangime per chiedergli di nutrire gli animali al posto suo. Questi però ha avvertito noi, che ieri sera abbiamo fatto un primo sopralluogo». Stamattina alle 10 sono tornati al casale, e hanno segnalato al 112 quanto avevano scoperto. Uno spettacolo, quello descritto dagli attivisti, davvero straziante: «Cani e gatti erano affamati e assetati. Sono magrissimi e ci sono anche femmine incinte. Nei trasportini lasciati al sole abbiamo trovato gatti già morti. Sul fondo dei recinti, anche dove non abbiamo trovato cani, uno strato di escrementi che sembra essere lì da anni. Quando abbiamo spruzzato dell'acqua con il tubo di gomma ci si sono precipitati».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Fondazione Prelz, dice Contri, si era già interessata a questo caso e nel 2006 contribuì a salvare gli animali da una inondazione. Con l'occasione li sterilizzò tutti, pensando che la storia si sarebbe conclusa lì. «Ma non è andata così, hanno continuato a prendere con loro i cani» ha concluso la socia della Fondazione. Sul posto è intervenuta anche la Asl Roma F. Il titolare del casale potrebbe essere deferito all'autorità giudiziaria per le conseguenze dello stato di abbandono degli animali, mentre il casale potrebbe essere sequestrato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffff00;"&gt;&lt;strong&gt;Dal Messaggero del 26 giugno 2010&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7624051848150188316-4445625806839037555?l=articolidanondimenticare.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/feeds/4445625806839037555/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7624051848150188316&amp;postID=4445625806839037555' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/4445625806839037555'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/4445625806839037555'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/2010/07/canile-lager-campagnano.html' title='Canile lager a Campagnano'/><author><name>GB</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06389359988913294913</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_O6xEuW1wkmA/TDR2sJFBHBI/AAAAAAAAAlw/QdkOMCYg6IM/s72-c/canile-lager.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7624051848150188316.post-5234161934909945566</id><published>2010-05-04T02:55:00.000-07:00</published><updated>2010-05-07T06:28:55.468-07:00</updated><title type='text'>Un gene per il supercampione</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_O6xEuW1wkmA/S-PpDv6bw3I/AAAAAAAAAiw/eyk9Pclw-P0/s1600/f102323gare-olimpiche-di-atletica-posters.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 250px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_O6xEuW1wkmA/S-PpDv6bw3I/AAAAAAAAAiw/eyk9Pclw-P0/s320/f102323gare-olimpiche-di-atletica-posters.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468470623168349042" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" color: rgb(255, 255, 255); line-height: 21px; font-family:verdana, serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Il superatleta? E' in dirittura d' arrivo. Più alto, più veloce, più resistente. Doti che si affinano con l' allenamento, ma non solo: da tempo la scienza ha stabilito che alla base di un campione esiste un corredo di geni «della vittoria». Ognuno agisce in ambiti particolari: la loro presenza, maggiore rispetto al resto della popolazione o magari solo una variante rispetto al codice generalizzato, consente prestazioni superiori alla media. La scienza sta lavorando per creare il mosaico del supercampione: l' ultimo tassello, in ordine di tempo, è stato incastrato da una ricerca italiana, che ha scoperto un' interessante collegamento fra il recettore del gene dell' Interleuchina 1, la molecola responsabile dell' infiammazione dell' apparato muscolare in conseguenza di uno sforzo fisico, e la sua presenza in un individuo, sia maschile che femminile: circa il doppio in atleti di livello agonistico rispetto a individui «non atleti».&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 21px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 21px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Ciò significa che un soggetto con un massiccio corredo di Interleuchina 1 ha una risposta infiammatoria più marcata nel suo apparato muscolare, ma contemporaneamente ha la possibilità di allenarsi più a lungo e più intensamente, potendo recuperare lo sforzo più velocemente rispetto a un normotipo. La ricerca, da poco pubblicata su «Bmc Medical Genetics», porta la firma dei ricercatori dell' Irccs Istituto ortopedico Galeazzi di Milano, in collaborazione con l' Università di Udine e con due team americani (Vanderbilt University e Tennessee University). Lo studio ha coinvolto 205 atleti (53 agonisti e 152 dilettanti) e 458 «non atleti». «Questo è il primo passo - dice Sabina Cauci, professore di biochimica clinica all' Università di Udine e docente al corso di Scienze motorie di Gemona - per studi più mirati a cogliere le differenze genetiche tra atleti di discipline di resistenza e atleti di discipline dove è richiesta la velocità». Un mosaico, si diceva, che si sta lentamente componendo: sono infatti una trentina i geni finora scoperti e collegati direttamente alla possibilità di miglioramento della prestazione sportiva. Influiscono su forza muscolare, resistenza, accelerazione e sull' incremento delle capacità cardiocircolatorie: in pratica, caratteristiche proprie della quasi totalità delle specialità sportive. La novità dell' Interleuchina 1, come spiega il professor Giuseppe Banfi, direttore scientifico dell' Irccs Galeazzi, «risiede nella peculiarità di rivolgere l' attenzione ai meccanismi di danno/riparazione che stanno alla base dell' allenamento e del recupero dallo sforzo». &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 21px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 21px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Un versante considerato fondamentale nella «costruzione» di un atleta agonista: «Il recupero dopo uno sforzo è importante, perché consente allenamenti più intensi e lunghi. Ma è ovvio - precisa Banfi - che la predisposizione genetica da sola non basta: dipende anche da fattori ambientali e motivazionali». E' però vero che gli studi scientifici applicati allo sport hanno aperto strade oscure: da tempo le organizzazioni sportive mondiali hanno messo in guardia dal cosiddetto doping genetico e dal 2003 la World Antidoping Agency ha inserito la manipolazione dei geni tra i metodi proibiti. Ma fino a oggi, anche per la difficoltà a individuare le violazioni, non risultano casi di «Agm», ossia di atleti geneticamente modificati. «Modificare il gene in senso stretto - spiega ancora Banfi - è difficile e complesso: più plausibile un intervento sul recettore del gene, ossia sulla proteina che cattura e trasporta un farmaco nella cellula, determinando un cambiamento». Quindi non avremo a breve atleti Frankestein costruiti in laboratorio grazie a sofisticate tecniche di mutazione genetica. «Però - aggiunge la dottoressa Cauci - lo studio dei "geni sportivi" potrebbe essere &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;di aiuto in molti campi: penso alle strategie di recupero in caso di infortuni. Ma anche, perché no, al raffinamento delle scelte di un allenatore, il quale, sfruttando le conoscenze che derivano dal patrimonio genetico, potrebbe adottare &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;preparazioni specifiche per indirizzare e migliorare la prestazione dei propri atleti». &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:verdana, serif;color:#FFFF00;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 21px;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:verdana, serif;color:#FFFFFF;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 21px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 0); font-style: italic; font-weight: bold; "&gt;Claudio Colombo, Il Corriere della Sera&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana, serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 21px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#999999;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 21px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 21px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFCCCC;"&gt;&lt;i&gt;I geni direttamente interessati nelle prestazioni sportive: &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 21px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 21px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFCCCC;"&gt;&lt;i&gt;IGF-1 (fattore di crescita insulino simile): sviluppa la crescita e, in dosi abbondanti, l'altezza; &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 21px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 21px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFCCCC;"&gt;&lt;i&gt;Eritropoietina: aumenta il numero dei globuli rossi che consentono il trasporto di più ossigeno, per migliori prestazioni a livello cardiovascolare; &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 21px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 21px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFCCCC;"&gt;&lt;i&gt;Gene ACTN3: produce una proteina che agisce sulle fibre muscolari, per un miglioramento della velocità e della capacità di accelerazione;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 21px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 21px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFCCCC;"&gt;&lt;i&gt;Enzima PEPCK-C: potenzia l'erogazione di energia muscolare;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 21px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 21px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFCCCC;"&gt;&lt;i&gt;Miostatina: influenza in maniera inversamente proporzionale l'accrescimento della massa e della potenza muscolare: minore quantità dell'ormone, maggior volume dei muscoli;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 21px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 21px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFCCCC;"&gt;&lt;i&gt;Variante del recettore del gene BDKBR2: collegata al miglioramento dell'abilità di corsa prolungata, agisce sull'efficienza della contrazione muscolare.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:verdana, serif;color:#FFCCCC;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 21px;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 21px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFCCCC;"&gt;Per rimanere nel campo della ricerca genetica, è di questi giorni la scoperta che, a&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 19px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFCCCC;"&gt;nche da "anziano", il nostro cervello potrebbe "rinverdirsi"' di nuovi neuroni. Uno studio condotto presso il Max Planck Institute of Immunobiology di Friburgo, e pubblicato sulla rivista Cell Stem Cell, ha infatti dimostrato (almeno nei topi in età anziana...) che il cervello conserva nell'ippocampo un "tesoro" di cellule staminali potenzialmente utili a scopo rigenerativo. Queste cellule sono per lo più in letargo, ma possono essere risvegliate con stimoli esterni: ad esempio la ginnastica (ma anche le crisi epilettiche). Si riteneva che questo patrimonio si esaurisse con l'avanzare dell'età, mentre adesso i ricercatori tedeschi hanno trovato due popolazioni di staminali in parte in letargo, in parte attive. &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"    style="font-family:tahoma, helvetica;font-size:130%;color:#333333;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 14px; line-height: 19px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:verdana, serif;color:#FFCCCC;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 21px;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 51, 51); font-family: tahoma, helvetica; font-size: 14px; font-style: normal; line-height: 19px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 0, 0); font-family: verdana, serif; font-size: 16px; line-height: 21px; font-style: italic; font-weight: bold; "&gt;G.B&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 21px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:verdana, serif;color:#FFFF00;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 21px;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7624051848150188316-5234161934909945566?l=articolidanondimenticare.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/feeds/5234161934909945566/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7624051848150188316&amp;postID=5234161934909945566' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/5234161934909945566'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/5234161934909945566'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/2010/05/un-gene-per-il-supercampione.html' title='Un gene per il supercampione'/><author><name>GB</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06389359988913294913</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_O6xEuW1wkmA/S-PpDv6bw3I/AAAAAAAAAiw/eyk9Pclw-P0/s72-c/f102323gare-olimpiche-di-atletica-posters.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7624051848150188316.post-8853194471539820222</id><published>2010-04-29T04:18:00.000-07:00</published><updated>2010-04-29T04:22:59.306-07:00</updated><title type='text'>Piccolo: ma cosa c' entra con noi di sinistra?</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 21px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;"Ma no, mi creda, non è stata una provocazione: sull' Unità, nella mia rubrica, ho scritto solo una misera, tragica verità". Provi a rispiegarla, Francesco Piccolo. "Allora, prendiamo Fini: ecco, io penso che la sua mossa sia rilevante e che avrà probabilmente conseguenze politiche assai importanti. Ma cosa c' entra Fini con la gente di sinistra? Perché, negli ultimi giorni, vedo e ascolto invece decine e decine di militanti parlare di Fini come se...". &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 21px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 21px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Come se? Prosegua, coraggio. "Come se non avesse il percorso che conosciamo, e i valori di destra che sappiamo? Perché dobbiamo innamorarci di tutti e persino di uno come Bocchino che, beh, insomma, non ha esattamente il profilo politico di Fini? Il guaio è che invece di guardare a ciò che succede con interesse, noi di sinistra spesso facciamo un tifo scomposto". Fazioso, a volte miope. "Esatto. La speranza del tramonto di Berlusconi è talmente pressante che rende settari e intolleranti la maggior parte di noi. Alla fine ciò che conta è scagliarsi, aggredire...". A chi sta pensando? "Vuole dei nomi?". Sarebbe meglio. "Di Pietro. Se c' è uno che non è di sinistra, è lui: eppure tutti là, ad applaudirlo". Prosegua. "Grillo. Un maestro di populismo. Siamo andati a fargli festa nelle piazze mentre ci stava facendo perdere le elezioni... La verità è che a sinistra arruoliamo chiunque si dichiari antiberlusconiano. Giornalisti compresi". Giornalisti tipo? "Tipo Travaglio. Uno che non ha niente di sinistra, e come lui tanti, tanti altri...".&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 21px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 21px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Un quadro sinistro. "Così infatti non facciamo più politica propositiva, ma sempre e solo di invettiva". Lei è stato lo sceneggiatore del film «Il Caimano», con cui Nanni Moretti spiegò chi era, per lui, Silvio Berlusconi. "Se sta sottilmente insinuando che anche noi fummo faziosi, sbaglia. Il film trattava Berlusconi molto seriamente, e non con la solita stupida ironia snob di certa sinistra". (Francesco Piccolo - 46 anni, che, oltre a scrivere per il cinema scrive anche libri - sulle prime ha lo stesso identico timbro di voce stridulo di Moretti: poi, però, prevale un filo di dialetto. "Sono di Caserta. Ha notato che ormai si trovano casertani ovunque? Siamo diventati come i cinesi").&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#464646;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" line-height: 21px;font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 21px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFF00;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;Fabrizio Roncone, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 21px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFF00;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;Il corriere della Sera (27 aprile 2010)&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7624051848150188316-8853194471539820222?l=articolidanondimenticare.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/feeds/8853194471539820222/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7624051848150188316&amp;postID=8853194471539820222' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/8853194471539820222'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/8853194471539820222'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/2010/04/piccolo-ma-cosa-c-entra-con-noi-di.html' title='Piccolo: ma cosa c&apos; entra con noi di sinistra?'/><author><name>"L'Editore"</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17994197299628359677</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_lnCs2Vz8Yys/S5eTUNZbutI/AAAAAAAABLg/Fo6-nUGDWBU/S220/Editore+Solazzo.biz.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7624051848150188316.post-4485739251292866773</id><published>2010-04-27T04:23:00.000-07:00</published><updated>2010-04-29T04:26:45.149-07:00</updated><title type='text'>Ucciso perché si vantava di un tatuaggio a Lavezzi</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span"   style="  line-height: 20px; font-family:Georgia, Times, serif;font-size:18px;"&gt;&lt;p static="true" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;L’incredibile morte di Gianluca «Zendark» Cimminiello è una storia in cui si mischiano&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt; la moda dei tatuaggi e la gelosia fra tatuatori, l’ingenuità di una foto con il calciatore più amato dai napoletani e Facebook. Tutte cose che non c’entrano niente con un omicidio, eppure questa è la storia di un omicidio. Perché è comunque una storia che racconta di quella Napoli in cui la vita di una persona non vale niente, e quella di Gianluca, che aveva 31 anni, doveva essere stroncata perché lui si era rifiutato di farsi picchiare, aveva reagito e picchiato a sua volta. E allora non restava che ammazzarlo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;L’omicidio è del 2 febbraio scorso, e ieri i carabinieri hanno arrestato&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;uno dei presunti autori, Vincenzo Russo, e ricostruito lo scenario che fa da sfondo all’intera vicenda. All’origine c’è una foto con Ezequiel Lavezzi che Gianluca Cimminiello si fa scattare una domenica di fine gennaio davanti all’ingresso degli spogliatoi del San Paolo. Il Pocho è infortunato, non ha giocato, e mentre aspetta i compagni accetta di posare con i tifosi. Quella foto Gianluca la mette su Facebook, ma solo dopo averla modificata, togliendo lo sfondo dello stadio e mettendoci quello del suo studio di tatuatore, lo «Zendark Tattoo», a Casavatore. Del resto Lavezzi lì ci sta benissimo, pieno com’è di tatuaggi è un ottimo testimonial. « Da quel momento Gianluca ha ricevuto svariati messaggi da parte dei clienti che chiedevano se avesse tatuato lui Lavezzi. Ma rispondeva sempre di no», ha raccontato la sua ragazza ai carabinieri durante le indagini.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Un giorno arriva anche il messaggio di un collega tatuatore, Vincenzo Donniacuo,&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt; chiamato nel suo giro «Enzo il Cubano», dal nome dello studio che gestisce a Melito. Donniacuo sembra geloso, teme che Gianluca abbia fatto amicizia con Lavezzi, che gli abbia fatto o possa fargli un tatuaggio, e diventare il tatuatore di un calciatore fa salire immediatamente le quotazioni tra gli appassionati. Il Cubano lo sa, tanto è vero che la prima foto che compare sul suo sito e sul suo profilo di Facebook lo ritrae con guanti, macchinetta e inchiostro all’opera su una gamba di Floro Flores, attaccante napoletano oggi all’Udinese.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Tra Enzo e Gianluca c’è uno scambio di messaggi non troppo amichevoli,&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt; finché il primo annuncia che passerà allo studio dell’altro «per parlare da vicino». Ma non ci andrà lui, ci manderà quattro amici di Secondigliano, di cui uno imparentato con un boss degli scissionisti, il clan vincente nella sanguinosa faida di qualche anno fa contro i Di Lauro. Il 30 gennaio i quattro si presentano allo Zendark, ma non per un chiarimento. Hanno deciso che Gianluca merita una paliata, però non hanno considerato che quel pezzo di ragazzo non è bravo solo a far tatuaggi, sa usare le mani anche in altro modo: conosce bene la difesa personale e non si impaurisce. Picchia uno dei quattro (proprio il parente del boss) e mette in fuga gli altri. Due giorni dopo si ripresentano, stavolta con le pistole. E lo ammazzano. Per punirlo di quella reazione, e in questo il Cubano non c’entra. Lui è indagato come mandante solo della fallita spedizione punitiva. Ma se non si fosse mai rivolto ai suoi amici di Secondigliano, Gianluca sarebbe ancora vivo. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: right;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana, Times, serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFF00;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Fulvio Bufi, Il Corriere della Sera&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7624051848150188316-4485739251292866773?l=articolidanondimenticare.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/feeds/4485739251292866773/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7624051848150188316&amp;postID=4485739251292866773' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/4485739251292866773'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/4485739251292866773'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/2010/04/ucciso-perche-si-vantava-di-un.html' title='Ucciso perché si vantava di un tatuaggio a Lavezzi'/><author><name>"L'Editore"</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17994197299628359677</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_lnCs2Vz8Yys/S5eTUNZbutI/AAAAAAAABLg/Fo6-nUGDWBU/S220/Editore+Solazzo.biz.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7624051848150188316.post-5069813417689136275</id><published>2010-04-26T04:28:00.000-07:00</published><updated>2010-04-29T04:35:29.446-07:00</updated><title type='text'>Sopravvive un giorno all'aborto: dimenticato</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:Georgia, Garamond, 'Times New Roman';font-size:7;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" letter-spacing: -2px; line-height: 29px; -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px;font-size:28px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" letter-spacing: normal; line-height: 18px; -webkit-border-horizontal-spacing: 0px; -webkit-border-vertical-spacing: 0px; border-collapse: collapse; color: rgb(61, 61, 61); font-size:13px;"&gt;&lt;p align="justify" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 10px; padding-left: 0px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Sabato mattina (il 24 aprile) scorso una donna s'è recata presso l’ospedale “Nicola Giannettasio” di Rossano, in Calabria, al fine di sottoporsi ad un intervento, già concordato, per interrompere la propria (prima) gravidanza alla ventiduesima settimana di gestazione. Un aborto terapeutico, richiesto dalla madre per via d'una grave malformazione del proprio nascituro. Praticato l'intervento, il corpicino (pare un maschietto) è stato riposto in un locale nei pressi della sala parto. Da quel momento nessuno se ne sarebbe curato.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 10px; padding-left: 0px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Ieri mattina, a distanza d’un giorno dunque, don Antonio Martello, il cappellano dell'ospedale, s’è recato in quel locale per pregare su quel feto abortito volontariamente. Ma una volta avvicinatosi al corpicino con stupore ha scoperto che la creatura era ancora in vita. Da qui l'allarme. Il piccolo è stato immediatamente trasferito nel reparto di Neonatologia dell'ospedale dell'"Annunziata" di Cosenza, dov'è rimasto in vita fino a poco fa, dopo che i medici hanno tentato il tutto e per tutto pur di strapparlo alla morte. Un caso singolare e dai contorni agghiaccianti. La Legge n. 194 del 1978 prevede l'assistenza e l'intervento dei sanitari nel caso in cui, a seguito d’un aborto, il feto presenti attività vitali. Ma sulla creatura partorita - e viva – sabato mattina, non sarebbe stato effettuato alcun tipo di monitoraggio. La gestante aveva deciso di interrompere la propria gravidanza, che in casi di malattie genetiche o malformazioni può avvenire, per come prevede la legge, “dopo i primi novanta giorni di gestazione se la gravidanza o il parto comportino un grave pericolo per la vita della donna”, oppure “quando siano accertati processi patologici, tra cui quelli relativi a rilevanti anomalie o malformazioni del nascituro, che determinino un grave pericolo per la salute fisica o psichica della donna”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 10px; padding-left: 0px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;In casi del genere, quando cioè una donna decide d’interrompere la gravidanza in presenza d’una diagnosi che dà poche speranze al nascituro mettendo a repentaglio la vita della stessa madre, praticato l’aborto tearapeutico la creatura è destinata a spegnersi a poche ore di distanza dall'intervento se non contestualmente. Ma in questo caso il destino ha voluto diversamente. Dopo essere stato "espulso" e lasciato in quel locale nei pressi della sala parto, nessuno, a quanto pare, avrebbe monitorato quell’effettivo decesso che non era affatto avvenuto. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 10px; padding-left: 0px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;E ieri mattina il cappellano dell'ospedale che voleva pregare per quel feto dopo aver appreso la notizia dell'aborto ha invece constatato che quel bimbo era in vita. Il piccolo è rimasto aggrappato alla vita fino a poco fa: le speranze per lui erano pochissime, con un quadro clinico critico tanto perché nato prematuro quanto per la presenza della grave malformazione che fu alla base della drammatica volontà della madre. Sul caso indagano i poliziotti del Commissariato di Rossano, che nell’immediatezza hanno acquisito la cartella clinica relativa all'intervento d’interruzione della gravidanza e proceduto a convocare le persone informate sui fatti, a partire dal personale medico coinvolto, al fine di asoltarle. Prima di inviare l’informativa alla Procura che - appare scontato - sul caso dovrebbe dare avvio all’apertura d’un fascicolo d’inchiesta.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify" style="text-align: right;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 10px; padding-left: 0px; "&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFF00;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Dal sito &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;a href="http://www.sibarinet.it/i"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFF00;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;"Sibarinet.it"&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7624051848150188316-5069813417689136275?l=articolidanondimenticare.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/feeds/5069813417689136275/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7624051848150188316&amp;postID=5069813417689136275' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/5069813417689136275'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/5069813417689136275'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/2010/04/sopravvive-un-giorno-allaborto.html' title='Sopravvive un giorno all&apos;aborto: dimenticato'/><author><name>"L'Editore"</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17994197299628359677</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_lnCs2Vz8Yys/S5eTUNZbutI/AAAAAAAABLg/Fo6-nUGDWBU/S220/Editore+Solazzo.biz.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7624051848150188316.post-5453231702544757378</id><published>2010-02-14T10:48:00.000-08:00</published><updated>2010-02-14T10:50:01.607-08:00</updated><title type='text'>Marrazzo: all’estero solo in Limousine</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_lnCs2Vz8Yys/S3hFy4ACHjI/AAAAAAAAA_8/L6Z5RKAV9dw/s1600-h/marrazzo_piero.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/_lnCs2Vz8Yys/S3hFy4ACHjI/AAAAAAAAA_8/L6Z5RKAV9dw/s320/marrazzo_piero.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #222222; font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 13px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: white;"&gt;Auto blu e Marrazzo, parte seconda. Esterno giorno e pure notte, formato trasferta. Se ieri vi abbiamo raccontato i vizi a quattro ruote dell’ex presidente sul suolo patrio, oggi allarghiamo la prospettiva. Ci trasferiamo in viaggio con lui, scoperchiamo la pentola dei costi addebitati ai cittadini nelle missioni istituzionali lontano dal Lazio. Scopriamo una serie di fatture rotonde, cifre pagate negli anni a un’azienda di Bruxelles che si occupa di “vip limousine services”, cioè di procurare vetture di superlusso ai suoi clienti. Peschiamo a caso: quasi 2mila euro per una fattura del 30 gennaio 2007, circa 1.700 euro autorizzati il 9 luglio 2008 e così via. Insomma, si va di male in peggio: se nell’inchiesta pubblicata ieri abbiamo denunciato esborsi di 1.800 euro al mese per un’appariscente berlina, qui si esagera, si va molto oltre: si è speso ancora di più per pochissimi giorni di permanenza.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: white;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 13px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: white;"&gt;Sembra insomma che Piero Marrazzo non si sia fatto mancare davvero nulla nei suoi anni al timone della Regione, come queste evidenze lampanti non fanno altro che confermare. «Penso - riflette serio il consigliere Fabio Desideri, Pdl - che si possano ottenere gli stessi buoni ritorni per i cittadini e per la propria salute fisica e mentale, evitando lo stress da traffico, utilizzando un’auto di rappresentanza più sobria. E invece ci troviamo a commentare casi come questi». Gli importi totali corrisposti alla concessionaria di Bruxelles sono di quasi 7mila euro per il 2006, oltre 7mila per il 2007, 8mila nel 2008 e addirittura 12mila nel 2009, nonostante l’ultimo documento di spesa si fermi a giugno causa scandalo-trans. Qui si parla di 34mila euro di denaro pubblico per spese di missione oltre confine, ed è solo una parte, quella che siamo riusciti a ricostruire. Una nota stridente che fa il paio con il capitolo S23403 del bilancio regionale, quello relativo ad «acquisto, manutenzione, esercizio e noleggio di mezzi di trasporto, autoradio e dotazioni accessorie, tasse, canone e premi assicurativi», mai sceso sotto il milione e 400mila euro l’anno e rimpolpato all’occorrenza.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: white;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 13px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: white;"&gt;Su di esso, infatti, grava un mare magnum di costi, di uscite sostanziose per foraggiare il parco macchine e tutto ciò che gli gravita intorno: 300mila euro di carburante dal 1° ottobre 2009 al 30 marzo 2010; 100mila euro per il vestiario autisti del 2008 composto da giacche, camicie, pantaloni, cravatte, scarpe e giubbotto; 26mila euro per le tessere Viacard per l’autostrada per lo stesso anno; la stessa identica cifra per il rinnovo degli accessi alla Ztl per il 2009 e il 2010. Insomma, una gigantesca nebulosa di esborsi. «Noi addetti ai lavori, noi consiglieri del Pdl - conclude Desideri - conosciamo la situazione. Ma è bene che ciò sia chiaro anche alla gente. Che paga e continua a pagare, mentre la Regione, per la conflagrazione del caso che porta il nome di Marrazzo, attraversa una tristissima fase di transizione. Per fortuna i privilegi, fra due mesi, scompariranno. Per il centrosinistra stanno scorrendo i titoli di coda: sono gli ultimi giri in auto blu».&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #222222; font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: yellow;"&gt;Marco Morello, Il Giornale 28 gennaio 2010&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7624051848150188316-5453231702544757378?l=articolidanondimenticare.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/feeds/5453231702544757378/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7624051848150188316&amp;postID=5453231702544757378' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/5453231702544757378'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/5453231702544757378'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/2010/02/marrazzo-allestero-solo-in-limousine.html' title='Marrazzo: all’estero solo in Limousine'/><author><name>"L'Editore"</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17994197299628359677</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_lnCs2Vz8Yys/S5eTUNZbutI/AAAAAAAABLg/Fo6-nUGDWBU/S220/Editore+Solazzo.biz.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_lnCs2Vz8Yys/S3hFy4ACHjI/AAAAAAAAA_8/L6Z5RKAV9dw/s72-c/marrazzo_piero.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7624051848150188316.post-6154205430168351794</id><published>2010-02-10T07:31:00.000-08:00</published><updated>2010-02-10T07:41:03.231-08:00</updated><title type='text'>Quanti sono i poveri?</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_lnCs2Vz8Yys/S3LSgiibTAI/AAAAAAAAA-U/84lw4Y2_tbM/s1600-h/povert%C3%A0.jpeg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 250px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_lnCs2Vz8Yys/S3LSgiibTAI/AAAAAAAAA-U/84lw4Y2_tbM/s320/povert%C3%A0.jpeg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5436639156658457602" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana, serif;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#33FF33;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;clicca sull'immagine per ingrandirla&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:verdana, serif;color:#FFFF00;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFF00;"&gt;&lt;i&gt;Luca Ricolfi, Panorama 11 febbraio 2010&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7624051848150188316-6154205430168351794?l=articolidanondimenticare.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/feeds/6154205430168351794/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7624051848150188316&amp;postID=6154205430168351794' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/6154205430168351794'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/6154205430168351794'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/2010/02/quanti-sono-i-poveri.html' title='Quanti sono i poveri?'/><author><name>"L'Editore"</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17994197299628359677</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_lnCs2Vz8Yys/S5eTUNZbutI/AAAAAAAABLg/Fo6-nUGDWBU/S220/Editore+Solazzo.biz.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_lnCs2Vz8Yys/S3LSgiibTAI/AAAAAAAAA-U/84lw4Y2_tbM/s72-c/povert%C3%A0.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7624051848150188316.post-6700875459642631982</id><published>2010-02-10T07:29:00.000-08:00</published><updated>2010-02-10T07:30:39.809-08:00</updated><title type='text'>Cane della prateria vs uccelli</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_lnCs2Vz8Yys/S3LRE1gDraI/AAAAAAAAA-M/ONJi74rfcv4/s1600-h/scoiattolo.jpeg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 371px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_lnCs2Vz8Yys/S3LRE1gDraI/AAAAAAAAA-M/ONJi74rfcv4/s400/scoiattolo.jpeg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5436637581200829858" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7624051848150188316-6700875459642631982?l=articolidanondimenticare.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/feeds/6700875459642631982/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7624051848150188316&amp;postID=6700875459642631982' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/6700875459642631982'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/6700875459642631982'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/2010/02/cane-della-prateria-vs-uccelli.html' title='Cane della prateria vs uccelli'/><author><name>"L'Editore"</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17994197299628359677</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_lnCs2Vz8Yys/S5eTUNZbutI/AAAAAAAABLg/Fo6-nUGDWBU/S220/Editore+Solazzo.biz.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_lnCs2Vz8Yys/S3LRE1gDraI/AAAAAAAAA-M/ONJi74rfcv4/s72-c/scoiattolo.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7624051848150188316.post-1595533287897803996</id><published>2010-02-06T07:18:00.000-08:00</published><updated>2010-02-06T07:24:12.381-08:00</updated><title type='text'>Cinquanta parole da salvare</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_lnCs2Vz8Yys/S22JkIBQDGI/AAAAAAAAA7k/K6-e5hla0BA/s1600-h/parole_dargento.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_lnCs2Vz8Yys/S22JkIBQDGI/AAAAAAAAA7k/K6-e5hla0BA/s320/parole_dargento.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5435151579027082338" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  color: rgb(68, 68, 68); font-family:Tahoma, Verdana, Arial, sans-serif;font-size:13px;"&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:verdana, Verdana, Arial, sans-serif;color:#FFFFFF;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;"Se la parola “adunco” dovesse scomparire, sarebbe la fine delle favole" annota una gentile professoressa - Cinthia - sul blog della casa editrice Zanichelli che ha varato un concorso per le cinquanta parole da salvare. In effetti adunco è il naso delle streghe, così come il becco degli uccellacci minacciosi, e sia l'uno che l'altro non possono essere definiti - indifferentemente - come «curvo» o «uncinato» e, meno che mai, come «storto».&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana, Verdana, Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Tra le 120 mila parole - tecnicamente «lemmi» - dello Zingarelli, il curatore Mario Cannella e la sua redazione ne hanno individuate quasi tremila (2.800) che potrebbero ancora essere pienamente in uso, ma che di fatto stanno diventando desuete e abbandonate, col rischio di andare perdute. Di queste 2.800, duecento sono state identificate come un patrimonio irrinunciabile da un blog a cui hanno partecipato oltre 800 insegnanti, che hanno espresso 14 mila voti e hanno lasciato 600 commenti scritti.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana, Verdana, Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Cinquanta di queste parole - infine - sono state definite «da salvare»: o si usano o la comunicazione sarà svilita per sempre. Le sfumature «Queste parole da valorizzare - spiega Cannella - non sono classificabili in maniera uniforme, tuttavia hanno un denominatore comune: sono le parole che consentono di articolare il pensiero nelle sue molteplici sfumature. Il linguaggio di ogni giorno, specie quello dei massmedia, punta a concetti netti - bianco o nero - e noi abbiamo osservato come questa deriva condanni all'oblio tutte quelle parole che esprimono le mille gamme del grigio. Ma, attenzione, i “ grigi” sono altrettanto veri del bianco e nero e ciascuno ha una sua identità non sovrapponibile a quella degli altri». Non solo «vanitoso» e «vanesio» non sono la stessa cosa, ma fragranza non è profumo, garrulo non è chiacchierone, solerte non è diligente, sapido non è saporito, fulgore non è luminosità. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana, Verdana, Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;E mentre, in queste coppie, il secondo termine è di pubblico dominio, il primo resta nella disponibilità di un manipolo ristretto di aristocratici del linguaggio. E così le sfumature semantiche si perdono - dicono i lessicografi dello Zingarelli - e la lingua si appiattisce in una essenzialità che amalgama la varietà in una brodaglia espressiva buona per tutte le occasioni. I numeri, in questo, dicono molto. Dei 120 mila lemmi dello Zingarelli, una persona di media cultura ne usa il 10% (12-13 mila), uno scrittore può più che raddoppiare questa cifra arrivando a 30 mila. E quindi una forte selezione del vocabolario è nei fatti, anche perché 10 mila termini sono arcaici e molti altri sono solo settoriali. «Ma ciò che lascia perplessi - dice il professor Cannella - è che il parlare di tutti i giorni è affidato a non più di 2.500 parole che da sole esauriscono l'80% di tutti i nostri enunciati».&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana, Verdana, Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Una povertà imputabile soprattutto ai massmedia che per essere popolari sono banali, per essere accessibili sono approssimativi, per fare audience fanno pena. E non volendo apparire come virtuosi della lingua finiscono per essere imprecisi. «Si, certo - aggiunge Cannella - test, quiz, questionari e altri strumenti di valutazione usati nella scuola non giovano all'estensione del vocabolario, così come sms, chat, twitter, i tempi televisivi, le gabbie grafiche dei giornali e tutto ciò che punta al risparmio espressivo. Però il problema vero non è che non abbiamo spazi e tempi, ma semplicemente che non conosciamo le parole per dire ciò che vogliamo dire. I Sonetti sono sempre stati di due terzine e due quartine, eppure sono bastati per dire cose eccelse. O no?».&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:Georgia, Verdana, Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:Georgia, Verdana, Arial, sans-serif;"&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFF00;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;La Stampa, 6 febbraio 2010&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7624051848150188316-1595533287897803996?l=articolidanondimenticare.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/feeds/1595533287897803996/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7624051848150188316&amp;postID=1595533287897803996' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/1595533287897803996'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/1595533287897803996'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/2010/02/cinquana-parole-da-salvare.html' title='Cinquanta parole da salvare'/><author><name>"L'Editore"</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17994197299628359677</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_lnCs2Vz8Yys/S5eTUNZbutI/AAAAAAAABLg/Fo6-nUGDWBU/S220/Editore+Solazzo.biz.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_lnCs2Vz8Yys/S22JkIBQDGI/AAAAAAAAA7k/K6-e5hla0BA/s72-c/parole_dargento.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7624051848150188316.post-3746951609103538799</id><published>2010-01-27T10:29:00.000-08:00</published><updated>2010-02-14T10:31:22.405-08:00</updated><title type='text'>Il lunedi negato a Ignazio Marino</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_lnCs2Vz8Yys/S3hBRpO6oeI/AAAAAAAAA_0/F7oYAbbnPZU/s1600-h/ignazio_marino.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/_lnCs2Vz8Yys/S3hBRpO6oeI/AAAAAAAAA_0/F7oYAbbnPZU/s320/ignazio_marino.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Lucida Grande', Arial, Helvetica; font-size: 11px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, Arial, Helvetica;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, Arial, Helvetica;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, Arial, Helvetica;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;L' episodio che ha coinvolto Ignazio Marino, il senatorechirurgo lascia uno strascico amaro. Riassumoi fatti: nella primavera del 2009 Marino, che ha continuato anche dopo il rientro dall' America ad operare, nel campo dei trapianti di fegato, riceve la visita del direttore generale del più grande ospedale di Bologna, il Sant' Orsola, Augusto Cavina, venuto appositamente a Roma per caldeggiare l' offerta a Marino di un contratto per eseguire i trapianti nella struttura bolognese. Marinoè ben contento, ha molti pazienti ed avere una collocazione stabile dove operare è importante. Ricevendo uno stipendio da parlamentare non vuole, però, alcun compenso dai malati, ma solo un rimborso spese dall' amministrazione di 2000 euro lordi per trapianto. La sua attività si svolgerà solo il lunedì, quando il Senato è chiuso.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Dopo poco il contratto gli arriva con decorso dal 22 giugno. In quel periodo, con la proclamazione delle primarie Pd, matura in Marino l' idea di parteciparvi, nella illusione, più o meno motivata, di rappresentare, tra Bersani e Franceschini, quella società civile, a parole tanto corteggiata. Preso dagli adempimenti elettoralie dalla formazione della sua lista, trascura per qualche settimana di firmare il contratto, cosa che, peraltro fa a metà agosto, scusandosi per il ritardo. A questo punto, però, il direttore generale ci ripensa, scopre all' improvviso che deve ristrutturare le sale operatorie, che non c' è più posto neppure il lunedì, che Marino è meglio ripassi nel 2011. A questo punto Marino si preoccupa dei suoi malati di cancro al fegato che non possono attendere e cerca altri posti dove operare. A chi gli chiede cosa è successo, risponde: «I dirigenti sanitari emiliani hanno cambiato idea. Sul perché non ho una risposta». Risposta che viene da una inchiesta già in corso della procura di Bologna sulla sanità, dove emergono intercettazionia bizzeffe sul fatto che lo sgambettoa Marino sarebbe scattato come ritorsione alla sua decisione di candidarsi contro i due big emiliani, Bersani e Franceschini. Naturalmente ora tutti negano e si stracciano le vesti. È anche credibile che i due leader non ne sapessero nulla, ma in un contestoa forte controllo politico come l' Emilia, il potente e bravissimo assessore&amp;nbsp;alla Sanità, Giovanni Bissoni, che aveva sponsorizzato la vicenda all' inizio, poteva ignorarne l' esito disdicevole? E perché non è intervenuto subito per scongiurarlo, quando sarebbe bastata una sua telefonata per far riaprire quella sala chirurgica il lunedì mattina?&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;A pensar male si fa peccato ma si indovina, ed io penso tutto il male possibile su questa storia sulla base di una esperienza, la lunga battaglia perduta per impedire la discrezionalità degli assessori e dei direttori generali nelle nomine dei primari negli ospedali, snodo cruciale per allontanare la politica dalla gestione quotidiana della sanità pubblica. La proposta di un rigoroso concorso con classifica rigida su suggerimento del sottoscritto ad un seminario di Italianieuropei era stato approvato anche da Livia Turco, quando era ministro. Non se ne fece nulla proprio per l' opposizione, in primo luogo dell' assessore dell' Emilia, seguito da altri suoi colleghi. Ora, è vero che Bissoni, assieme all' assessore della Toscana (oggi candidato governatore) Rossi, vanta giustamente la migliore struttura sanitaria italiana, ma reputo sbagli a ritenere che questo dipenda da uno stretto controllo politico su tutto e su tutti. È stato un disastro che i migliori assessori si siano opposti a una riforma meritocratica. L' Italia non si fermaa Bologna e Firenze. Basta pensare a cosa è accaduto alla Sanità in altre regioni di sinistra, a partire da Puglia, Calabriae Campania. L' episodio Marino s' inserisce in questa atmosfera. P.S. Il senatore-chirurgo ha ora ripresentato una legge che introduce concorsi severi per la nomina dei primari. La Finocchiaroe 60 parlamentari l' hanno firmata. Bersani si è detto d' accordo. Speriamo sia la volta buona.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, Arial, Helvetica;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, Arial, Helvetica;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: yellow;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;Mario Pirani, La Repubblica, 26 gennaio 2010&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7624051848150188316-3746951609103538799?l=articolidanondimenticare.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/feeds/3746951609103538799/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7624051848150188316&amp;postID=3746951609103538799' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/3746951609103538799'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/3746951609103538799'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/2010/02/il-lunedi-negato-ignazio-marino.html' title='Il lunedi negato a Ignazio Marino'/><author><name>"L'Editore"</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17994197299628359677</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_lnCs2Vz8Yys/S5eTUNZbutI/AAAAAAAABLg/Fo6-nUGDWBU/S220/Editore+Solazzo.biz.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_lnCs2Vz8Yys/S3hBRpO6oeI/AAAAAAAAA_0/F7oYAbbnPZU/s72-c/ignazio_marino.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7624051848150188316.post-633260757434635708</id><published>2010-01-23T08:39:00.000-08:00</published><updated>2010-01-23T08:41:20.502-08:00</updated><title type='text'>E' morto Casper, il gatto pendolare</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Ha preso l'autobus regolarmente ogni giorno per quattro anni, ma ora è giunto alla fine del suo viaggio. E' la storia di Casper, il gatto pendolare che si faceva il giro turistico della città di Plymouth (nella contea del Devon) per poi rientrare a casa, è morto investito da una macchina venerdì scorso. Il suo decesso ha profondamente addolorato gli abitanti della zona, che hanno appeso un cartellino commemorativo nel luogo in cui il micio si presentava puntualmente ogni mattina per prendere il bus.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:verdana, serif;font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;La vicenda del mitico gatto vagabondo è stata riferita oggi dal Guardian, che ha raccontato come ogni giorno da vari anni Casper aspettava pazientemente in fila con gli altri passeggeri per salire a bordo dell’autobus numero 3 delle 10.55. Secondo il quotidiano britannico, la bizzarra vita di Casper «aveva attratto l’attenzione della stampa internazionale e regalava sorrisi in tutto il mondo». Ma è stata proprio la strada che Casper tanto amava ha portarlo alla morte. Il gatto siberiano di dodici anni, noto anche in Italia fra l’altro grazie al recente servizio di un tg nazionale, è stato infatti investito da un’automobile mentre stava attraversando la strada per raggiungere la sua solita fermata. In un cartello commemorativo gli abitanti di Plymouth hanno scritto: «Casper ci mancherai. Eri amato da tutti, e rendevi più piacevole il tempo trascorso in autobus. Purtroppo sei stati investito, e l’autista non ha avuto neanche il buon gusto di fermarsi». &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:verdana, serif;font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Il gatto era diventato la mascotte degli autisti, che si preoccupavano che stesse bene e che scendesse alla fermata giusta, anche se in tanti anni il micio non aveva mai sbagliato fermata. La stessa azienda di trasporti «First» aveva chiesto ai suoi dipendenti di prendersi cura del «passeggero non pagante». La proprietaria del gatto pendolare, Susan Finden, 65 anni, ha raccontato al Guardian che «l’ho chiamato Casper come il fantasmino dei cartoni animati, proprio perche aveva l’abitudine di sparire come un fantasma! Era un gatto magnifico ed affettuosissimo. Saranno in tanti a sentire la sua mancanza».&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"    style="font-family:verdana, serif;font-size:100%;color:#444444;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:verdana, serif;font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFF00;"&gt;La Stampa, 20 gennaio 2010&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7624051848150188316-633260757434635708?l=articolidanondimenticare.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/feeds/633260757434635708/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7624051848150188316&amp;postID=633260757434635708' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/633260757434635708'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/633260757434635708'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/2010/01/e-morto-casper-il-gatto-pendolare.html' title='E&apos; morto Casper, il gatto pendolare'/><author><name>GB</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06389359988913294913</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7624051848150188316.post-7141626579983671716</id><published>2010-01-14T03:27:00.000-08:00</published><updated>2010-01-14T03:32:04.756-08:00</updated><title type='text'>Banca del tempo per animali</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_O6xEuW1wkmA/S08AclWNMbI/AAAAAAAAAcA/GZ1Mb-TZjjs/s1600-h/cani003.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_O6xEuW1wkmA/S08AclWNMbI/AAAAAAAAAcA/GZ1Mb-TZjjs/s320/cani003.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5426556567066325426" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#0000EE;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  color: rgb(68, 68, 68); font-family:Tahoma, Verdana, Arial, sans-serif;font-size:13px;"&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Nasce la «banca del tempo» per gli animali di Aidaa, l’associazione italiana a tutela degli animali e dell’ambiente, un progetto che va a completare quello delle «badanti per animali» lanciato lo scorso anno. Il progetto della banca del tempo per animali è molto semplice: l’associazione infatti mette a disposizione un indirizzo internet dove ciascuno potrà offrire o richiedere del tempo per accudire, portare a passeggio o semplicemente passare del tempo con un’animale domestico. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana, Verdana, Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;È intenzione di Aidaa arrivare entro l’estate alla messa in rete di un vero e proprio data-base consultabile da chiunque e accessibile a tutti coloro che hanno del tempo da offrire o da richiedere per accudire gli animali. Ovviamente ad una richiesta di tempo deve affiancarsi anche un’offerta di tempo pari o superiore a quello della richiesta da mettere a disposizione, invece chi offre il proprio tempo non per forza lo deve richiedere obbligatoriamente. Il servizio è assolutamente gratuito e nell’inviare le proprie richieste ed offerte di tempo si deve dare oltre alla disponibilità del tempo anche alcuni dati personali come l’età, la città di residenza o quella dove si intende chiedere o offrire il proprio tempo libero per accudire o per farsi accudire il proprio animale domestico ed ovviamente i dati relativi all’animale. Alla banca del tempo possono iscriversi tutti i cittadini italiani ed extracomunitari amanti degli animali ed in regola con i documenti di residenza o soggiorno in Italia. Le richieste e le offerte inizialmente verranno valutate e smistate su base settimanale. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana, Verdana, Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Chiunque voglia aderire a questo nuovo progetto di Aidaa offrendo e richiedendo il proprio tempo potrà farlo inizialmente scrivendo una mail a &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#66FF99;"&gt;bancanimali@libero.it.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFF00;"&gt;La Stampa, 11 gennaio 2010&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7624051848150188316-7141626579983671716?l=articolidanondimenticare.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/feeds/7141626579983671716/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7624051848150188316&amp;postID=7141626579983671716' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/7141626579983671716'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/7141626579983671716'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/2010/01/banca-del-tempo-per-animali.html' title='Banca del tempo per animali'/><author><name>GB</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06389359988913294913</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_O6xEuW1wkmA/S08AclWNMbI/AAAAAAAAAcA/GZ1Mb-TZjjs/s72-c/cani003.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7624051848150188316.post-4294245089001705226</id><published>2010-01-13T06:25:00.000-08:00</published><updated>2010-01-13T06:29:23.928-08:00</updated><title type='text'>AAA: Malato terminale da mummificare cercasi</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_O6xEuW1wkmA/S03YpAXQEXI/AAAAAAAAAbw/G-vGZIT4uV8/s1600-h/C_0_articolo_470823_listatakes_itemTake_0_immaginetake.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5426231325035073906" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 300px; CURSOR: hand; HEIGHT: 232px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_O6xEuW1wkmA/S03YpAXQEXI/AAAAAAAAAbw/G-vGZIT4uV8/s320/C_0_articolo_470823_listatakes_itemTake_0_immaginetake.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;color:#ffffff;"&gt;L'emittente Gb Channel 4 sta cercando un candidato, malato terminale, disposto a farsi sottoporre alla tradizione procedura di mummificazione degli antichi egizi e di donare il proprio corpo al museo. "Vogliamo qualcuno che sia disposto a sottoporsi a questa antica tecnica, dopo la sua morte". Secondo la stampa del Regno, ad occuparsi dell'imbalsamazione sarà uno scienziato inglese che sostiene di aver scoperto i segreti della mummificazione.&lt;/span&gt;&lt;a onclick="foto('/bin/159.$plit/orig_C_0_articolo_470823_listatakes_itemTake_0_immaginetake.jpg');return false;" href="http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo470823.shtml#"&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;color:#ffffff;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;Immediate le polemiche su questo ennesimo caso di televisione trash. Eppure il canale televisivo, Channel 4, in passato ha già sollevato discussioni sull'etica della tv per aver realizzato un'autopsia dal vivo prima e un suicidio assistito poi. Questa volta l'idea di mummificare una persona. Il documentario dovrebbe seguire il malato per alcuni mesi per dare modo ai telespettatori di formare un "legame emotivo" con lui. "A mummificazione avvenuta", ha spiegato il produttore dello show, "una delle opzioni potrebbe essere quella di esporre il corpo in un museo affinchè la gente possa comprendere meglio la procedura. Il funerale verrebbe condotto soltanto dopo ed il volontario non verrebbe pagato". La tecnica che si vuole realizzare per questo programma è stata già sperimentata con successo su alcuni maiali. La casa di produzione tv ha ingaggiato infatti una serie di scienziati per il progetto e ha "trovato una struttura approvata dall'authority per i tessuti umani dove condurre la mummificazione". &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;''Siamo affascinati dalle ricerche in corso - ha detto all'Independent un portavoce di Channel 4 - se gli scienziati troveranno un donatore disposto a sottoporsi all'esperimento siamo intenzionati a procedere. A chi ci chiede perché ci interessa possiamo rispondere che se gli scienziati riusciranno a risolvere uno dei misteri del mondo antico, la scoperta potrebbe farci capire di più sulla scienza e sulla storia degli antichi egizi e forse avere altri risvolti positivi per le scienze mediche".&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;color:#ffff00;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Tgcom dell'11/01/2010&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7624051848150188316-4294245089001705226?l=articolidanondimenticare.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/feeds/4294245089001705226/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7624051848150188316&amp;postID=4294245089001705226' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/4294245089001705226'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/4294245089001705226'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/2010/01/aaa-malato-terminale-da-mummificare.html' title='AAA: Malato terminale da mummificare cercasi'/><author><name>GB</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06389359988913294913</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_O6xEuW1wkmA/S03YpAXQEXI/AAAAAAAAAbw/G-vGZIT4uV8/s72-c/C_0_articolo_470823_listatakes_itemTake_0_immaginetake.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7624051848150188316.post-7483919968467935629</id><published>2010-01-06T09:00:00.000-08:00</published><updated>2010-01-06T09:03:06.335-08:00</updated><title type='text'>A chi straparla di libertà di stampa</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_O6xEuW1wkmA/S0TBptkVymI/AAAAAAAAAbI/r9RJMkdM6Ug/s1600-h/A+chi+Straparla+di+Libert%C3%A0+di+stampa.jpeg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 188px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_O6xEuW1wkmA/S0TBptkVymI/AAAAAAAAAbI/r9RJMkdM6Ug/s400/A+chi+Straparla+di+Libert%C3%A0+di+stampa.jpeg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5423672773611735650" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#66FF99;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Clicca sull'immagine per ingrandirla&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFF00;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFF00;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;i&gt;I&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFF00;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;i&gt;gor Righetti, Panorama 9 dicembre 2009&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFF00;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;i&gt; &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7624051848150188316-7483919968467935629?l=articolidanondimenticare.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/feeds/7483919968467935629/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7624051848150188316&amp;postID=7483919968467935629' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/7483919968467935629'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/7483919968467935629'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/2010/01/chi-straparla-di-liberta-di-stampa.html' title='A chi straparla di libertà di stampa'/><author><name>GB</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06389359988913294913</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_O6xEuW1wkmA/S0TBptkVymI/AAAAAAAAAbI/r9RJMkdM6Ug/s72-c/A+chi+Straparla+di+Libert%C3%A0+di+stampa.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7624051848150188316.post-2148139055813007331</id><published>2009-12-30T09:21:00.000-08:00</published><updated>2010-01-06T08:59:51.180-08:00</updated><title type='text'>Quel ragazzo senza braccia sul treno dell'indifferenza</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_O6xEuW1wkmA/S0TBfURlMJI/AAAAAAAAAbA/-AsEW2R81pw/s1600-h/trenitalia.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_O6xEuW1wkmA/S0TBfURlMJI/AAAAAAAAAbA/-AsEW2R81pw/s320/trenitalia.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5423672595023474834" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:verdana, serif;color:#FFFFFF;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" line-height: 18px;font-size:small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=" line-height: 18px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;CARO direttore, è domenica 27 dicembre. Eurostar Bari-Roma. Intorno a me famiglie soddisfatte e stanche dopo i festeggiamenti natalizi, studenti di ritorno alle proprie università, lavoratori un po' tristi di dover abbandonare le proprie città per riprendere il lavoro al nord. Insieme a loro un ragazzo senza braccia. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" color: rgb(34, 34, 34); line-height: 18px; font-family:'Lucida Grande', 'Lucida Sans Unicode', 'Lucida Sans', LucidaGrande, Geneva, Arial, Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Sì, senza braccia, con due moncherini fatti di tre dita che spuntano dalle spalle. È salito sul treno con le sue forze. Posa la borsa a tracolla per terra con enorme sforzo del collo e la spinge con i piedi sotto al sedile. Crolla sulla poltrona. Dietro agli spessi occhiali da miope tutta la sua sofferenza fisica e psichica per un gesto così semplice per gli altri: salire sul treno. Profondi respiri per calmare i battiti del cuore. Avrà massimo trent'anni. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Si parte. Poco prima della stazione di (...) passa il controllore. Una ragazza di venticinque anni truccata con molta cura e una divisa inappuntabile. Raggiunto il ragazzo senza braccia gli chiede il biglietto. Questi, articolando le parole con grande difficoltà, riesce a mormorare una frase sconnessa: "No biglietto, no fatto in tempo, handicap, handicap". Con la bocca (il collo si piega innaturalmente, le vene si gonfiano, il volto gli diventa paonazzo) tira fuori dal taschino un mazzetto di soldi. Sono la cifra esatta per fare il biglietto. Il controllore li conta e con tono burocratico dice al ragazzo che non bastano perché fare il biglietto in treno costa, in questo caso, cinquanta euro di più. Il ragazzo farfugliando le dice di non avere altri soldi, di non poter pagare nessun sovrapprezzo, e con la voce incrinata dal pianto per l'umiliazione ripete "Handicap, handicap". &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;I passeggeri del vagone, me compreso, seguono la scena trattenendo il respiro, molti con lo sguardo piantato a terra, senza nemmeno il coraggio di guardare. A questo punto, la ragazza diventa più dura e si rivolge al ragazzo con un tono sprezzante, come se si trattasse di un criminale; negli occhi ha uno sguardo accusatorio che sbatte in faccia a quel povero disgraziato. Per difendersi il giovane cerca di scrivere qualcosa per comunicare ciò che non riesce a dire; con la bocca prende la penna dal taschino e cerca di scrivere sul tavolino qualcosa. La ragazza gli prende la penna e lo rimprovera severamente dicendogli che non si scrive sui tavolini del treno. Nel vagone è calato un silenzio gelato. Vorrei intervenire, eppure sono bloccato. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div id="adv180x150m" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 10px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; float: right; "&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;La ragazza decide di risolvere la questione in altro modo e in ossequio alla procedura appresa al corso per controllori provetti si dirige a passi decisi in cerca del capotreno. Con la sua uscita di scena i viaggiatori riprendono a respirare, e tutti speriamo che la storia finisca lì: una riprovevole parentesi, una vergogna senza coda, che il controllore lasci perdere e si dedichi a controllare i biglietti al resto del treno. Invece no. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Tornano in due. Questa volta però, prima che raggiungano il giovane disabile, dal mio posto blocco controllore e capotreno e sottovoce faccio presente che data la situazione particolare forse è il caso di affrontare la cosa con un po' più di compassione. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Al che la ragazza, apparentemente punta nel vivo, con aria acida mi spiega che sta compiendo il suo dovere, che ci sono delle regole da far rispettare, che la responsabilità è sua e io non c'entro niente. Il capotreno interviene e mi chiede qual è il mio problema. Gli riepilogo la situazione. Ascoltata la mia "deposizione", il capotreno, anche lui sulla trentina, stabilisce che se il giovane non aveva fatto in tempo a fare il biglietto la colpa era sua e che comunque in stazione ci sono le macchinette self service. Sì, avete capito bene: a suo parere la soluzione giusta sarebbe stata la macchinetta self service. "Ma non ha braccia! Come faceva a usare la macchinetta self service?" chiedo al capotreno che con la sua logica burocratica mi risponde: "C'è l'assistenza". "Certo, sempre pieno di assistenti delle Ferrovie dello Stato accanto alle macchinette self service" ribatto io, e aggiungo che le regole sono valide solo quando fa comodo perché durante l'andata l'Eurostar con prenotazione obbligatoria era pieno zeppo di gente in piedi senza biglietto e il controllore non è nemmeno passato a controllare il biglietti. "E lo sa perché?" ho concluso. "Perché quelle persone le braccia ce l'avevano...". &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Nel frattempo tutti i passeggeri che seguono l'evolversi della vicenda restano muti. Il capotreno procede oltre e raggiunto il ragazzo ripercorre tutta la procedura, con pari indifferenza, pari imperturbabilità. Con una differenza, probabilmente frutto del suo ruolo di capotreno: la sua decisione sarà esecutiva. Il ragazzo deve scendere dal treno, farsi un biglietto per il successivo treno diretto a Roma e salire su quello. Ma il giovane, saputa questa cosa, con lo sguardo disorientato, sudato per la paura, inizia a scuotere la testa e tutto il corpo nel tentativo disperato di spiegarsi; spiegazione espressa con la solita esplicita, evidente parola: handicap. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;La risposta del capotreno è pronta: "Voi (voi chi?) pensate che siamo razzisti, ma noi qui non discriminiamo nessuno, noi facciamo soltanto il nostro lavoro, anzi, siamo il contrario del razzismo!". E detto questo, su consiglio della ragazza controllore, si procede alla fase B: la polizia ferroviaria. Siamo arrivati alla stazione di (...). Sul treno salgono due agenti. Due signori tranquilli di mezza età. Nessuna aggressività nell'espressione del viso o nell'incedere. Devono essere abituati a casi di passeggeri senza biglietto che non vogliono pagare. Si dirigono verso il giovane disabile e come lo vedono uno di loro alza le mani al cielo e ad alta voce esclama: "Ah, questi, con questi non ci puoi fare nulla altrimenti succede un casino! Questi hanno sempre ragione, questi non li puoi toccare". Dopodiché si consultano con il capotreno e la ragazza controllore e viene deciso che il ragazzo scenderà dal treno, un terzo controllore prenderà i soldi del disabile e gli farà il biglietto per il treno successivo, però senza posto assicurato: si dovrà sedere nel vagone ristorante. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Il giovane disabile, totalmente in balia degli eventi, ormai non tenta più di parlare, ma probabilmente capisce che gli sarà consentito proseguire il viaggio nel vagone ristorante e allora sollevato, con l'impeto di chi è scampato a un pericolo, di chi vede svanire la minaccia, si piega in avanti e bacia la mano del capotreno. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Epilogo della storia. Fatto scendere il disabile dal treno, prima che la polizia abbandoni il vagone, la ragazza controllore chiede ai poliziotti di annotarsi le mie generalità. Meravigliato, le chiedo per quale motivo. "Perché mi hai offesa". "Ti ho forse detto parolacce? Ti ho impedito di fare il tuo lavoro?" le domando sempre più incredulo. Risposta: "Mi hai detto che sono maleducata". Mi alzo e prendo la patente. Mentre un poliziotto si annota i miei dati su un foglio chiedo alla ragazza di dirmi il suo nome per sapere con chi ho avuto il piacere di interloquire. Lei, dopo un attimo di disorientamento, con tono soddisfatto, mi risponde che non è tenuta a dare i propri dati e mi dice che se voglio posso annotarmi il numero del treno. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Allora chiedo un riferimento ai poliziotti e anche loro si rifiutano e mi consigliano di segnarmi semplicemente: Polizia ferroviaria di (...). Avrei naturalmente voluto dire molte cose, ma la signora seduta accanto a me mi sussurra di non dire niente, e io decido di seguire il consiglio rimettendomi a sedere. Poliziotti e controllori abbandonano il vagone e il treno riparte. Le parole della mia vicina di posto sono state le uniche parole di solidarietà che ho sentito in tutta questa brutta storia. Per il resto, sono rimasti tutti fermi, in silenzio, a osservare. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFF00;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFF00;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;i&gt;La Repubblica, Shulim Vogelmann&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7624051848150188316-2148139055813007331?l=articolidanondimenticare.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/feeds/2148139055813007331/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7624051848150188316&amp;postID=2148139055813007331' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/2148139055813007331'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/2148139055813007331'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/2009/12/quel-ragazzo-senza-braccia-sul-treno.html' title='Quel ragazzo senza braccia sul treno dell&apos;indifferenza'/><author><name>GB</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06389359988913294913</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_O6xEuW1wkmA/S0TBfURlMJI/AAAAAAAAAbA/-AsEW2R81pw/s72-c/trenitalia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7624051848150188316.post-1282194768905366646</id><published>2009-12-23T09:10:00.000-08:00</published><updated>2010-01-06T09:16:41.526-08:00</updated><title type='text'>Mussolini-Fiore: se fosse vero...</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_O6xEuW1wkmA/S0TFVfiodHI/AAAAAAAAAbg/1zXPIx0L1Zg/s1600-h/applausi.jpeg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 96px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_O6xEuW1wkmA/S0TFVfiodHI/AAAAAAAAAbg/1zXPIx0L1Zg/s400/applausi.jpeg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5423676824295601266" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#66FF99;"&gt;&lt;br /&gt;Clicca sull'immagine per ingrandirla&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" ;font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFF00;"&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;Annalena Benini&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7624051848150188316-1282194768905366646?l=articolidanondimenticare.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/feeds/1282194768905366646/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7624051848150188316&amp;postID=1282194768905366646' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/1282194768905366646'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/1282194768905366646'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/2010/01/mussolini-fiore-se-fosse-vero.html' title='Mussolini-Fiore: se fosse vero...'/><author><name>GB</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06389359988913294913</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_O6xEuW1wkmA/S0TFVfiodHI/AAAAAAAAAbg/1zXPIx0L1Zg/s72-c/applausi.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7624051848150188316.post-4977708925083279391</id><published>2009-12-15T09:04:00.000-08:00</published><updated>2010-01-06T09:10:17.843-08:00</updated><title type='text'>Inno all'amore (vero)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_O6xEuW1wkmA/S0TDm6gUCNI/AAAAAAAAAbQ/nu8b7UKgBKk/s1600-h/amore+vero.jpeg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 230px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_O6xEuW1wkmA/S0TDm6gUCNI/AAAAAAAAAbQ/nu8b7UKgBKk/s320/amore+vero.jpeg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5423674924568152274" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#66FF99;"&gt;Clicca sull'immagine per ingrandirla&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFF00;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" color: rgb(255, 255, 0); font-style: italic; font-weight: bold; font-size:small;"&gt;Pietro Calabrese, Panorama&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7624051848150188316-4977708925083279391?l=articolidanondimenticare.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/feeds/4977708925083279391/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7624051848150188316&amp;postID=4977708925083279391' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/4977708925083279391'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/4977708925083279391'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/2010/01/inno-allamore-vero.html' title='Inno all&apos;amore (vero)'/><author><name>GB</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06389359988913294913</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_O6xEuW1wkmA/S0TDm6gUCNI/AAAAAAAAAbQ/nu8b7UKgBKk/s72-c/amore+vero.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7624051848150188316.post-1609790834779007906</id><published>2009-12-11T04:30:00.000-08:00</published><updated>2009-12-13T04:34:06.841-08:00</updated><title type='text'>I manuali dei licei e piazza Fontana. Scompare il nome di Calabresi</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_O6xEuW1wkmA/SyTfI2bWIoI/AAAAAAAAAY4/jkzXp3Efxmk/s1600-h/calabresi.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 230px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_O6xEuW1wkmA/SyTfI2bWIoI/AAAAAAAAAY4/jkzXp3Efxmk/s320/calabresi.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5414697995148337794" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#33CCFF;"&gt;Il commissario Luigi Calabresi&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;!--StartFragment--&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;mso-pagination:none;mso-layout-grid-align:none;text-autospace:none"&gt;&lt;span lang="EN-US"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Solo uno su sette cita l’omicidio del commissario, il 17 maggio 1972. E pochi ricordano Valpreda e Pinelli. Se il dovere della memoria si impara sui banchi di scuola, i manuali di storia non sempre sono buoni viatici. Su sette testi sul Novecento de stinati ai diciottenni che devo no arrivare alla maturità prepa rati anche sulla strage di Piazza Fontana, che il 12 dicembre 1969 segnò una svolta nella vi ta del nostro Paese, soltanto due parlano di Giuseppe Pinel li, il ferroviere anarchico preci pitato dopo tre giorni di interro gatori da una finestra al quarto piano della questura di Milano. E uno soltanto cita il nome del commissario Luigi Calabresi, che aveva interrogato Pinelli e, al termine di una campagna dif famatoria, venne ucciso il 17 maggio 1972 da un commando terroristico. Il metodo della nostra picco la indagine è empirico e di buon senso: abbiamo acquista to una copia dei più diffusi ma nuali adottati.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="EN-US"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;mso-pagination:none;mso-layout-grid-align:none;text-autospace:none"&gt;&lt;span lang="EN-US"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;L’unico dei libri analizzati a parlare di Calabresi è il terzo volume della Storia del mondo moderno e contempo raneo di Adriano Prosperi e Pao lo Viola, edito dalla Einaudi Scuola. Questo digesto, tra i più accreditati per il prestigio degli autori, presenta così la morte dell’anarchico Pinelli: «Giuseppe Pinelli (1944-1969), durante un interrogatorio in questura cadde da una finestra e morì. La sinistra ha sempre ri tenuto che sia stato spinto dai poliziotti». Notare che gli auto ri riportano la versione di una generica sinistra, non le conclu sioni dell’inchiesta di Gerardo D’Ambrosio, magistrato di sini stra che parlò di probabile «ma lore attivo». Gli stessi Prosperi e Viola ar rivano quindi al caso del «com missario Luigi Calabresi (1937-1972), secondo l’estre ma sinistra responsabile della morte di Pinelli». E poi al pro cesso contro gli ex di Lotta Con­tinua Adriano Sofri, Ovidio Bompressi e Giorgio Pietroste fani, accusati dell’omicidio Cala bresi e condannati, dopo vari gradi di giudizio: «Il processo, fondato su una sola testimo nianza — quella del pentito Leo nardo Marino — sollevò molte perplessità in una parte consi stente dell’opinione pubblica».&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="EN-US"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;mso-pagination:none;mso-layout-grid-align:none;text-autospace:none"&gt;&lt;span lang="EN-US"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;L’unico dei sette manuali da noi analizzati a ricordare assie me le vittime Giuseppe Pinelli e Luigi Calabresi lo fa seguendo la vulgata di sinistra. E gli altri manuali? Uno dei più diffusi ed equilibrati, il ter zo volume dei Nuovi profili sto rici di Andrea Giardina, Giovan ni Sabbatucci e Vittorio Vidot to, inquadra la strage di piazza Fontana in un capitolo dedica to alla crisi del centrosinistra. Si parla di «strategia della ten sione », della matrice di «estre ma destra» e delle «pesanti re sponsabilità dei servizi di sicu rezza nel deviare le indagini ver so un’improbabile 'pista anar chica ' ». Ma Pinelli, Valpreda e Calabresi, nomi simbolo e vitti me di una stagione della nostra storia recente, non vengono mai citati. Così avviene nella quarta edizione degli Elementi di storia - XX secolo di Augusto Camera e Renato Fabietti (Zani chelli), nel terzo volume de La storia al presente di Giovanni De Luna, Marco Meriggi e Giu seppe Albertoni (Paravia), in Le voci della storia di Antonio Brancati e Trebi Pagliarani (La Nuova Italia). Francesco Maria Feltri, Maria Manuela Bertazzo ni e Franca Neri, autori di I gior ni e le idee (Sei), fanno i nomi di Pinelli e Valpreda, ma non quello di Calabresi. Infine Mar co Fossati, Giorgio Luppi, Emi lio Zanette in Passato e presen­te (Bruno Mondadori) si ricor dano di Valpreda, non di Pinelli e Calabresi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="EN-US"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;mso-pagination:none;mso-layout-grid-align:none;text-autospace:none"&gt;&lt;span lang="EN-US"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;La storia non è cronaca, ma perché tutti parlano di Bartolo meo Vanzetti e Nicola Sacco e pochi di Pinelli e Valpreda? Il ca so di Sacco e Vanzetti, anarchici italiani giustiziati a Charleston negli Stati Uniti il 23 agosto 1927, sollevò all’epoca un gran de clamore in tutto il mondo, ma forse che i destini di Pinelli, Valpreda e Calabresi non sono emblematici della nostra storia nazionale? Ciascun volume infine dà una diversa interpretazione dei fatti. Cosa legittima, ma perché ognuno fornisce cifre diverse su piazza Fontana? Il Camera Fabietti parla di 16 morti e 80 feriti, il De Luna Meriggi Alber toni di 16 morti e 90 feriti, Fos sati Luppi Zanette di 16 morti e un centinaio di feriti, Giardina Sabbatucci Vidotto parlano cor rettamente di 17 morti. La preci sione sui dati sarebbe indice di rispetto verso la memoria delle vittime.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="EN-US"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: right;"&gt;&lt;span lang="EN-US"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFF00;"&gt;Dino Messina, Corriere della Sera&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="EN-US"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="EN-US"  style="mso-ansi-language:EN-US;font-family:Georgia;"&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;!--EndFragment--&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7624051848150188316-1609790834779007906?l=articolidanondimenticare.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/feeds/1609790834779007906/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7624051848150188316&amp;postID=1609790834779007906' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/1609790834779007906'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/1609790834779007906'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/2009/12/i-manuali-dei-licei-e-piazza-fontana_13.html' title='I manuali dei licei e piazza Fontana. Scompare il nome di Calabresi'/><author><name>GB</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06389359988913294913</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_O6xEuW1wkmA/SyTfI2bWIoI/AAAAAAAAAY4/jkzXp3Efxmk/s72-c/calabresi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7624051848150188316.post-1606541582275754474</id><published>2009-11-25T06:55:00.000-08:00</published><updated>2009-11-29T07:05:44.752-08:00</updated><title type='text'>Doppio incarico per 100 parlamentari</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span"   style=" color: rgb(70, 70, 70);  line-height: 21px; font-family:Georgia, Palatino, serif;font-size:14px;"&gt;&lt;h1  style="text-align: justify; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline- font-weight: normal; font-style: inherit; vertical-align: baseline; letter-spacing: -1px; line-height: 1.3; color:initial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:verdana, Palatino, serif;color:#FFFFFF;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="letter-spacing: normal; line-height: 21px;"&gt; &lt;!--StartFragment--&gt;  &lt;p class="MsoBodyText"&gt;&lt;span lang="EN-US"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;"Politici, giù le mani dall' Expo". Se questa frase non fosse stata pubblicata a pagina intera il 26 ottobre sul Giornale con tanto di gigantografia dell' autore, si stenterebbe a credere che a pronunciare il minaccioso avvertimento sia stato proprio lui: un politico in servizio permanente effettivo da otto anni. Nel 2001 Lucio Stanca entrò nel governo di Silvio Berlusconi come ministro dell' Innovazione. Poi senatore e nel 2008 deputato.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoBodyText"&gt;&lt;span lang="EN-US"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" letter-spacing: -1px; font-family:Verdana, Palatino, serif;"&gt;Quando l'hanno designato amministratore delegato dell' Expo 2015 il presidente del comitato parlamentare per le incompatibilità Pino Pisicchio ha diligentemente sollevato il problema del doppio incarico, chiedendo le dimissioni. Ma la sua tesi non è passata. La maggioranza compatta gli ha fatto marameo, accogliendo l'argomentazione difensiva di Stanca. Quale? Che la legge del 1953, nello stabilire l'incompatibilità fra mandato parlamentare e incarichi in società pubbliche e private, ha concesso la deroga per gli enti fiera. E siccome l' Expo 2015 è una fiera... Il Parlamento è sovrano e va bene così. Del resto, il suo collega di Camera e di partito Maurizio Lupi non è forse amministratore delegato di Fiera Milano congressi? Anche se gli incarichi non sono certo paragonabili: l'Expo 2015 gestirà 15 miliardi di euro. Ed è lecito interrogarsi su come Stanca riuscirà a far fronte a due impegni così gravosi. Ma volete mettere la comodità di gestire un'azienda con uno schermo parlamentare? C' è da dire che lui non si mostra affatto preoccupato, seguendo l'esempio di altri suoi impavidi colleghi. Basta ricordare il senatore Vincenzo Galioto già amministratore dell' Amia, disastrata azienda municipalizzata per i rifiuti di Palermo. O Dario Fruscio, per due anni senatore e consigliere d' amministrazione dell' Eni (130 mila euro di appannaggio).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;mso-pagination:none;mso-layout-grid-align:none;text-autospace:none"&gt;&lt;span lang="EN-US"  style=" letter-spacing: -1pt; font-family:Verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;mso-pagination:none;mso-layout-grid-align:none;text-autospace:none"&gt;&lt;span lang="EN-US"  style=" letter-spacing: -1pt; font-family:Verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;O ancora Pietro Fuda, che durante il suo biennio a Palazzo Madama era amministratore unico della società che gestisce l' aeroporto di Reggio Calabria. C' è stato chi, fra deduzioni e controdeduzioni, in barba alle regole è riuscito a tirare avanti pure per cinque anni. E con questi precedenti l' incompatibilità è ormai una faccenda all' acqua di rose. Tanto che qualcuno incassa il doppio incarico addirittura dopo essere entrato in Parlamento. Claudio Fazzone, per esempio. Ex capo della scorta di Nicola Mancino, è senatore del Pdl nonché punto di riferimento politico per il centrodestra a Fondi, dove il ministro dell' Interno Roberto Maroni aveva chiesto lo scioglimento del consiglio comunale per presunte infiltrazioni criminali. Fazzone è presidente di Acqualatina, società che gestisce il servizio idrico, controllata dagli enti locali dell' area pontina: nominato dopo il suo ingresso a Palazzo Madama, nel 2006, è stato riconfermato il 10 luglio 2009, oltre un anno dopo le successive elezioni politiche. In entrambi i casi senza battere ciglio. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;mso-pagination:none;mso-layout-grid-align:none;text-autospace:none"&gt;&lt;span lang="EN-US"  style=" letter-spacing: -1pt; font-family:Verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;mso-pagination:none;mso-layout-grid-align:none;text-autospace:none"&gt;&lt;span lang="EN-US"  style=" letter-spacing: -1pt; font-family:Verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;Si dirà che molti dei 22 doppi incarichi in società pubbliche che il comitato di Pisicchio ha dovuto affrontare dall' inizio della legislatura (da Viviana Beccalossi, già presidente del consiglio regionale della Lombardia e consigliera dell' Agea, ad Antonino Foti, vicepresidente della Borsa elettrica) non portano via che poche ore l'anno. Sicuramente meno impegnativi del secondo incarico della parlamentare Rosy Mauro, vicepresidente del Senato e presidente del sindacato leghista Sinpa. A parte s'intende, ogni considerazione circa l'opportunità. Come la mettiamo invece con i doppi incarichi istituzionali? Perché un conto è partecipare una volta al mese a un consiglio di amministrazione, altro conto è fare insieme il parlamentare e il vicesindaco di Roma (Mauro Cutrufo) o di Milano (Riccardo De Corato), il sindaco di Catania (Raffaele Stancanelli), Brescia (Adriano Paroli) e Afragola (Vincenzo Nespoli), il presidente della Provincia di Asti (Maria Teresa Armosino), Foggia (Antonio Pepe) e Napoli (Luigi Cesaro). Se poi il sindaco, come il ministro Altero Matteoli (Orbetello), o il presidente di Provincia, come il sottosegretario Daniele Molgora (Brescia), o l'assessore, come il viceministro Paolo Romani (Monza) è pure al governo, la faccenda si complica ancora. Nonostante ciò i doppi incarichi istituzionali in Parlamento sono proliferati fino a circa un centinaio perché la norma che vieta la sovrapposizione fra il Parlamento e i Comuni oltre 20 mila abitanti e le Province non viene più rispettata. Ma come fanno, non avendo il dono dell'ubiquità? Il sindaco di Viterbo Giulio Marini, pur di non mancare alle sedute del Senato si è trasformato in Speedy Gonzalez: «In due anni con la mia Cinquecento ho fatto ottantamila chilometri avanti e indietro per la Cassia». &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;mso-pagination:none;mso-layout-grid-align:none;text-autospace:none"&gt;&lt;span lang="EN-US"  style=" letter-spacing: -1pt; font-family:Verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;mso-pagination:none;mso-layout-grid-align:none;text-autospace:none"&gt;&lt;span lang="EN-US"  style=" letter-spacing: -1pt; font-family:Verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;Ma Viterbo è a 93 chilometri da Roma. Bergamo, invece, è a 612. Infatti la scorsa estate un deputato della Lega, Nunziante Consiglio, è stato pizzicato a votare anche per Ettore Pirovano, fresco presidente della Provincia di Bergamo. Si è giustificato dicendo che il collega stava per arrivare. Ma quando gli è stato fatto notare che quel lunedì a Bergamo c' era la giunta provinciale e Pirovano stava lì, ha sgranato gli occhi: «Lunedì? Non è martedì?» &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;mso-pagination:none;mso-layout-grid-align:none;text-autospace:none"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" font-weight: normal; letter-spacing: -1px;font-size:small;"&gt; &lt;!--StartFragment--&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" align="right" style="text-align:right"&gt;&lt;span lang="EN-US"  style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFF00;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Sergio Rizzo, Corriere della Sera&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:black;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;!--EndFragment--&gt;   &lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;!--EndFragment--&gt;   &lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7624051848150188316-1606541582275754474?l=articolidanondimenticare.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/feeds/1606541582275754474/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7624051848150188316&amp;postID=1606541582275754474' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/1606541582275754474'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/1606541582275754474'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/2009/11/doppio-incarico-per-100-parlamentari.html' title='Doppio incarico per 100 parlamentari'/><author><name>"L'Editore"</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17994197299628359677</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_lnCs2Vz8Yys/S5eTUNZbutI/AAAAAAAABLg/Fo6-nUGDWBU/S220/Editore+Solazzo.biz.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7624051848150188316.post-6079760156169391002</id><published>2009-10-19T04:28:00.000-07:00</published><updated>2009-10-19T05:08:32.060-07:00</updated><title type='text'>Tarcisio: l’onnipotente che comanda in Vaticano</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_lnCs2Vz8Yys/StxPFSkEedI/AAAAAAAAAvY/_bjk8kLH93o/s1600-h/cardinalbertoneor0.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 265px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_lnCs2Vz8Yys/StxPFSkEedI/AAAAAAAAAvY/_bjk8kLH93o/s400/cardinalbertoneor0.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5394273405984078290" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  line-height: 18px; font-family:Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;font-size:13px;"&gt;&lt;div class="signature"    style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1.5em; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline- font-weight: inherit; font-style: inherit;   vertical-align: baseline; font-family:inherit;font-size:13px;color:initial;"&gt;&lt;ul    style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0.5em; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline- font-weight: inherit; font-style: inherit;   vertical-align: baseline; list-style-type: none; list-style-position: initial; list-style-image: initial; font-family:inherit;font-size:11px;color:initial;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;mso-pagination:none;mso-layout-grid-align:none;text-autospace:none"&gt;&lt;span lang="EN-US"  style=" ;font-family:Verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Le prime tre stagioni sono state in salita. Ma dopo la campagna acquisti estiva la squadra del &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.vatican.va/roman_curia/secretariat_state/index_it.htm"&gt;&lt;span style="text-decoration: none; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;segretario di Stato&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; è pronta a guidare il campionato. Tra luglio e settembre ha completato il suo “dream team” con tre uomini di fiducia: lo statunitense &lt;/span&gt;&lt;a href="http://seraphin.vatican.va/news_services/bulletin/news/24171.php?index=24171#NOMINA%20DELL%E2%80%99ASSESSORE%20PER%20GLI%20AFFARI%20GENERALI%20DELLA%20SEGRETERIA%20DI%20STATO"&gt;&lt;span style="text-decoration: none; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Peter Brian Wells nel ruolo di assessore&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;, gli italiani &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.vatican.va/roman_curia/secretariat_state/card-bertone/2008/documents/rc_seg-st_20080426_ordin-mons-suriani_it.html"&gt;&lt;span style="text-decoration: none; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Luciano Suriani&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; ed &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.informazione.it/a/2CADFEC0-F676-4979-9D85-308DA3C57935/VATICANO-MONS-ETTORE-BALESTRERO-VICESEGRETARIO-DI-STATO"&gt;&lt;span style="text-decoration: none; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Ettore Balestrero&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;rispettivamente delegato per le nunziature e sottosegretario per i rapporti con gli stati.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;mso-pagination:none;mso-layout-grid-align:none;text-autospace:none"&gt;&lt;span lang="EN-US"  style=" ;font-family:Verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;In più Bertone è riuscito nell’operazione fallita al suo pur potente predecessore, &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.vatican.va/news_services/press/documentazione/documents/cardinali_biografie/cardinali_bio_sodano_a_it.html"&gt;&lt;span style="text-decoration: none; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Angelo Sodano&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;: sostituire il presidente dello &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/letters/1990/documents/hf_jp-ii_let_19900301_ist-opere-religione_it.html"&gt;&lt;span style="text-decoration: none; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Ior, la banca vaticana&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;. Con un anno e mezzo di anticipo sulla scadenza del mandato, &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.bol.it/libri/autore/Angelo-Caloia/7/S/-0/"&gt;&lt;span style="text-decoration: none; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Angelo Caloia&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; e di tutto il gotha della finanza lombarda, ha&lt;/span&gt;&lt;a href="http://212.77.1.245/news_services/bulletin/news/24361.php?index=24361&amp;amp;lang=it#TESTO%20IN%20LINGUA%20ITALIANA"&gt;&lt;span style="text-decoration: none; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; dovuto cedere il posto&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.agensir.it/pls/sir/V2_S2DOC_B.quotidiano?tema=Quotidiano&amp;amp;argomento=dettaglio&amp;amp;sezione=&amp;amp;data_ora=01/10/2009&amp;amp;id_oggetto=179957&amp;amp;id_session=guest&amp;amp;password=guest&amp;amp;quantita="&gt;&lt;span style="text-decoration: none; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Così anche le chiavi della cassaforte sono ora al sicuro nelle mani del segretario di Stato. Tre anni fa Bertone era arrivato da Genova, guardato con diffidenza dai diplomatici di carriera della curia vaticana.&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;mso-pagination:none;mso-layout-grid-align:none;text-autospace:none"&gt;&lt;span lang="EN-US"  style=" ;font-family:Verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Sabato 3 ottobre, invece, il personale della segreteria di Stato al completo rendeva omaggio al porporato che prendeva possesso del titolo della chiesa di . Una cerimonia semplice ma dal messaggio simbolico: Bertone ormai è saldamente al comando della macchina vaticana.&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;mso-pagination:none;mso-layout-grid-align:none;text-autospace:none"&gt;&lt;span lang="EN-US"  style=" ;font-family:Verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Si apre così la seconda fase del pontificato di Benedetto XVI. Il Papa si depordica all’essenziale: il magistero e l’annuncio di Dio. Il segretario di Stato si occupa del governo quotidiano della Chiesa universale. Basta dare un’occhiata all’agenda di Joseph Ratzinger per rendersi conto della trasformazione. Abolite o quasi le udienze pomeridiane, Benedetto XVI resta nel suo studio a terminare il secondo volume suGesù di Nazareth. Uscita prevista la prossima primavera. Nel frattempo, d’intesa con il Papa, Bertone ha deciso che non sarà più la , con un utile stimato di 12 milioni di euro per le casse vaticane.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;mso-pagination:none;mso-layout-grid-align:none;text-autospace:none"&gt;&lt;span lang="EN-US"  style=" ;font-family:Verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Mentre Ratzinger scrive nel suo studio, poco più in là, nella terza loggia, Bertone è con il sostituto, Fernando Filoni: passano in rassegna gli appuntamenti di Benedetto XVI, fanno il punto sui lavori del sinodo dei vescovi, preparano i viaggi papali (il prossimo sarà a Brescia, l’8 novembre). La svolta bertoniana è maturata l’estate scorsa, anche a seguito della &lt;/span&gt;&lt;a href="http://gallery.panorama.it/gallery/benedetto_xvi_si_frattura_il_polso/179371_il_papa_con_il_polso_ingessato_frattura_ricomposta_sta_bene.html"&gt;&lt;span style="text-decoration: none; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;caduta del Papa il 17 luglio a Les Combes&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;, con la frattura del polso. Quelpiccolo incidente è stato un campanello d’allarme per l’entourage di Ratzinger che nel 1992 a Bressanone aveva avuto una caduta simile, causata forse da un leggero ictus che due giorni dopo l’incidente di Les Combes: nonostante la frattura e l’intervento chirurgico, Benedetto XVI ha voluto recarsi nel &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.comuneromano.it/manifestazioni.html"&gt;&lt;span style="text-decoration: none; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;paese natale di Bertone, Romano Canavese&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;, per recitare l’Angelus e pranzare con i suoi familiari.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;mso-pagination:none;mso-layout-grid-align:none;text-autospace:none"&gt;&lt;span lang="EN-US"  style=" ;font-family:Verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Ma da buon sportivo e abile conoscitore della curia, il porporato si è accontentato di vincere senza stravincere. Perciò ha offerto unarmistizio ai più stretti collaboratori di Ratzinger con i quali, nei mesi precedenti, c’erano stati malintesi e dissapori: il segretario personale del Papa, &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.oecumene.radiovaticana.org/ted/Articolo.asp?c=89375"&gt;&lt;span style="text-decoration: none; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Georg Gaenswein&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;, e il sostituto Filoni. Pace suggellata da due nomine decise di comune accordo: il sottosegretario Balestrero che, oltre a essere uno fra i più promettenti diplomatici della Santa sede, è anche tra gli amici più cari di Gaenswein; e l’assessore Wells, indicato dallo stesso Filoni. La pax bertoniana coinvolge pure i movimenti ecclesiali che hanno ottenuto una sorta di ripartizione delle sfere di influenza: accanto al Papa ci sono le &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.memoresdomini.it/"&gt;&lt;span style="text-decoration: none; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Memores Domini&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; alle quali è stata affidata la cura dell’appartamento pontificio; la segretaria personale di Bertone, Eurosia Bertolassi, detta Rosy, appartiene invece al &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.focolare.org/"&gt;&lt;span style="text-decoration: none; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Movimento dei focolari&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;mso-pagination:none;mso-layout-grid-align:none;text-autospace:none"&gt;&lt;span lang="EN-US"  style=" ;font-family:Verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Filoni, infine, è legato al &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.camminoneocatecumenale.it/new/default.asp?lang=it"&gt;&lt;span style="text-decoration: none; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;cammino neocatecumenale&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;. Il prossimo 2 dicembre Bertone compirà 75 anni e sarà costretto a presentare le dimissioni, ma il Papa gli chiederà di restare. Eppure, c’è qualcosa che turba i sonni del segretario di Stato: il 18 gennaio il gup di Genova Franca Borzone dovrà decidere sulla &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.corriere.it/cronache/08_maggio_23/mense_vaticano_genova_f61a6da6-28b0-11dd-97ea-00144f02aabc.shtml"&gt;&lt;span style="text-decoration: none; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;richiesta di rinvio a giudizio di Giuseppe Profiti,&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; presidente dell’&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.ospedalebambinogesu.it/Portale2008/Default.aspx?IdOwner=1"&gt;&lt;span style="text-decoration: none; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;ospedale Bambino Gesù&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;, di proprietà del Vaticano.Braccio destro di Bertone, Profiti è accusato di turbativa d’astanell’ambito dell’inchiesta sugli &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo414523.shtml"&gt;&lt;span style="text-decoration: none; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;appalti truccati per le mense del capoluogo ligure&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;. All’epoca dei fatti Profiti era vicepresidente dell’, e Bertone era arcivescovo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;mso-pagination:none;mso-layout-grid-align:none;text-autospace:none"&gt;&lt;span lang="EN-US"  style=" ;font-family:Verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Sia il segretario di Stato sia l’attuale arcivescovo di Genova e, vengono nominati almeno una quarantina di volte nelle intercettazioni telefoniche sulla “mensopoli”genovese che ha travolto politici e amministratori locali. Ma la procura di Genova, almeno finora, non ha interrogato gli ecclesiastici. Finito agli arresti domiciliari, Profiti ha presentato le dimissioni dal Bambino Gesù, respinte da Bertone che gli ha pubblicamente rinnovato stima e fiducia. La decisione del gup di Genova arriva alla vigilia del rinnovo del consiglio di amministrazione del Bambino Gesù. La leadership bertoniana è in mano ai magistrati di Genova.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: right;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFF00;"&gt;&lt;b&gt;di Ignazio Ingrao,&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: right;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFF00;"&gt;&lt;b&gt; Panorama 12 ottobre 2009&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: right;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFF00;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: right;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;!--EndFragment--&gt;   &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/ul&gt;&lt;/div&gt;&lt;a name="condividi" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-weight: inherit; font-style: inherit; font-size: 13px; font-family: inherit; vertical-align: baseline; text-decoration: underline; color: black; "&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="sharing-tools" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-weight: inherit; font-style: inherit; font-size: 13px; font-family: inherit; vertical-align: baseline; display: block; float: left; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; width: 220px; "&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7624051848150188316-6079760156169391002?l=articolidanondimenticare.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/feeds/6079760156169391002/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7624051848150188316&amp;postID=6079760156169391002' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/6079760156169391002'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/6079760156169391002'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/2009/10/tarcisio-lonnipotente-che-comanda-in.html' title='Tarcisio: l’onnipotente che comanda in Vaticano'/><author><name>"L'Editore"</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17994197299628359677</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_lnCs2Vz8Yys/S5eTUNZbutI/AAAAAAAABLg/Fo6-nUGDWBU/S220/Editore+Solazzo.biz.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_lnCs2Vz8Yys/StxPFSkEedI/AAAAAAAAAvY/_bjk8kLH93o/s72-c/cardinalbertoneor0.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7624051848150188316.post-2375692093799558757</id><published>2009-10-18T04:59:00.000-07:00</published><updated>2009-10-19T05:09:30.680-07:00</updated><title type='text'>Il duro lavoro del parlamentare italiano</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_lnCs2Vz8Yys/StxU5n4HQ6I/AAAAAAAAAvg/A-TRo5OokJQ/s1600-h/videoparlamento.jpeg" style="text-decoration: none;"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 293px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_lnCs2Vz8Yys/StxU5n4HQ6I/AAAAAAAAAvg/A-TRo5OokJQ/s400/videoparlamento.jpeg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5394279802616628130" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana, serif; color: rgb(51, 204, 255); "&gt;&lt;a href="http://articolidanondimenticare.blogspot.com/2009/10/quanto-e-duro-il-lavoro-dl-parlamentare.html"&gt;Clicca qui per ingrandire&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:verdana, serif;color:#33CCFF;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:verdana, serif;color:#33CCFF;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 0); font-weight: bold; "&gt;&lt;i&gt;di Pierluigi Battista, &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:verdana, serif;color:#33CCFF;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 0); font-weight: bold; "&gt;&lt;i&gt;Panorama 12 ottobre 2009&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7624051848150188316-2375692093799558757?l=articolidanondimenticare.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/feeds/2375692093799558757/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7624051848150188316&amp;postID=2375692093799558757' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/2375692093799558757'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/2375692093799558757'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/2009/10/quanto-e-duro-il-lavoro-dl-parlamentare.html' title='Il duro lavoro del parlamentare italiano'/><author><name>"L'Editore"</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17994197299628359677</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_lnCs2Vz8Yys/S5eTUNZbutI/AAAAAAAABLg/Fo6-nUGDWBU/S220/Editore+Solazzo.biz.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_lnCs2Vz8Yys/StxU5n4HQ6I/AAAAAAAAAvg/A-TRo5OokJQ/s72-c/videoparlamento.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7624051848150188316.post-7724416669244811717</id><published>2009-10-03T03:59:00.000-07:00</published><updated>2009-10-03T04:02:58.576-07:00</updated><title type='text'>La Fnsi onora i caduti? No, ha paura della Tv</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_lnCs2Vz8Yys/SscusriZuxI/AAAAAAAAAu0/N9rnmDDuW7I/s1600-h/VanityFair30092009.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 79px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_lnCs2Vz8Yys/SscusriZuxI/AAAAAAAAAu0/N9rnmDDuW7I/s400/VanityFair30092009.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5388326824308226834" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_lnCs2Vz8Yys/SscusriZuxI/AAAAAAAAAu0/N9rnmDDuW7I/s1600-h/VanityFair30092009.jpg"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#33CCFF;"&gt;Clicca per ingrandire&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFF00;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;i&gt;di Fabrizio Rondolino&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFF00;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;i&gt;Vanity Fair, 30 settembre 2009&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7624051848150188316-7724416669244811717?l=articolidanondimenticare.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/feeds/7724416669244811717/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7624051848150188316&amp;postID=7724416669244811717' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/7724416669244811717'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/7724416669244811717'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/2009/10/la-fnsi-onora-i-caduti-no-ha-paura.html' title='La Fnsi onora i caduti? No, ha paura della Tv'/><author><name>"L'Editore"</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17994197299628359677</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_lnCs2Vz8Yys/S5eTUNZbutI/AAAAAAAABLg/Fo6-nUGDWBU/S220/Editore+Solazzo.biz.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_lnCs2Vz8Yys/SscusriZuxI/AAAAAAAAAu0/N9rnmDDuW7I/s72-c/VanityFair30092009.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7624051848150188316.post-4602914726470077923</id><published>2009-10-03T03:18:00.000-07:00</published><updated>2009-10-03T04:03:50.750-07:00</updated><title type='text'>Le quattro lezioni di Vespa e la bufala del regime</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_lnCs2Vz8Yys/Sscud5yYLZI/AAAAAAAAAus/JnnrBKOPlPA/s1600-h/VFair+ViziCapitali.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 98px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_lnCs2Vz8Yys/Sscud5yYLZI/AAAAAAAAAus/JnnrBKOPlPA/s400/VFair+ViziCapitali.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5388326570435292562" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" color: rgb(51, 204, 255); font-family:verdana, serif;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_lnCs2Vz8Yys/SsclR0z-LcI/AAAAAAAAAuk/Zd0oaTEJrRM/s1600-h/VFair+ViziCapitali.jpg"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Clicca per ingrandire&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana, serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFF00;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana, serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFF00;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;di Franco Debenedetti&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana, serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFF00;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;Vanity Fair, 30 settembre 2009&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7624051848150188316-4602914726470077923?l=articolidanondimenticare.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/feeds/4602914726470077923/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7624051848150188316&amp;postID=4602914726470077923' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/4602914726470077923'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/4602914726470077923'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/2009/10/blog-post.html' title='Le quattro lezioni di Vespa e la bufala del regime'/><author><name>"L'Editore"</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17994197299628359677</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_lnCs2Vz8Yys/S5eTUNZbutI/AAAAAAAABLg/Fo6-nUGDWBU/S220/Editore+Solazzo.biz.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_lnCs2Vz8Yys/Sscud5yYLZI/AAAAAAAAAus/JnnrBKOPlPA/s72-c/VFair+ViziCapitali.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7624051848150188316.post-2185809039655073880</id><published>2009-09-24T02:33:00.000-07:00</published><updated>2009-10-03T04:11:10.520-07:00</updated><title type='text'>Primarie PD: le domande che non meritano una risposta pubblica</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span"   style="  ;font-family:arial, sans-serif;font-size:12px;"&gt;&lt;div id="titoloarticolo" class="titolo" align="left" style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 1.4em/normal Tahoma; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 12px; "&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="links" align="right" style="text-align: justify; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 0.9em/normal Tahoma; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 17px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;La scadenza per rispondere ad alcuni quesiti posti dagli utenti di Facebook era i 21 settembre ma dalla rete non è arrivata nessuna risposta ( o quasi). E' chiaro, siamo in campagna elettorale - le primarie del PD - ed è altrettanto lampante che gli spostamenti, i discorsi, le interviste costringano i candidati ad un tour de force impegnativo e dai tempi ristretti. Franceschini, tramite suo ufficio stampa, aveva assicurato che avrebbe fatto il possibile, l'entourage di Marino si riservava di valutare "il da farsi" e dagli uffici di Bersani ci scrivevano che "compatibilmente con le numerose richieste […] di questo periodo" avrebbero fatto sapere se fossero in grado o meno di rispondere. C'è voluto più tempo - due settimane di email e contatti telefonici - per giustificare un rifiuto che leggere con attenzione i quindici quesiti e battere due righe chiarificatrici. Se il diritto di non rispondere è indiscutibilmente riconosciuto - e nessuno vuole mettere in dubbio la reale mole di lavoro cui i tre siano sottoposti in questo momento - il dato interessante sembra essere un altro. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="textimage" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 1.1em/1.3em Tahoma; color: rgb(0, 0, 0); text-align: justify; "&gt;&lt;p id="corpoarticolo" class="corpo"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Le domande e la richiesta di risposta in regime di contraddittorio (alla prima tornata, infatti, ne sarebbe seguita una seconda, quella delle contro-domande) erano state pubblicate sui profili facebook sia dei candidati che del nostro giornale. In caso di rifiuto o di impossibilità nel rispondere i destinatari politici avrebbero dovuto pubblicare un piccolo post avvertendo gli utenti delle mancate risposte. Il vanto di questa corsa alle primarie, l'utilizzo del socialnetworking, è stato eluso a partire dal più elementare dei meccanismi di interazione: la riposta pubblica non c'è stata. Viene da chiedersi allora perché Franceschini (o il suo staff, si intende) abbia trovato lo stesso il tempo di aggiornare il profilo con i risultati provvisori delle votazioni nei circoli e altrettanto abbiano fatto Bersani e Marino. Il cordoglio per la morte dei sei soldati in Afghanistan ha occupato, giustamente, la maggior parte delle comunicazioni ufficiali dando prova del fatto che, quando vuole, il candidato utilizza le interfacce online per raggiungere gli elettori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oltre alla mancanza di tempo - scusa non sostenibile quando si tratta di socialnetworks - può darsi che le domande poste dagli utenti e dal giornale fossero ritenute ripetitive, lunghe o non meritevoli di attenzione. Guardiamole un po' da vicino. Avevamo chiesto ai candidati se fossero contrari o meno alla banca dati delle impronte digitali e del dna per contrastare e regolare l'immigrazione clandestina. Domanda trabocchetto, se si pensa che la Corte di Strasburgo ha di recente dichiarato come illecite banche dati simili tenute in Inghilterra, ma avente lo scopo di capire se il futuro leader della Sinistra avesse un piano alternativo, ad esempio uno stralcio di proposta internazionale o di adesione ad altro trattato internazionale che sfrutti la cooperazione tra Stati - anche attraverso la raccolta delle impronte - per consentire l'identificazione, e quindi il respingimento mirato e successivo allo sbarco, di persone già imputate per reati o perseguite dai loro paesi d'origine. Marino vi accenna in modo più specifico, ma non sembra sufficiente in un momento in cui l'immigrazione costituisce uno dei temi politici più urgenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altra domanda: il PD è riuscito a disperdere quattro milioni di elettori. Volevamo solo sapere se i candidati fossero d'accordo o meno con tale affermazione. E poi il rapporto tra Stato e Chiesa: nelle mozioni non viene approfondito (e nemmeno Marino, a dispetto della campagna laicista, dovrebbe ignorare un tema simile), ma è cruciale capire la posizione del PD nei confronti degli interventi della Cei senza evincerla dagli atteggiamenti politici e dalle dichiarazioni saltuarie. E ancora: molti elettori sperano in un ricambio a livello dirigenziale nella Sinistra, per consentire a chi è capace di farsi avanti e impedire a chi da anni siede in Parlamento o ricopre cariche pubbliche creando danni erariali o peggio, rimanendo inattivo nelle fila dell'opposizione. Ma, forse, sono altre le domande a cui non è semplice, né conveniente, per i candidati rispondere. Sono due, molto semplici e dirette. La prima riguarda la statura e l'integrità politica dei tre possibili segretari, per sapere se, qualora emergessero elementi compromettenti o tali da minare la credibilità del segretario e la gestione politica del PD, il leader avesse il coraggio di dimettersi. La seconda, collegata alla prima, è più sfacciata: si chiede di far luce sin da ora su questi possibili elementi, capaci di far dipendere le scelte del leader d'opposizione democratica da ricatti o favori politici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come riuscire a sapere se Franceschini o Bersani non siano ricattabili, visti gli appoggi? Veltroni è sceso a patti con le scelte berlusconiane e D'Alema, anticipando importanti risvolti, ha parlato a suo tempo di terremoti e di tenersi pronti (la Sinistra) ad un ribaltone politico. Tutto qui il programma? Un bieco anti-berlusconismo? Le domande sono provocatorie. Non rispondere per non compromettersi potrebbe minare sin da ora la credibilità di un futuro leader politico. Internet, la comunicazione, svela un sostanziale vuoto. Si utilizzano pagine ufficiali e video di propaganda per ritornare al punto di partenza, senza essere chiari, diretti. Senza rischiare. Si preferisce Ballarò. Si evita il contraddittorio e si giustifica la mancanza di riposte con le "numerose altre interviste", ma quali se Marino non compare mai e Franceschini rifiuta di andare in trasmissione? Tutto ciò è segno di un rinnovamento che ancora d&lt;span class="Apple-style-span"  style=" line-height: 17px; font-size:small;"&gt;e farsi attendere.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p id="corpoarticolo" class="corpo" style="text-align: right;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 17px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color: rgb(0, 0, 0);  line-height: 12px; font-family:Tahoma, sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFF00;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;di &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span id="autorearticolo"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFF00;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Barbara D'Amico&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p id="corpoarticolo" class="corpo" style="text-align: right;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 17px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color: rgb(0, 0, 0);  line-height: 12px; font-family:Tahoma, sans-serif;"&gt;&lt;span id="autorearticolo"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFF00;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt; Rivistaonline.com&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p id="corpoarticolo" class="corpo" style="text-align: right;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:verdana, sans-serif;color:#FFFF00;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 12px;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7624051848150188316-2185809039655073880?l=articolidanondimenticare.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/feeds/2185809039655073880/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7624051848150188316&amp;postID=2185809039655073880' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/2185809039655073880'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/2185809039655073880'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/2009/09/primarie-pd-le-domande-che-non-meritano.html' title='Primarie PD: le domande che non meritano una risposta pubblica'/><author><name>GB</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06389359988913294913</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7624051848150188316.post-7968128978390974825</id><published>2009-01-02T07:09:00.000-08:00</published><updated>2009-01-26T14:50:09.725-08:00</updated><title type='text'>REFERENDUM SUL DIRITTO DI MORIRE</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;color:#ffffff;"&gt;Se uno di noi volesse negare a un altro il diritto di vivere (a una donna di partorire, per esempio, o a chiunque di esistere), tutti insorgeremmo, si spera, e cercheremmo, potendo, di impedirglielo. Tant`è vero che in Italia e in Europa non ammettiamo la pena di morte. Ma se qualcuno rivendica il diritto di morire, glielo si nega, anzi si va a qualunque estremo per rifiutarglielo. Il caso di Eluana Englaro ci getta in faccia con evidenza macroscopica, anzi spaventosa, questo dato di fatto.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;Perché una persona non dovrebbe avere il diritto di morire? Che la persona sia vecchia e malata, tormentata da sofferenze insopportabili, o che sia giovane e sa- na, nel pieno delle sue forze: anche se avesse ogni ragione di vivere la vita, ma decidesse invece di togliersela, e qualunque fosse il motivo del suo gesto, che diritto avremmo dinegarglielo? Privare se stessi della vita è una follia, d`accordissimo. Ci ripugnerà, non c`è dubbio. Sarà come minimo doveroso fare tutto il possibile per evitare che una persona commetta questa pazzia, darle un supporto che la possa aiutare a scoprire un senso nella vita. Ma se ha deciso di farla finita, con quale autorità glielo si può impedire? &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;In Italia, ci informa l`ISTAT, 2867 persone si sono uccise nel 2007: quasi 5 persone per ogni centomila abitanti. La vita è l`unico bene che abbiamo, la fonte di ogni altro bene: chi se la toglie lo fa di solito per disperazione o dolore o infelicità intollerabili, perché non sopporta più di vivere. Che sia la rovina economica a portare al suicidio, o il peso delle proprie azioni sbagliate, o un ricatto esterno, o la vergogna, o la semplice alienazione, perché con nulla e nessuno nella vita riusciamo a interagire, o qualunque altro sia il motivo, chi si suicida ha le sue ragioni per farlo, e ciascuna di queste è una sconfitta. In passato però, e per secoli, ci si è suicidati anche solo per onore (una tradizione che in Giappone è ancora viva). I suicidi imposti da tiranni, come quello di Seneca, non sono stativisti come sconfitte, ma come affermazioni di libertà interiore anche davanti alla morte.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;"Libertà va cercando, ch`è sì cara, come sa chi per lei vita rifiuta", dice Virgilio presentando Dante. Che il suicidio sia una cosa terribile è un`affermazione che ci trova tutti d`accordo: siano più o meno felici o infelici, circa 99.995 italiani su 100.000 non siprivano del proprio bene fondamentale. Ma cosa ci dà il diritto di vietare ad un altro di togliersi la vita, al punto di considerare il suicidio un reato? Se la persona in piena lucidità è determinata a porre termine ai suoi giorni, chi siamo noi per negarle la possibilità di farlo? Cosa sappiamo della vita e della morte? Cosa ci autorizza a rifiutare il diritto di disporre della propria morte, mentre riconosciamo il diritto di indirizzare la propria vita? Chi è religioso invocherà la volontà di Dio, che avrebbe creato l`individuo, ma perché mai questa convinzione dovrebbe valere per chi non vede da nessuna parte la presenza di un Dio? Che ogni individuo sia libero e responsabile delle proprie azioni: così vogliamo le nostre società. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;Se lo Stato o la Chiesa o la famiglia o chicchessiapensa di avere qualcosa da dare o da rivendicare, che lo faccia:parli con la persona, dia una mano se può. Ma se non può, o non ne è capace, o quanto fa non serve, che rispetti la scelta dell`aspirante suicida. Negare la libertà di morire è ridicolo per due ragioni: intanto perché chi vuole suicidarsi prima o poi ci riuscirà, se non è stretto in una camicia di forza o reso incosciente dai farmaci (e, beninteso, ci sono situazioni chelo esigono). Ma nessuno in definitiva può impedirgli di uccidersi, una volta tornato a casa. Seconda ragione: la nostra morte è certa, già che siamovivi, anziè forsel`unicacer- tezza universalmente riconosciuta.&lt;br /&gt;Perché mai una persona nel pieno delle proprie facoltà mentali non dovrebbe essere libera di decidere il te mpo e il modo della propria morte, anziché affidarli alla natura e al caso? Chi nasce è comunque destinato a morire.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;Una società che voglia dirsi civile non può negare ai suoi membri il diritto di decidere della propria morte. Il testamento biologico, norma di elementare rispetto della libera volontà dell`individuo, è tabù da noi in sede legislativa. I tentativi di portarlo all`attenzione sono ricacciati come polvere sotto il tappeto. L`idea che una persona possa disporre le condizioni della propria morte, in determinate circostanze - per esempio, se si ritroverà in coma vegetativo permanente - è così controversa da terrorizzare i politici. Eppure, né i politici, né gli ecclesiastici, né i medici, né nessuno probabilmente, sa che cosa accade o non accade in quello spazio intermedio fra la vita e la morte che è il coma.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;Nessuno sa se rimanga qualcosa di ciò che consideriamo il nostro io o che chiamiamo "coscienza". Già che nessuno lo sa, perché la scelta non dovrebbe spettare al diretto interessato? Nella vicenda di Eluana Englaro, in coma da quasi diciassette anni dopo averne vissuti ventidue, si è giunti allo scontro istituzionale, un po` come se la magistratura ordinasse la scarcerazione di un detenuto ma il potere esecutivo lo ricacciasseincella. Eppure la ragazza, sconvolta dall`analoga sorte di un amico, aveva espresso con forza e con chiarezza ai genitori la sua volontà di non essere intubata, se qualcosa del genere fosse accaduto a lei. In un Paese dove ogni giorno muoiono in media quattro lavoratori per incidenti sul lavoro, per lo più dovuti al mancato rispetto di norme di sicurezza che i governi non si preoccupano di fare osservare, quale sadismo senza nome può spingere il ministro a tenere in vita chi è prigioniero del proprio corpo e ha espresso, quando poteva, il desiderio di liberarsene? in nome di quale vita? certo non di quelle che si perdono ogni giorno nelle fabbriche e nei cantieri. Perché il ministro del Lavoro e della Sa- Iute nonesercitalàlasuasolerzia? Bisognerebbe chiedere ai cittadini se il testamento biologico è ammissibile. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;Può l`individuo decidere, in piena consapevolezza, quale deve essere la sua sorte se dovesse perdere coscienza per un tempo illimitato, o se non fosse più in grado di esprimere la propria volontà? Può lasciare scritto: «Staccate itubi»; oppure:&lt;br /&gt;«Tenetemi in vita comunque, finché possibile»; o ancora, poniamo: «Tenetemi in vita per sei mesi, poi lasciatemi morire»? Non si può pretendere che i cittadini si esprimano per referendum su temi che richiedono competenze speciali, come l`ingegneria genetica o le strategie energetiche, ma a chi spetta, se non a loro, decidere se chi è nato è libero di scegliere la propria morte? E sperabile credere che vincerebbe il parere: «Io sono padrone della mia vita». Se la Chiesa davvero crede nella libertà dell`uomo, perché non lascia le persone libere di morire? Nessuno ha chiesto la nostra opinione, prima di metterci al mondo: perché non dovremmo essere liberi di andarcene? &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;Cercare la morte non è nella natura dell`uomo, né di alcun essere vivente: ma quanti hanno cercato la morte nelle guerre, e peggio ancora l`hanno data, magari con la benedizione della stessa Chiesa? Se lo Stato invece ritiene che chi si uccide leda un diritto fondamentale e danneggi la comunità, privandola di se stesso, che si adoperi per creare le condizioni perché le persone non si gettino nella morte.Nessuno può credere che chi si suicida lo faccia volentieri. Il discorso è lo stesso per un altro punto fermo della Chiesa Cattolica, il divieto di aborto profilattico. E questa una situazione molto più frequente dei coma e assai dolorosa per il malato che è costretto a nascere eperla sua famiglia. Qui non sappiamo certo che cosa pensi il soggetto in gestazione, al terzo mese di gravidanza. La Chiesa, comunque, estende il diritto alla vita alla cellula-ovo appena fecondata dallo spermatozoo, in cui subito verrebbe ad abitare un`anima. Il grande teologo San Tommaso d`Aquino non avrebbe avuto problemi con l`aborto profilattico, perché diceva che l`a- nima entra nel corpo solo quando il feto ha assunto forma pienamente umana. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;Nel caso di Eluana, come in quello di tutti i futuri malati di gravi malattie genetiche la cui nascita può venire oggi evitata, la sofferenza dei parenti e i costi alla società sono molto gravi, ma vengono ignorati. I genitori che fanno nascere coscientemente un bimbo gravemente e irrimediabilmente danneggiato si assumono doveri e pene tremende, e lo stesso ci sembra valere per i parenti di una persona in coma profondo, se, avendo tentato con ogni mezzo di riportarla in vita ed essendovi in qualche modo riusciti, se la ritrovassero con danni gravi e permanenti. In un certo senso sorprende, questo attaccamento della Chiesa alla vita, anche quando non sia che un barlume cui solo le macchine impediscono di spegnersi, perché in fondo la Chiesa promette al fedele un futuro ben più luminoso di questa vita. Ma Chiesa o Stato che sia, chi può pronunciarsi o legiferare su ciò che non conosce? E chi fra i vivi può sindacare sulla morte?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ffff00;"&gt;Luca e Francesco Cavalli-Sforza. "LA REPUBBLICA" 2 gennaio 2009&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7624051848150188316-7968128978390974825?l=articolidanondimenticare.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/feeds/7968128978390974825/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7624051848150188316&amp;postID=7968128978390974825' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/7968128978390974825'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/7968128978390974825'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/2009/01/referendum-sul-diritto-di-morire.html' title='REFERENDUM SUL DIRITTO DI MORIRE'/><author><name>GB</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06389359988913294913</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7624051848150188316.post-8151614253623874555</id><published>2008-12-23T07:17:00.000-08:00</published><updated>2008-12-26T07:20:16.746-08:00</updated><title type='text'>La maledizione doppiopesista</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 20px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;La maledizione del doppiopesismo, ancora una volta. Quella malattia politica e culturale che spezza ogni unità di giudizio, fomenta l'indignazione a corrente alternata, alimenta il pregiudizio che tra di «noi» si possa regalare per grazia ricevuta un trattamento più indulgente e autogratificante di quello abitualmente riservato all'avversario. È questa sindrome del doppio standard che si manifesta ancora una volta nelle parole di Renato Soru, una delle figure più innovative, moderne e post-ideologiche della famiglia democratica. Parole da cui si evince che anche il conflitto di interessi è sottoposto alla logica del doppio standard: intollerabile se ne sono responsabili gli altri; una trascurabile inezia se ad esserne prigioniero è uno dei «nostri».&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color: rgb(51, 51, 51);  line-height: 20px; font-size:13px;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;Soru si è dimesso da governatore della Sardegna. Ieri ha sciolto la riserva e ha deciso di ricandidarsi per le prossime elezioni regionali sarde confermando che un apposito blind trust rimedierà al conflitto di interessi espressamente indicato da una legge regionale della Sardegna come motivo di incompatibilità tra la proprietà di un'azienda e la carica di presidente della Regione. Ma è qui che nascono i problemi. Perché la sinistra ha da sempre fieramente indicato nel conflitto d'interessi dell'avversario Silvio Berlusconi la più colossale anomalia del sistema italiano, bollando come una risibile panacea la legge che sul tema è stata emanata nella precedente legislatura del centrodestra e considerando anche il blind trust come una misura largamente insufficiente, monca, facilmente aggirabile. E invece, quando Alberto Statera su Repubblica ha chiesto di rispondere a chi «ironizza dicendo che Racugno a Tiscali è come "Fedelu Confalonieri" a Mediaset e suo fratello all'Unità è come "Paolu Berlusconi" al Giornale », Soru ha liquidato sprezzantemente come «sciocchezze» quelle domande sacrosante eppure trattate come spregevoli insinuazioni.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;Non sono «sciocchezze », sono il normale sospetto cresciuto nell'atmosfera del conflitto di interessi. Se poi si risponde come Soru, e cioè rivendicando al professor Racugno (intervistato oggi da Alberto Pinna per il Corriere) una «specchiata onestà e moralità», è fatale che si commettano insieme almeno due deprecabili errori. Con il primo si getta gratuitamente un'ombra sulla «specchiata moralità» degli avversari, che invece possono vantare titoli di «moralità» non inferiori a quelli giustamente attribuiti a Racugno. Con il secondo si persevera nella pretesa di una pregiudiziale «superiorità morale» di cui ci si sente investiti come per un diritto acquisito. Ma questo secondo errore continua ad essere una fonte di guai da cui il mondo del Partito democratico farà bene a liberarsi al più presto. È la malattia doppiopesista che oramai viene accolta con sempre maggiore freddezza e incredulità dall'opinione pubblica italiana. È la stessa malattia che traspare dall'insofferenza con cui, dentro e attorno al Partito democratico, ci si lamenta in questi giorni per il legittimo interesse con cui vengono seguite le inchieste che stanno minando numerose giunte di centrosinistra. È la malattia che scambia per «sciocchezze » tutte le domande sulla coerenza di chi si sente per principio sottratto all’esame spietato dell'opinione pubblica. Domande che esigono una risposta, prima che sia troppo tardi. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=" "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 0);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;Pierluigi Battista, Il Corriere della Sera&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7624051848150188316-8151614253623874555?l=articolidanondimenticare.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/feeds/8151614253623874555/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7624051848150188316&amp;postID=8151614253623874555' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/8151614253623874555'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/8151614253623874555'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/2008/12/la-maledizione-doppiopesista.html' title='La maledizione doppiopesista'/><author><name>"L'Editore"</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17994197299628359677</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_lnCs2Vz8Yys/S5eTUNZbutI/AAAAAAAABLg/Fo6-nUGDWBU/S220/Editore+Solazzo.biz.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7624051848150188316.post-1508011074334316222</id><published>2008-12-18T08:31:00.000-08:00</published><updated>2008-12-26T07:21:16.017-08:00</updated><title type='text'>Eluana e i guardiani ubbidienti</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;color:#ffffff;"&gt;I leghisti l’avranno presa male, anche se al momento non c’è traccia di reazioni ufficiali. E così i federalisti, di cui trabocca la nostra scena pubblica. Perché l’editto di Sacconi, l’atto con cui il ministro pretende di chiudere a Eluana le porte d’ogni clinica pubblica o privata, è innanzitutto questo: un diktat per le Regioni, nonché per le Province di Trento e di Bolzano. È insomma la mascella volitiva dello Stato, che detta legge agli enti decentrati.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;color:#ffffff;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;color:#ffffff;"&gt;Ma come, non siamo già immersi mani e piedi in uno Stato federale?Non c’è alle viste il federalismo fiscale, che renderà totale l’immersione? Evidentemente no. In Italia funziona così, c’è spazio solo per un federalismo dei giorni dispari, nei giorni pari ciascuno torna al suo vecchio mestiere.Ma la questione si misura essenzialmente in punta di diritto. Come d’altronde fin qui è sempre accaduto, in questa guerra di carte bollate e di sentenze combattuta su un corpo senza coscienza, senza volontà. Tuttavia l’ultimo episodio registra un miracolo giuridico: la resurrezione del defunto. Il provvedimento di Sacconi riesuma difatti la funzione d’indirizzo e coordinamento, con cui lo Stato ha regolato per trent’anni l’attività delle Regioni. Lo faceva in nome dell’interesse nazionale, una formula magica ospitata nel vecchio testo della Costituzione. Ma a condizione che l’atto d’indirizzo venisse espressamente previsto in una legge, che fosse adottato dall’intero Consiglio dei ministri, che la Conferenza Stato-Regioni avesse manifestato il proprio assenso. Come stabiliva l’art. 8 della legge Bassanini (n. 59 del 1997), che entrò in vigore quando la funzione d’indirizzo e coordinamento era ormai agonizzante, incolpata non a torto d’aver affossato l’esperienza regionale.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;color:#ffffff;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;color:#ffffff;"&gt;Nessuna di queste tre condizioni ricorre nel provvedimento solitario di Sacconi, che dunque suona illegittimo perfino rispetto al vecchio ordine giuridico. Ma nel 2001 la riforma del Titolo V ha soppresso ogni riferimento all’interesse nazionale e ha soppresso perciò le basi su cui poggiava il potere d’ingerenza del governo. Non solo: l’art. 8 della legge La Loggia (n. 131 del 2003) ha poi ulteriormente precisato, a scanso d’equivoci, che gli atti d’indirizzo e coordinamento sono vietati nel campo della sanità. Sicché l’atto firmato da Sacconi è due volte incostituzionale: sia per il passato remoto che per il futuro prossimo. Anzi tre volte: perché oltre a offendere le competenze regionali calpesta la sovranità del Parlamento (soltanto una legge statale di principio può intervenire in materia sanitaria), e perché viola le attribuzioni del corpo giudiziario (sul caso Eluana c’è ormai una sentenza definitiva della Cassazione).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;color:#ffffff;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;color:#ffffff;"&gt;Insomma questo provvedimento non vale nulla, è come una legge promulgata dal direttore delle Poste. E allora a cosa serve? Semplice: serve a intimidire gli ospedali, a ricattarli minacciando di togliergli i quattrini, se non addirittura la licenza. E perché Sacconi, che è persona seria, ci ha messo in calce la sua firma? Ri-semplice: perché ha agito sotto dettatura. Non è il primo caso, non sarà purtroppo l’ultimo. È appena successo con i fondi per le scuole private, dopo la protesta a squarciagola della Cei: 120 milioni spariti e subito riapparsi con un emendamento in Finanziaria. Succede con la pillola del giorno dopo, la cui vendita al pubblico viene rinviata di anno in anno, con gran soddisfazione del Vaticano.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;color:#ffffff;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Diciamolo: c’è un Antistato dentro il nostro Stato. Le sue sentinelle, i suoi stessi generali, sono ormai i generali dello Stato italiano. Da qui l’impotenza della cittadella burocratica, da qui la complicità della politica: l’una e l’altra ormai espugnate dall’interno, e senza neanche la fatica di fabbricare un cavallo di Troia. Da qui la strage della nostra civiltà giuridica, pur sempre figlia del secolo dei Lumi, quando l’Antistato ha in odio le carte settecentesche dei diritti, l’etica del dubbio, la separazione dei poteri. Prima di consegnarci prigionieri, c’è però un Dio laico cui possiamo chiedere soccorso. È un giudice, e magari qualche volta può sbagliare. Ma giudica con la stessa toga ministri e cittadini. E nessuno ministro, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;così come nessun cittadino, ha il potere di rovesciarne le sentenze.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 0); font-family: verdana; font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;color:#ffff00;"&gt;&lt;strong&gt;Michele Ainis, La Stampa&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7624051848150188316-1508011074334316222?l=articolidanondimenticare.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/feeds/1508011074334316222/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7624051848150188316&amp;postID=1508011074334316222' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/1508011074334316222'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/1508011074334316222'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/2008/12/eluana-e-i-guardiani-ubbidienti.html' title='Eluana e i guardiani ubbidienti'/><author><name>GB</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06389359988913294913</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7624051848150188316.post-4607670373045557568</id><published>2008-12-18T05:38:00.000-08:00</published><updated>2008-12-26T07:20:49.989-08:00</updated><title type='text'>La volontà di quella donna</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;color:#ffffff;"&gt;Il caos regna sul caso Englaro, trasforma il dibattito in una guerra di parole. Eluana è viva o non è viva; i trattamenti sono cure o accanimento; l'esito della sua storia è una questione medica, giuridica o politica. Eppure ha parlato semplicemente e chiaramente Eluana: "Io non voglio esistere così", diceva indicando il suo amico in coma vegetativo, riferendosi inequivocabilmente a quel corpo che stava davanti a lei, a come lo vedeva e lo percepiva, provandone terrore.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;color:#ffffff;"&gt;Non ci sono giochi di parole: proprio quello ad ogni costo non voleva Eluana , e da lì dobbiamo ripartire, per non perderci nella "tragedia degli equivoci". La confusione è sempre una cattiva consigliera perché alla fine delle polemiche abbandona la gente alla sfiducia sconsolata nella capacità della società, attraverso le sue istituzioni, di aiutare i suoi cittadini proprio nelle situazioni più complesse e drammatiche, quando la collettività e i suoi servizi dovrebbero invece essere di sostegno e di incoraggiamento. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;color:#ffffff;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;color:#ffffff;"&gt;Occorre allora riconcentrarsi sul tema: la volontà di Eluana. Se qualcuno ha dei dubbi deve fermarsi lì: se effettivamente quella del rifiuto della vita vegetativa fosse davvero la scelta lucida della ragazza. Resta da vedere perché mai dovremmo mettere in dubbio il lavoro paziente e meticoloso dei nostri giudici che hanno ricostruito questa volontà, emettendo una sentenza che sapevano perfettamente sarebbe stata altamente impopolare. E perché mai un padre adorante verso la propria "bambina", come dice Beppe Englaro, avrebbe dovuto battersi per anni per realizzare tale volontà, affrontando la gogna mediatica e la distruzione della sua vita personale? &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;color:#ffffff;"&gt;A prescindere dalle considerazioni puramente umane, però, i dubbi sono legittimi perché non esiste purtroppo un documento firmato che riporti il pensiero di Eluana. Ma se invece siamo d'accordo che la volontà di Eluana è quella ricostruita dalla magistratura, allora la confusione su chi decide che cosa è subito dissipata. Decide Eluana e la sua decisione va rispettata. Se io scelgo che preferisco morire piuttosto che farmi amputare un arto, come è successo pochi anni fa nel caso della signora siciliana, nessuno può tagliarmi una gamba, esercitando una violenza che per me è tortura.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;color:#ffffff;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;color:#ffffff;"&gt;Su questo punto non si può transigere perché significherebbe accettare che nel nostro paese la società è autorizzata a perpetrare violenza nei confronti dei suoi cittadini. E questo non è vero né per la magistratura, né per la scienza , né per il Vaticano, né per la politica. Come ricorda Carlo Casonato, grande esperto di diritto costituzionale comparato e responsabile del Progetto Biodiritto "il diritto di disporre della propria vita esiste. E' sancito dall'articolo 13 sulla libertà personale e dall'articolo 32 della Costituzione, secondo il quale nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario e anche dall'articolo 35 del Codice di Deontologia Medica che conferma che non è consentito alcun trattamento medico contro la volontà della persona.". &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;color:#ffffff;"&gt;Sappia quindi la gente che c'è un punto fermo: nessuno può violare questo diritto e c'è chi si impegna a farlo rispettare sempre e comunque nella sua sostanza. La confusione si crea piuttosto sulla forma e si alimenta delle definizioni e delle prese di posizione politiche e ideologiche. Sono mesi che dalle pagine dei giornali e dagli schermi di televisioni e computer ci ossessiona la figura di una donna nella dirompente bellezza dei suoi vent'anni: Eluana con il cappello nero, Eluana in tuta rossa fiammante sulla neve, Eluana che esce dalla doccia e ride. Eluana oggi non è quella delle foto. E' una donna di quasi quarant'anni anni, senza sorriso, senza espressione negli occhi, senza vita di relazione, senza coscienza, senza controllo di un corpo, che è ormai un involucro in disfacimento. La sua vita meravigliosa si è spenta per sempre 16 anni fa.&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 0); font-family: verdana; font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;color:#ffff00;"&gt;&lt;strong&gt;Umberto Veronesi, La Repubblica&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7624051848150188316-4607670373045557568?l=articolidanondimenticare.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/feeds/4607670373045557568/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7624051848150188316&amp;postID=4607670373045557568' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/4607670373045557568'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/4607670373045557568'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/2008/12/la-volont-di-quella-donna.html' title='La volontà di quella donna'/><author><name>GB</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06389359988913294913</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7624051848150188316.post-2346053855623878323</id><published>2008-11-26T13:29:00.000-08:00</published><updated>2008-11-26T13:39:42.908-08:00</updated><title type='text'>Le dodici regole di Madonna per il divorzio Da Guy Ritchie</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span"   style="color: rgb(51, 51, 51);   font-family:Arial;font-size:13px;"&gt;&lt;h1 style="text-align: justify;padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal; "&gt;&lt;a href="http://www.haisentito.it/foto/madonna-famiglia/" title="Foto Madonna Famiglia" style="padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; text-decoration: none; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;&lt;img src="http://www.haisentito.it/wp-galleryo/madonna-famiglia/madonna-guy-ritchie.jpg" alt="Madonna Famiglia" style="padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;&lt;div class="content" style="padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; margin-top: 20px; margin-right: 0px; margin-bottom: 20px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;div class="link-gallery" style="text-align: justify;padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 20px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;Qualche settimana fa è arrivata la conferma: Madonna e Guy Ritchie divorziano. Mentre gli avvocati si preparano per un divorzio milionario, la cantante comincia a dettare regole su come gestire i bambini in sua assenza.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 20px; "&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="link-gallery" style="text-align: justify;padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 20px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;Se &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong style="padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;Guy Ritchie&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;, dopo la separazione, vorrà vedere i propri figli, dovrà seguire dodici "semplici" regole ideate dalla popstar.   &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 20px; text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255); "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;E pensare che &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.haisentito.it/articolo/madonna-e-guy-ritchie-separati-in-casa-divorzio-in-arrivo/10119/" style="padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; text-decoration: none; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;Guy Ritchie e Madonna &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;erano d’accordo sulla separazione, anche se alcune voci sostengono che sia stato il regista a voler chiudere il matrimonio, anche per le voci che riguardano una possibile storia d’amore tra &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.haisentito.it/articolo/alex-rodriguez-i-tifosi-scherzano-sul-presunto-flirt-con-madonna/11048/" style="padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; text-decoration: none; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;Madonna e Alex Rodriguez&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255); "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255); "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;&lt;img src="http://www.haisentito.it/img/alex-rodriguez.jpg" width="325" height="450" alt="alex rodriguez" class="imageframe" style="padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-left: 0px; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; margin-bottom: 10px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 20px; text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;Le &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong style="padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;dodici regole di Madonna&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;:&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 20px; text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt; &lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;&lt;img src="http://www.haisentito.it/img/madonna-sons.jpg" width="220" height="257" alt="madonna sons" class="imageframe" style="padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-left: 0px; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; margin-bottom: 10px; " /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;ol style="padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;li style="padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; line-height: 20px; text-align: justify; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 15px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;Quando i bambini si trovano in compagnia di &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong style="padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;Guy Ritchie &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;non potranno guardare la &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.haisentito.it/s/televisione/" style="padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; text-decoration: none; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;televisione&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;, leggere giornali o riviste, ne tantomeno guardare dei dvd.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; line-height: 20px; text-align: justify; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 15px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;I bambini devono sempre seguire una &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong style="padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;dieta vegetariana&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;, macrobiotica, che comprenda solamente alimenti biologici.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; line-height: 20px; text-align: justify; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 15px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;L’acqua che i bambini bevono ogni giorno deve essere quella prevista dal&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong style="padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;culto della Kabbalah&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;, quella cioe’ che proviene da sorgenti di montagna e che e’ stata benedetta dai leader della setta alla quale &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong style="padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;Madonna &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;ha aderito tempo fa.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; line-height: 20px; text-align: justify; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 15px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;I figli devono indossare solamente &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.haisentito.it/s/notizie-curiosa/moda/" style="padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; text-decoration: none; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;abiti &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;scelti e preparati da &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong style="padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;Madonna&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; line-height: 20px; text-align: justify; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 15px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;I bambini devono sempre lavarsi le mani con del disinfettante ogni volta che rientrano a casa.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; line-height: 20px; text-align: justify; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 15px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;I figli devono chiamare tre o quattro volte al giorno &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong style="padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;Madonna&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;, negli orari previsti dalla cantante.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; line-height: 20px; text-align: justify; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 15px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;I figli non dovranno mai conoscere gli amici di &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong style="padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;Guy Ritchie &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;ne tantomeno le amiche.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; line-height: 20px; text-align: justify; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 15px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;I bambini non devono frequentare troppo i nonni paterni (chissa’ perche’…).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; line-height: 20px; text-align: justify; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 15px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;La stampa non deve riuscire a scattare fotografie di Rocco e David mentre sono con Guy Ritchie. Per questo dovra’ assumere degli agenti di sicurezza per assicurare questa cosa.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; line-height: 20px; text-align: justify; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 15px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;Guy Ritchie, ogni sera, deve leggere a David una fiaba dei libri English Rose, che la stessa Madonna ha scritto.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; line-height: 20px; text-align: justify; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 15px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;I bambini non devono giocare con giocattoli eticamente discutibili (quali sarebbero????).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; line-height: 20px; text-align: justify; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 15px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;Guy Ritchie non dovra’ mai parlare con i figli della loro separazione.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;&lt;p style="padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 20px; text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt; &lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 0); font-weight: bold; "&gt;www.haisentito.it &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7624051848150188316-2346053855623878323?l=articolidanondimenticare.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/feeds/2346053855623878323/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7624051848150188316&amp;postID=2346053855623878323' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/2346053855623878323'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/2346053855623878323'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/2008/11/le-dodici-regole-di-madonna-per-il.html' title='Le dodici regole di Madonna per il divorzio Da Guy Ritchie'/><author><name>"L'Editore"</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17994197299628359677</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_lnCs2Vz8Yys/S5eTUNZbutI/AAAAAAAABLg/Fo6-nUGDWBU/S220/Editore+Solazzo.biz.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7624051848150188316.post-3648594952018631221</id><published>2008-11-09T00:00:00.000-08:00</published><updated>2008-11-09T04:44:10.447-08:00</updated><title type='text'>Extreme 19: la buca più alta del mondo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_lnCs2Vz8Yys/SRbTiq3Uu-I/AAAAAAAAAgs/ttqR51nXt88/s1600-h/Extreme19.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 160px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_lnCs2Vz8Yys/SRbTiq3Uu-I/AAAAAAAAAgs/ttqR51nXt88/s200/Extreme19.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5266629406831721442" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_lnCs2Vz8Yys/SRbTiq3Uu-I/AAAAAAAAAgs/ttqR51nXt88/s1600-h/Extreme19.jpg"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 102, 255);"&gt;clicca qui per leggere l'articolo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_lnCs2Vz8Yys/SRbTiq3Uu-I/AAAAAAAAAgs/ttqR51nXt88/s1600-h/Extreme19.jpg"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.legendlodges.co.za/golf_19hole.htm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;Extreme 19&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;La più alta buca del mondo par3&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;Vale  1.000.000 $ se si va in buca al primo colpo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color: rgb(255, 255, 255); font-family:verdana;"&gt;&lt;a href="http://www.legendlodges.co.za/heli_index.htm"&gt;vi accompagnano in elicottero&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 0); font-family: verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 0);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;"GQ"  &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;Ottobre 2008&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7624051848150188316-3648594952018631221?l=articolidanondimenticare.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/3648594952018631221'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/3648594952018631221'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/2008/11/extreme-19-la-buca-pi-alta-del-mondo.html' title='Extreme 19: la buca più alta del mondo'/><author><name>"L'Editore"</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17994197299628359677</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_lnCs2Vz8Yys/S5eTUNZbutI/AAAAAAAABLg/Fo6-nUGDWBU/S220/Editore+Solazzo.biz.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_lnCs2Vz8Yys/SRbTiq3Uu-I/AAAAAAAAAgs/ttqR51nXt88/s72-c/Extreme19.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7624051848150188316.post-8083082473985595908</id><published>2008-10-31T00:00:00.000-07:00</published><updated>2008-11-09T04:44:33.483-08:00</updated><title type='text'>Contare non è facile, sopratutto in Piazza</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_lnCs2Vz8Yys/SRbaHqbA8FI/AAAAAAAAAg0/Od_ctLNjAn8/s1600-h/i+numeri+in+piazza.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 144px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_lnCs2Vz8Yys/SRbaHqbA8FI/AAAAAAAAAg0/Od_ctLNjAn8/s200/i+numeri+in+piazza.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5266636639437910098" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_lnCs2Vz8Yys/SRbaHqbA8FI/AAAAAAAAAg0/Od_ctLNjAn8/s1600-h/i+numeri+in+piazza.jpg"&gt;clicca qui per leggere l'articolo&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 0);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;"Epolis" Ottobre 2008&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7624051848150188316-8083082473985595908?l=articolidanondimenticare.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/8083082473985595908'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/8083082473985595908'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/2008/10/contare-non-facile-sopratutto-in-piazza.html' title='Contare non è facile, sopratutto in Piazza'/><author><name>"L'Editore"</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17994197299628359677</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_lnCs2Vz8Yys/S5eTUNZbutI/AAAAAAAABLg/Fo6-nUGDWBU/S220/Editore+Solazzo.biz.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_lnCs2Vz8Yys/SRbaHqbA8FI/AAAAAAAAAg0/Od_ctLNjAn8/s72-c/i+numeri+in+piazza.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7624051848150188316.post-8971929470321588139</id><published>2008-10-24T00:00:00.000-07:00</published><updated>2008-11-13T08:37:44.139-08:00</updated><title type='text'>Questi Cinesi ne sanno una  più del Diavolo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_lnCs2Vz8Yys/SRxXgzvE1TI/AAAAAAAAAhU/HPf1k44X2P8/s1600-h/Gallus.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 39px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_lnCs2Vz8Yys/SRxXgzvE1TI/AAAAAAAAAhU/HPf1k44X2P8/s200/Gallus.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5268181885271725362" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255); "&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_lnCs2Vz8Yys/SRxXgzvE1TI/AAAAAAAAAhU/HPf1k44X2P8/s1600-h/Gallus.jpg"&gt;Clicca qui per ingrandir&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color: rgb(255, 255, 255);  font-family:verdana;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_lnCs2Vz8Yys/SRxXgzvE1TI/AAAAAAAAAhU/HPf1k44X2P8/s1600-h/Gallus.jpg"&gt;e&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7624051848150188316-8971929470321588139?l=articolidanondimenticare.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/8971929470321588139'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/8971929470321588139'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/2008/10/questi-cinesi-ne-sanno-una-pi-del.html' title='Questi Cinesi ne sanno una  più del Diavolo'/><author><name>"L'Editore"</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17994197299628359677</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_lnCs2Vz8Yys/S5eTUNZbutI/AAAAAAAABLg/Fo6-nUGDWBU/S220/Editore+Solazzo.biz.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_lnCs2Vz8Yys/SRxXgzvE1TI/AAAAAAAAAhU/HPf1k44X2P8/s72-c/Gallus.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7624051848150188316.post-2758771157863937395</id><published>2008-10-21T00:00:00.000-07:00</published><updated>2008-11-09T04:45:27.906-08:00</updated><title type='text'>Tempi duri per Paganetto</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;color:#ffffff;"&gt;C'è un uomo che gira per Roma con  l'aria terribilmente incazzata. Non è romano perché è nato a Genova 68 anni fa, poi ha imboccato dal '70 la strada accademica fino a diventare preside della facoltà di Economia dell'Università Tor Vergata. È Luigi Paganetto, l'economista che nel luglio 2005 è diventato commissario straordinario dell'Enea, incarico che si è trasformato nella presidenza dell'Ente nel febbraio 2007. Adesso gli è piombata sulla testa la notizia che il Governo vuole di nuovo commissariare l'Ente cambiandone perfino il nome in "Enes", Ente per l'energia e per lo sviluppo sostenibile. Quest'idea a Paganetto non piace affatto e prima di ritornare sulla barca che rappresenta l'hobby preferito, spara cannonate contro la scelta del Governo che ai suoi occhi appare del tutto incomprensibile. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;color:#ffffff;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;Così ha fatto con parole forti in un'intervista della settimana scorsa al "Sole 24 Ore" che gli taglierà definitivamente le gambe per un nuovo incarico. Per lui che è un uomo tendenzialmente moderato e abbastanza triste, vale la stessa logica della scure che sta colpendo altri personaggi che sp&lt;span class="Apple-style-span"  style="color: rgb(0, 0, 0);  font-family:Georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color: rgb(255, 255, 255);  font-family:verdana;"&gt;eravano molto nel Governo di centrodestra.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 0);"&gt;Dagospia&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7624051848150188316-2758771157863937395?l=articolidanondimenticare.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/feeds/2758771157863937395/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7624051848150188316&amp;postID=2758771157863937395' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/2758771157863937395'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/2758771157863937395'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/2008/10/tempi-duri-per-paganetto.html' title='Tempi duri per Paganetto'/><author><name>GB</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06389359988913294913</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7624051848150188316.post-3507459569322007998</id><published>2008-09-22T00:00:00.000-07:00</published><updated>2008-09-24T04:29:17.812-07:00</updated><title type='text'>Caste in Comune: fa il segretario e prende più di Napolitano</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;L’ultimo caso agli onori delle cronache è a Stezzano, un paesino del Bergamasco. Tra i suoi 12 mila abitanti il comune immerso nel verde ne ha uno particolarmente fortunato. Ogni anno il segretario comunale Giovanni Barberi Frandanisa riscuote uno stipendio che fa invidia ai presidenti della Repubblica e del Consiglio: 247 mila euro lordi, contro i 218 mila e i 212 mila delle due cariche dello Stato. “Dalla cifra diffusa in questi giorni va tolto almeno un 40 per cento di tasse” ha puntualizzato Barberi Frandanisa, che ricopre anche l’incarico di direttore generale. “E poi lavoro 12 ore al giorno, ho un sacco di ferie arretrate e con i titoli di studio che ho potrei fare il segretario anche del Comune di Roma”. La Corte dei conti ha deciso di vederci chiaro e ora pretende delucidazioni dal piccolo comune lombardo.&lt;br /&gt;Anche il segretario del comune di Dongo (Como), 3.400 anime, non se la passa male: secondo il conto consuntivo 2007, Gennaro Borrelli percepisce uno stipendio di 150 mila euro lordi annui. Di questi circa 88 mila euro riguardano le funzioni da segretario, c’è poi l’indennità di direttore generale (41.400 euro), l’indennità di retribuzione relativa al 2006 e oneri riflessi per 20.572 euro (somma tra l’altro non trovata dal revisore dei conti nel prospetto fornitogli dal comune). Solo a titolo di paragone, il sindaco di Milano, Letizia Moratti, ne percepisce 119 mila. Anche la vicenda di Dongo ha richiamato l’attenzione della procura della Corte dei conti, che ha aperto un fascicolo a inizio anno multando sindaco e segretario di 135 mila euro per presunto danno erariale (un altro fascicolo per abuso d’ufficio riguarda l’assunzione di una segretaria da parte di Borrelli). Nel frattempo la giunta ha varato il bilancio 2008 ad aprile stabilendo la nuova previsione di spesa per lo stipendio del segretario comunale-direttore generale: 159.940 euro.&lt;br /&gt;Questi stipendi possono sorprendere, se si pensa che il segretario è un dipendente comunale. Secondo il testo unico sull’ordinamento degli enti locali del 2000, le mansioni del segretario sono di carattere “collaborativo, di assistenza giuridico-amministrativa nei confronti degli organi dell’ente, di sovrintendenza allo svolgimento delle funzioni dei dirigenti e di coordinamento dell’attività”. Nominato dal sindaco, il segretario, insomma, ha prevalentemente compiti di supervisione.Il compenso è proporzionato? Pur con le dovute differenze di ruolo, se un consigliere comunale non arriva a percepire 2 mila euro al mese, un segretario generale, per supervisionare, può guadagnare anche cinque volte tanto (cifra lorda). Nelle cifre del bilancio di previsione 2007 del Comune di Milano, per esempio, si nota che il capoluogo lombardo (1,3 milioni di abitanti) stanzia per il segretario 174.913 euro lordi annui. A questa cifra si sommano i diritti di rogito, in quanto il segretario è incaricato di rogare contratti pubblici nei quali l’ente comunale è parte. A Milano, nel 2007, l’attività rogatoria, pagata da terzi, ha fruttato al segretario generale 50.846 euro. Quasi 4 mila euro al mese, per un compenso complessivo lordo annuo di 225.760 euro.&lt;br /&gt;A Torino, 908 mila abitanti, le cifre non sono molto diverse. Stipendio del segretario comunale 156.358 euro, diritti di rogito 45.770 euro, totale 202.128 euro lordi: compresa la tredicesima fanno oltre 15.500 euro lordi al mese. Nel 2007 il Comune di Ravenna (153 mila abitanti) ha stanziato per il segretario 76.206 euro più una maggiorazione di posizione decisa dal sindaco di 18.075 euro. Quello di Trapani (69 mila abitanti), fra stipendio base, retribuzione di posizione, maggiorazione e tredicesima, quasi 100 mila euro lordi annui.A parte il rogito, grossa entrata, tuttavia a carico di terzi, in diversi comuni ci sono anche i guadagni legati alla creazione di nuovi enti. Spesso i segretari sono chiamati a far parte dell’organico di questi enti e incassano gli emolumenti relativi. Un esempio? L’ente Parco Nord Milano. La gestione dell’area verde che si estende tra i quartieri della periferia nord del capoluogo è affidata a un consorzio di sei comuni. Sono stati nominati un consiglio di amministrazione, un presidente e un segretario. Lo stesso segretario che ricopre l’incarico al Comune di Cinisello Balsamo. Per compiti limitati dallo statuto a consulenza giuridica, sottoscrizioni dei verbali di assemblea, supervisione del funzionamento degli organi collegiali, l’indennità pagata dai comuni consorziati è di 1.650 euro lordi mensili.&lt;br /&gt;Ci sono poi casi in cui il ruolo del segretario generale perde quasi ragione d’essere. Soprattutto dove è presente anche la figura del direttore generale. Secondo il testo unico del 2000, il direttore deve “provvedere ad attuare gli obiettivi stabiliti dagli organi di governo del comune e sovrintendere alla sua gestione”. Mansioni molto simili a quelle del segretario, il cui ruolo diventa in questi casi quasi evanescente. Riducendosi all’adempimento degli oneri di carattere notarile e alla presenza formale durante i consigli comunali. Lo stipendio, però, è da alto dirigente. Cosa succede invece quando direttore e segretario sono la stessa persona? I costi si riducono? Sembra di no. Soprattutto per le casse dei piccoli comuni, l’indennità che il segretario ottiene per la funzione di direttore generale sembra superflua.&lt;br /&gt;A Dongo il segretario comunale, pochi mesi dopo la nomina, è diventato anche direttore generale con un decreto del sindaco. E lo stipendio è cresciuto di 1.000 euro netti. Secondo i magistrati contabili, il decreto di nomina è irregolare. L’incarico di dg è consentito dal testo unico sull’ordinamento degli enti locali ai comuni con più di 15 mila abitanti. In alternativa il comune può convenzionarsi con altri, per raggiungere quella cifra. Non è il caso di Dongo (3.400 abitanti), che si è consorziato con il Comune di Pigra, ma questo ha solo 300 abitanti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;Valentina Caiazzo&lt;br /&gt;Panorama del 19 Settembre 2008&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7624051848150188316-3507459569322007998?l=articolidanondimenticare.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/feeds/3507459569322007998/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7624051848150188316&amp;postID=3507459569322007998' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/3507459569322007998'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/3507459569322007998'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/2008/09/caste-in-comune-fa-il-segretario-e.html' title='Caste in Comune: fa il segretario e prende più di Napolitano'/><author><name>GB</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06389359988913294913</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7624051848150188316.post-6009052541247964129</id><published>2008-09-20T00:00:00.000-07:00</published><updated>2008-09-24T04:23:03.133-07:00</updated><title type='text'>L’impossibile teorema di Sofri</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;Di Adriano Sofri non mi stupisce la pervicacia nel dichiararsi innocente. Anche se una sentenza definitiva della Cassazione l’ha condannato a 22 anni di carcere, riconoscendo che fu il mandante dell’omicidio del commissario Luigi Calabresi, l’ex leader di Lotta continua ha tutto il diritto di dire che non ha “mai ordito, né ordinato quel delitto”. La legge non impone a un condannato di tacere, né gli impedisce di dirsi vittima di un’ingiustizia; neppure gli vieta di tentare di riaprire il processo, di chiedere una revisione della sentenza, che nel caso in questione già vi fu, ma con la conferma di tutte le condanne. Dunque non sarò certo io a dire che invece di scrivere della sua dolorosa vicenda umana e politica, Sofri dovrebbe farsi dimenticare, lasciar cadere su di sé il silenzio, sparire. Anzi: gli auguro un giorno di poter dimostrare di non avere nulla a che fare con l’assassinio di un inerme poliziotto, contro cui lui e i suoi compagni predisposero una campagna di odio, o, meglio, un annuncio di morte.&lt;br /&gt;E se non mi stupisce la sua proclamazione di innocenza, non sono neppure sorpreso dalla tesi giustificazionista da lui sostenuta nei giorni scorsi e che lo ha portato a spiegare l’agguato a Calabresi come “l’azione di chi volle vendicare le vittime di una violenza torbida e cieca”. L’ex capo di Lc nella sua rubrica sul Foglio si è spinto a sostenere che il delitto “fu un atto terribile, ma ciò non significa che i suoi autori fossero persone malvagie”. Per Sofri chi sparò al commissario “fu mosso dallo sdegno e dalla commozione delle vittime”, sottintendendo che l’omicidio fu una risposta alla strage di piazza Fontana, una reazione sbagliata, ma in fondo motivata da sentimenti nobili, alti.&lt;br /&gt;L’ex leader extraparlamentare in passato aveva spiegato i fatti di quegli anni con la “perdita dell’innocenza” provocata dall’attentato del 12 dicembre 1969, in cui morirono 17 persone. La bomba avrebbe strappato a lui e ai suoi compagni il candore, spingendoli a odiare, anzi, a invidiare chi odiava di più, come un giorno mi disse durante un’intervista. La tesi è che l’esplosione avrebbe sconvolto una generazione, l’avrebbe spinta a incattivirsi: avrebbe liberato la violenza, armato le mani. All’origine della colpa c’è dunque un atto di terrore. Ecco perché Sofri non vuole che si parli di terrorismo a proposito dell’agguato a Calabresi. Perché il terrorismo è quello di piazza Fontana e ovviamente è un terrorismo di stato, il resto è solo una difesa, magari non legittima, ma comprensibile. La tesi giustificazionista è comune a molti protagonisti di quegli anni, anche a quelli del partito armato. Devono spiegare, devono trovare un appiglio per motivare la loro lucida follia, altrimenti apparirebbero per quel che sono: criminali. Politici, ma sempre criminali. Cinici, egoisti, narcisisti e insensibili, come tutti i criminali.&lt;br /&gt;La criminalità politica non nacque dopo piazza Fontana. Gruppi di destra ma anche di sinistra organizzarono attentati ben prima di quell’inverno di quasi quarant’anni fa. Sofri ricorda solo le bombe fasciste, che vi furono, ma dimentica le esplosioni di diverso colore, come quelle contro il Palazzo della Regione, a Trento, nella primavera del ‘68, il cui autore fu prontamente nominato “primo rivoluzionario d’Italia”, e anche quelle contro il Comune di Genova, il palazzo di giustizia di Livorno, la sede della Banca d’Italia di Milano, il palazzo di giustizia di Roma, la sede del Senato e del ministero dell’Istruzione, per cui furono condannati, con sentenza definitiva, degli anarchici. L’ex leader di Lc sorvola anche sulla riunione che diede vita alle Brigate rosse, avvenuta in un albergo di Chiavari un mese prima di piazza Fontana, e anche sulla data di nascita della XXII ottobre, la banda che uccise e terrorizzò in nome della rivoluzione.L’estrema sinistra non diventò violenta per reazione alla strage di piazza Fontana: lo era già. E la lotta continua di Sofri per far credere il contrario la comprendo. Ma ha meno possibilità di successo di quante egli ne abbia di dimostrare la sua innocenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;Maurizio Belpietro&lt;br /&gt;Panorama del 19 Settembre 2008&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7624051848150188316-6009052541247964129?l=articolidanondimenticare.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/feeds/6009052541247964129/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7624051848150188316&amp;postID=6009052541247964129' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/6009052541247964129'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/6009052541247964129'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/2008/09/limpossibile-teorema-di-sofri.html' title='L’impossibile teorema di Sofri'/><author><name>GB</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06389359988913294913</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7624051848150188316.post-1833693221911521005</id><published>2008-09-17T00:00:00.000-07:00</published><updated>2008-11-09T04:54:10.266-08:00</updated><title type='text'>La cupola dei piloti</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_lnCs2Vz8Yys/SQ8_-o8va2I/AAAAAAAAAgU/urpuZDisSNg/s1600-h/la+cupola+dei+piloti.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 142px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_lnCs2Vz8Yys/SQ8_-o8va2I/AAAAAAAAAgU/urpuZDisSNg/s200/la+cupola+dei+piloti.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5264496834796022626" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_lnCs2Vz8Yys/SQ8_-o8va2I/AAAAAAAAAgU/urpuZDisSNg/s1600-h/la+cupola+dei+piloti.jpg"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_lnCs2Vz8Yys/SQ8_-o8va2I/AAAAAAAAAgU/urpuZDisSNg/s1600-h/la+cupola+dei+piloti.jpg"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 102, 255);"&gt;clicca per ingrandire&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  text-decoration: underline;font-family:verdana;font-size:16px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 51); font-weight: bold; text-decoration: underline; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;"Il Riformista" del 17 Settembre 2008&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7624051848150188316-1833693221911521005?l=articolidanondimenticare.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/1833693221911521005'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/1833693221911521005'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/2008/09/la-cupola-dei-piloti.html' title='La cupola dei piloti'/><author><name>GB</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06389359988913294913</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_lnCs2Vz8Yys/SQ8_-o8va2I/AAAAAAAAAgU/urpuZDisSNg/s72-c/la+cupola+dei+piloti.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7624051848150188316.post-5274334094765375188</id><published>2008-09-12T00:00:00.000-07:00</published><updated>2008-09-20T04:57:32.749-07:00</updated><title type='text'>Trucchi e segreti della casta volante</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;C'era una volta una compagnia aerea che perdeva 25 mila euro l'anno per ognuno dei suoi dipendenti. Che aveva 5 (cinque) aerei cargo sui quali si alternavano 135 (centotrentacinque) piloti. Che arrivò ad avere un consiglio di amministrazione composto di 17 poltrone: tre per i sindacalisti e una assegnata, chissà perché, al Provveditore generale dello Stato, l'uomo incaricato di comprare le matite, le lampadine e le sedie dei ministeri.&lt;br /&gt;Che istituì perfino una commissione di otto persone per decidere i nomi da dare agli aeroplani: e si possono immaginare i dibattiti fra i sostenitori di Caravaggio e quelli di Agnolo Bronzino. Che in vent'anni cambiò dieci capi azienda, nessuno uscito di scena alla scadenza naturale del suo mandato. E che negli ultimi dieci anni ha scavato una voragine di tre miliardi chiudendo un solo bilancio in utile, ma unicamente grazie a una gigantesca penale che i preveggenti olandesi della Klm preferirono pagare pur di liberarsi dal suo abbraccio mortale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C'era una volta, appunto. Perché una cosa sola, mentre scade l'ultimatum di Augusto Fantozzi, è certa: quella Alitalia lì non c'è più. La corsa disperata di cui parlò Tommaso Padoa-Schioppa quando ancora confidava di poter passare la patata bollente ad Air France, dicendo di sentirsi come «il guidatore di un'ambulanza che sta correndo per portare il malato nell'unica clinica che si è dichiarata diposta ad accettarlo», è comunque finita. E con quell'ultimo viaggio, fallito in modo drammatico, si è chiusa un'epoca. Con un solo rammarico: che la parola fine doveva essere scritta molti anni prima. Se soltanto i politici l'avessero voluto.&lt;br /&gt;Già, i politici. Ricordate Giuseppe Bonomi? Politico forse sui generis, leghista e oggi presidente della Sea, ora ha chiesto all'Alitalia 1,2 miliardi di euro di danni perché la compagnia ha deciso di lasciare l'aeroporto di Malpensa. Anche lui è stato presidente dell'Alitalia: durante la sua presidenza la compagnia prossima ad essere «tecnicamente in bancarotta», per usare le parole del capo della Emirates, Ahmed bin Saeed Al-Maktoum, sponsorizzò generosamente i concorsi ippici di Assago e piazza di Siena. Alle quali Bonomi, provetto cavallerizzo, partecipò come concorrente. Ma senza portare a casa una medaglia. Ritorno d'immagine? Boh.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E ricordate Luigi Martini? Ex calciatore della Lazio, protagonista dello storico scudetto del 1974, chiusa la carriera sportiva diventò pilota dell'Alitalia. Poi parlamentare e responsabile trasporti di Alleanza nazionale: ma senza smettere mai di volare. Per conservare il brevetto gli fu concesso di mantenere anche grado e stipendio. Faceva tre decolli e tre atterraggi ogni 90 giorni, quando gli impegni politici lo consentivano, pilotando aerei di linea con 160 passeggeri a bordo. Inconsapevoli, probabilmente, che alla cloche c'era nientemeno che un parlamentare in carica. Questa sì che era degna di chiamarsi italianità. In quale altro Paese sarebbe stato possibile?&lt;br /&gt;Domanda legittima anche a proposito di quello che accadde nel 2002, quando con la benedizione di Claudio Scajola venne istituita una linea quotidiana Alitalia fra Fiumicino e Villanova D'Albenga, collegio elettorale dell'allora ministro dell'Interno. Numero massimo di passeggeri, denunciò il rifondarolo Luigi Malabarba, diciotto. Dimesso il ministro, fu dimessa anche la linea. Ripristinato il ministro, come responsabile dell'Attuazione del programma, fu ripristinato pure il volo: in quel caso da Air One, con contributi pubblici. Volo successivamente abolito dopo la fine del precedente governo Berlusconi e quindi ora, si legge sui giornali, riesumato per la terza volta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma politici e flap in Italia hanno sempre rappresentato un connubio spettacolare. Lo sapevano bene i 9 sindacati dell'Alitalia, che non a caso nei momenti critici, ha raccontato al Corriere Luigi Angeletti, regolarmente pretendevano di avere al tavolo il governo, delegittimando la controparte naturale, cioè l'amministratore delegato. E i ministri regolarmente si calavano le braghe. Forse questo spiega perché mentre tutte le compagnie straniere, alle prese con le crisi, tagliavano il personale e riducevano i costi, all'Alitalia accadeva il contrario.&lt;br /&gt;Nel 1991, dopo la guerra del Golfo, si decisero 2.600 prepensionamenti. Poi arrivò Roberto Schisano, che diede un'altra strizzatina, e i dipendenti scesero nel 1995 a 19.366. Armato di buone intenzioni, Domenico Cempella nel 1996 li portò a 18.850. Nel 1998 però erano già risaliti a 19.683. L'anno dopo a 20.770. E nel 2001, l'anno dell'attentato alle Torri gemelle di New York, si arrivò a 23.478. Poi ci si stupì che per 14 anni, fino al 1999, fosse stato tenuto in vita a Città del Messico, come denunciò l'Espresso, un ufficio dell'Alitalia con 15 dipendenti, nonostante gli aerei avessero smesso di atterrare lì nel lontano 1985. Come ci si stupì che gli equipaggi in transito a Venezia venissero fatti alloggiare nel lussuoso Hotel Des Bains del Lido, con trasferimento in motoscafo. O che per un intero anno (il 2005) la compagnia avesse preso in affitto 600 stanze d'albergo, quasi sempre vuote, nei dintorni dell'aeroporto, per gli equipaggi composti da dipendenti con residenza a Roma ma luogo di lavoro a Malpensa. Per non parlare della guerra sui lettini per il riposo del personale di bordo montati sui Jumbo, al termine della quale 350 piloti portarono a casa una indennità di 1.800 euro al mese anche se il lettino loro ce l'avevano. O dell'incredibile numero di dipendenti all'ufficio paghe del personale navigante, che aveva raggiunto 89 unità. Incredibile soltanto per chi non sa che gli stipendi arrivavano a contare 505 voci diverse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto questo ora appartiene al passato. Prossimo o remoto, comunque al passato. Della futura Alitalia, per ora, si conosce soltanto il promotore: Compagnia aerea italiana, Cai, stesso acronimo di un'altra Cai, la Compagnia aeronautica italiana, la società che gestisce la flotta dei servizi segreti. E le cui azioni, per una curiosa e assolutamente casuale coincidenza, sono custodite nella SanPaolo fiduciaria, del gruppo bancario Intesa SanPaolo, lo stesso che supporta la cordata italiana per l'Alitalia.&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 0, 0); font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 0, 0); font-weight: bold; "&gt;Sergio Rizzo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold; "&gt;Dal Corriere della Sera del 12 settembre 2008&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;color:#ffff66;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7624051848150188316-5274334094765375188?l=articolidanondimenticare.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/feeds/5274334094765375188/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7624051848150188316&amp;postID=5274334094765375188' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/5274334094765375188'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/5274334094765375188'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/2008/09/trucchi-e-segreti-della-casta-volante.html' title='Trucchi e segreti della casta volante'/><author><name>GB</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06389359988913294913</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7624051848150188316.post-1502924191628348077</id><published>2008-08-28T00:23:00.000-07:00</published><updated>2008-09-20T08:27:02.269-07:00</updated><title type='text'>Pronomi del passato</title><content type='html'>&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; text-align: justify; line-height: 22px; font: normal normal normal 24px/normal 'Trebuchet MS'; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; text-align: justify; line-height: 15px; font: normal normal normal 13px/normal 'Lucida Grande'; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;Un tempo si dava del Tu ai parenti e al massimo ad alcuni amici intimissimi. Nel mondo del lavoro si usava il Lei o il Voi con tutti, salvo che con i colleghi più stretti.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;Quindici giorni fa avevo annotato, sul filo del paradosso, vari aspetti della vita odierna che ci rinviano ai nostri ricordi dei tempi di guerra, tra 1940 e 1945. Però riflettendoci meglio &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;mi sono accorto di quante cose si sta invece perdendo memoria.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; text-align: justify; line-height: 15px; font: normal normal normal 13px/normal 'Lucida Grande'; min-height: 16px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; text-align: justify; line-height: 15px; font: normal normal normal 13px/normal 'Lucida Grande'; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;Per esempio l'uso comune del Lei&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt; (o, durante il fascismo, e nelle campagne, del Voi). Si dava del Tu ai parenti (ma nelle campagne del Piemonte la moglie diceva al marito 'Vui, Pautass'), e al massimo ad alcuni amici intimissimi. Bambini e ragazzi si davano del Tu, anche all'università, sino a quando non entravano nel mondo del lavoro. A quel punto Lei o Voi a tutti, salvo ai colleghi stretti (ma mio padre ha passato quarant'anni nella stessa azienda e tra colleghi si sono sempre dati del Lei). Per un neolaureato, fresco fresco di toga virile, dare del Lei agli altri era un modo non solo di ottenere il Lei in risposta, ma possibilmente anche il Dottor.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; text-align: justify; line-height: 15px; font: normal normal normal 13px/normal 'Lucida Grande'; min-height: 16px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; text-align: justify; line-height: 15px; font: normal normal normal 13px/normal 'Lucida Grande'; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;Da tempo invece, a un giovanotto sui quarant'anni che entra in un negozio, il commesso o la commessa della stessa età cominciano a dare del Tu. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;In città perché il commesso ti dia del Lei devi mostrare i capelli bianchi, e possibilmente avere la cravatta&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;. In campagna è peggio: più inclini ad assumere costumi televisivi senza saperli mediare con una tradizione precedente, in un emporio mi sono visto (io settantaseienne e con barba bianca) trattato col Tu da una sedicenne (che non ha probabilmente mai conosciuto altro pronome personale), la quale è entrata gradatamente in crisi solo quando io ho interagito con espressioni quali "gentile signorina, come Ella mi dice." Deve aver creduto che provenissi da Elisa di Rivombrosa, tanto mondo reale e mondo virtuale si erano fusi ai suoi occhi, e ha terminato il rapporto con un "buona giornata" invece di 'ciao', come dicono gli albanesi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; text-align: justify; line-height: 15px; font: normal normal normal 13px/normal 'Lucida Grande'; min-height: 16px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; text-align: justify; line-height: 15px; font: normal normal normal 13px/normal 'Lucida Grande'; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;Credo che la confusione tra Tu e Lei sia nata con molti doppiaggi di film americani&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;. Come tutti sanno in inglese si dice 'you' sia per il Tu che per il Voi. In verità gli anglofoni sanno che dire 'you Jim' usando il primo nome, è come dare del Tu, mentre dire 'you Mr. Jim' significa dare del Voi o del Lei. Ma non sempre i doppiatori dei film fanno attenzione a queste cose. Sto finendo di vedere in tv la serie 'I Tudors' dove pare che re, cortigiane, persone normali, si diano del voi anche quando scopano - cose che succedono solo a Buenos Aires. Evidentemente nell'originale si sentiranno le differenze tra 'your Majesty' e 'you, my dear Jim', ma nella versione italiana, dove tutto è Voi, pare giusto che poi nella vita sia tutto Tu e non ci sia differenza tra parlare al re e parlare a un bambino di due anni.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; text-align: justify; line-height: 15px; font: normal normal normal 13px/normal 'Lucida Grande'; min-height: 16px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; text-align: justify; line-height: 15px; font: normal normal normal 13px/normal 'Lucida Grande'; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;L'altra cosa che ci rende diversi dal passato è che, quando ero piccolo, nella piccola borghesia si usavano, per parere fini, alcune parole francesi come 'agrément', 'satin', 'bouquet' o 'cadeau'. L'inglese e il francese non li sapeva nessuno, e i nomi stranieri si pronunciavano tutti alla francese, e dunque Scürscill e Sciamberlèn. Però ci si poteva correggere perché gli unici che per contratto dovevano saper pronunciare bene i nomi stranieri erano gli annunciatori della radio. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;Oggi gli annunciatori radio e televisione storpiano i nomi stranieri in misura insostenibile&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;, non c'è più un cane che sappia fare la 'ü' tedesca o francese, è rimasta classica la gaffe dell'annunciatrice che ha letto 'sine die' come 'sain dai', e l'inglese lo si impara da Ezio Greggio che dice 'uan, ciù, zree!'. Lui esagera apposta, ma le aspiranti veline lo prendono sul serio.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; text-align: justify; line-height: 15px; font: normal normal normal 13px/normal 'Lucida Grande'; min-height: 16px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; text-align: justify; line-height: 15px; font: normal normal normal 13px/normal 'Lucida Grande'; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;Così &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;tutti usano parole inglesi o calchi dall'inglese&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;, anche quando non se ne sente il bisogno: a parte un governo che fa un ministero per il Welfare, che è roba da dichiararsi cittadino ticinese quando all'estero ti chiedono perché mai (e perché non un ministero della War, uno degli Interieurs e uno del Treasury?), tutti supportano, tutti implementano e (come si usa dire nei migliori ambienti) quant'altro. È vero che il vizio è antico: noi portiamo lo smoking, oppure il pullover, o il frack e gli americani non sanno di cosa parliamo; ma d'altra parte anche i francesi hanno poetato per decenni sullo 'spleen' e gli inglesi reagivano con 'prego, traduca'. Gli americani, infine, hanno immesso nella loro lingua un mucchio di francesismi, però li sentono imperialisticamente come parole loro, tanto che si racconta che, al ritorno di una riunione in Francia, Bush abbia detto: "È strano, i francesi non hanno una parola nella loro lingua per entrepreneur".&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; text-align: justify; line-height: 15px; font: normal normal normal 13px/normal 'Lucida Grande'; min-height: 16px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; text-align: justify; line-height: 15px; font: normal normal normal 13px/normal 'Lucida Grande'; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;Tornando alle cose scomparse, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;sono scomparse le signorine&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;. Non si sente più dire con tono piccato 'prego, signora, non signorina' e nemmeno 'scusi, signorina'. Si dice 'ehi tu!'.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; text-align: justify; line-height: 15px; font: normal normal normal 12px/normal 'Trebuchet MS'; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="color: rgb(255, 0, 0);  font-family:verdana;font-size:13px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: right;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 15px; font: normal normal normal 12px/normal 'Trebuchet MS'; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;Umberto Eco, L'espresso 28 agosto 2008&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7624051848150188316-1502924191628348077?l=articolidanondimenticare.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/feeds/1502924191628348077/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7624051848150188316&amp;postID=1502924191628348077' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/1502924191628348077'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/1502924191628348077'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/2008/08/pronomi-del-passato.html' title='Pronomi del passato'/><author><name>GB</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06389359988913294913</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7624051848150188316.post-8579260704906990694</id><published>2008-08-24T00:00:00.000-07:00</published><updated>2008-09-20T04:57:58.602-07:00</updated><title type='text'>Il regime di Ecce Bombo</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span"   style="color: rgb(51, 51, 51);   font-weight: bold;font-family:'Trebuchet MS';font-size:24px;"&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 15px; font: normal normal normal 13px/normal 'Lucida Grande'; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color: rgb(255, 255, 255); font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 15px; font: normal normal normal 13px/normal 'Lucida Grande'; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;L'allarme di Nanni Moretti sull'assenza di opinione pubblica? È il vizio della sinistra che bolla di fascismo chi non la pensa come lei&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 15px; font: normal normal normal 13px/normal 'Lucida Grande'; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 15px; font: normal normal normal 13px/normal 'Lucida Grande'; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Dal Festival del cinema di Locarno, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Nanni Moretti&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt; ha lanciato un allarme: &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;in Italia l'opinione pubblica non esiste più&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;. A sentir lui, lo dimostrano una serie di fatti: primo fra tutti il ritorno di Silvio Berlusconi al governo fra l'indifferenza degli italiani, che non s'indignano per i conflitti d'interesse del Caimano e per il suo strapotere nei media televisivi. L'allarme di Moretti mi fa sorridere. E mi obbliga a domandarmi dove viva il nostro celebre regista. Forse a Roma, ma rinchiuso in uno studio cinematografico con quattro amici che la pensano come lui. Oppure ha scelto di stare in qualche paese lontano, da dove l'Italia non si scorge più. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 15px; font: normal normal normal 13px/normal 'Lucida Grande'; min-height: 16px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 15px; font: normal normal normal 13px/normal 'Lucida Grande'; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Se Moretti andasse in giro per il nostro paese, si renderebbe conto subito di una verità: &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;l'opinione pubblica non soltanto non è scomparsa, ma si è moltiplicata e parla i linguaggi più diversi&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;. Esiste sempre quella della sinistra radicale, rimasta fuori dal Parlamento, però assai attiva e incavolata nelle sedi di almeno tre partiti e nelle piazze. C'è sempre l'opinione di centro-sinistra, anche se oggi appare la più disorientata per la sconfitta elettorale e per il caos che logora il partito di riferimento, il povero Pidì di Walter Veltroni. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 15px; font: normal normal normal 13px/normal 'Lucida Grande'; min-height: 16px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 15px; font: normal normal normal 13px/normal 'Lucida Grande'; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;C'è l'opinione pubblica di centro-destra, molto forte perché i suoi leader politici sono ritornati al governo con l'eterno &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Berlusconi&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;. Ma anch'essa tormentata dai messaggi contraddittori che riceve. L'ultimo riguarda l'abolizione dell'Ici. Questa tassa deve tornare, strilla la Lega. No, l'Ici l'abbiamo salutata e non ritornerà più, giurano il Pdl e An. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 15px; font: normal normal normal 13px/normal 'Lucida Grande'; min-height: 16px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 15px; font: normal normal normal 13px/normal 'Lucida Grande'; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;E infine c'è l'opinione pubblica di destra. È sempre esistita, ma sino a qualche anno fa se ne restava in silenzio. Adesso parla, legge, discute, si difende e attacca, come fanno tutte le opinioni pubbliche nelle grandi democrazie. Per rendersene conto, è sufficiente partecipare a incontri pubblici che non siano le vecchie Feste dell'Unità o del Pd, come si chiamano oggi: recinti chiusi, dominati da un razzismo intellettuale sempre più stantio e sterile. Questa opinione di destra tutela anche la propria memoria storica, che non si sta affatto dissolvendo, checchè ne pensi e ne scriva&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 15px; font: normal normal normal 13px/normal 'Lucida Grande'; min-height: 16px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 15px; font: normal normal normal 13px/normal 'Lucida Grande'; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;SuperWalter&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 15px; font: normal normal normal 13px/normal 'Lucida Grande'; min-height: 16px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 15px; font: normal normal normal 13px/normal 'Lucida Grande'; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Tornando all'argomento di Moretti, il suo difetto sta nel manico. Ossia nella convinzione che l'unica opinione pubblica a contare sia quella contraria al &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Caimano&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;. Anche più di un giornale e parecchi opinionisti la pensano così. Ma proprio questo è l'errore più grande. E nasce dal riflesso condizionato di una concezione autoritaria della democrazia.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 15px; font: normal normal normal 13px/normal 'Lucida Grande'; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 15px; font: normal normal normal 13px/normal 'Lucida Grande'; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;In nessun paese libero sarebbe possibile sostenere il principio che ha diritto di cittadinanza un solo modo di pensare. Succede così soltanto negli Stati illiberali. Ed è successo così nell'Europa del Novecento, prima nella Russia comunista, poi nell'Italia fascista e nella Germania nazista. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 15px; font: normal normal normal 13px/normal 'Lucida Grande'; min-height: 16px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 15px; font: normal normal normal 13px/normal 'Lucida Grande'; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Mi guardo bene dal dare a Moretti del cripto-fascista, ossia del fascista nascosto e in abito simulato. Innanzitutto perché non lo è e non lo è mai stato. Poi perché l'accusa di fascismo non ha più forza, visto l'abuso che se ne sta facendo. Identico all'abuso della parola regime. Per molte famose teste d'uovo delle tante sinistre, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;tutto ciò che non coincide con la loro visione del mondo è fascismo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 15px; font: normal normal normal 13px/normal 'Lucida Grande'; min-height: 16px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 15px; font: normal normal normal 13px/normal 'Lucida Grande'; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Persino la presenza di un po' di soldati nelle città dove il crimine è più diffuso diventa la prova che le Brigate Nere sono tornate, pronte a torturarci. E la gente che applaude ai militari è soltanto popolo bue, che ha portato il cervello all'ammasso per ordine delle tivù di Berlusconi. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 15px; font: normal normal normal 13px/normal 'Lucida Grande'; min-height: 16px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 15px; font: normal normal normal 13px/normal 'Lucida Grande'; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Potrà sembrare una forma di &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;contrappasso&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;, però tanti intellettuali antifascisti si stanno impiccando da soli all'albero fantasma del fascismo. Anche perché dimenticano la regola numero uno di chi usa l'intelletto: chiamare le cose con il nome giusto, come ha ricordato Luca Ricolfi in un importante articolo sulla 'Stampa' del 15 agosto. Non intendono farlo per pigrizia culturale, per vanità faziosa, per ottusità politica? Peggio per loro. Saranno sempre meno credibili. E soprattutto rischieranno di fare la fine del personaggio di un celebre film di Moretti. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 15px; font: normal normal normal 13px/normal 'Lucida Grande'; min-height: 16px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 15px; font: normal normal normal 13px/normal 'Lucida Grande'; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Ve lo rammentate &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;'Ecce Bombo'&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;, del 1978, l'esordio di Moretti nel cinema professionale? C'era una figura indimenticabile: la sessantottina smonata che ripeteva "Giro, vedo gente, faccio cose". Ecco, cari amici che paventate un nuovo Mussolini: girate e vedete un po' di gente, ma di quella che non vi somiglia. Vi renderete conto che il regime di Ecce Bombo è la più sgangherata fra le trappole per i vostri sacri lombi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: right;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 15px; font: normal normal normal 12px/normal 'Trebuchet MS'; min-height: 14px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: right;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 15px; font: normal normal normal 12px/normal 'Trebuchet MS'; min-height: 14px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="  ;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;Giampaolo Pansa&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: right;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 15px; font: normal normal normal 12px/normal 'Trebuchet MS'; min-height: 14px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=" ;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;L'Espresso del 22 agosto 2008&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: center;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 15px; font: normal normal normal 12px/normal 'Trebuchet MS'; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color: rgb(255, 255, 255); font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7624051848150188316-8579260704906990694?l=articolidanondimenticare.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/feeds/8579260704906990694/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7624051848150188316&amp;postID=8579260704906990694' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/8579260704906990694'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/8579260704906990694'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/2008/09/il-regime-di-ecce-bombo.html' title='Il regime di Ecce Bombo'/><author><name>"L'Editore"</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17994197299628359677</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_lnCs2Vz8Yys/S5eTUNZbutI/AAAAAAAABLg/Fo6-nUGDWBU/S220/Editore+Solazzo.biz.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7624051848150188316.post-4532999793229369930</id><published>2008-07-13T00:01:00.000-07:00</published><updated>2008-07-29T03:41:53.211-07:00</updated><title type='text'>Sono uno sciamano:mi mangio la suocera</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_lnCs2Vz8Yys/SI7zXiNvrxI/AAAAAAAAAQc/RbQWJ8lYK1U/s1600-h/Sono+uno+sciamano+mangio+la+suocera.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp1.blogger.com/_lnCs2Vz8Yys/SI7zXiNvrxI/AAAAAAAAAQc/RbQWJ8lYK1U/s320/Sono+uno+sciamano+mangio+la+suocera.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5228383803070721810" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;da Libero 13 Luglio 200&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;8&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_lnCs2Vz8Yys/SI7zXiNvrxI/AAAAAAAAAQc/RbQWJ8lYK1U/s1600-h/Sono+uno+sciamano+mangio+la+suocera.jpg"&gt;Leggi l'articolo&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7624051848150188316-4532999793229369930?l=articolidanondimenticare.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/4532999793229369930'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/4532999793229369930'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/2008/07/sono-uno-sciamanomi-mangio-la-suocera.html' title='Sono uno sciamano:mi mangio la suocera'/><author><name>"L'Editore"</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17994197299628359677</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_lnCs2Vz8Yys/S5eTUNZbutI/AAAAAAAABLg/Fo6-nUGDWBU/S220/Editore+Solazzo.biz.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_lnCs2Vz8Yys/SI7zXiNvrxI/AAAAAAAAAQc/RbQWJ8lYK1U/s72-c/Sono+uno+sciamano+mangio+la+suocera.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7624051848150188316.post-5715656130395544619</id><published>2008-07-13T00:00:00.000-07:00</published><updated>2008-07-29T03:30:02.230-07:00</updated><title type='text'>Gli tolgono la patente perché è gay</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_lnCs2Vz8Yys/SI7wxxXgJjI/AAAAAAAAAQU/5hf5e3WjMd4/s1600-h/GayToltaPatenteRisarcimento2.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp3.blogger.com/_lnCs2Vz8Yys/SI7wxxXgJjI/AAAAAAAAAQU/5hf5e3WjMd4/s320/GayToltaPatenteRisarcimento2.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5228380955279894066" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;da Libero del 13 Luglio 2008&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(153, 255, 255);"&gt;&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_lnCs2Vz8Yys/SI7wxxXgJjI/AAAAAAAAAQU/5hf5e3WjMd4/s1600-h/GayToltaPatenteRisarcimento2.jpg"&gt;Leggi l'articolo&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7624051848150188316-5715656130395544619?l=articolidanondimenticare.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/5715656130395544619'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/5715656130395544619'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/2008/07/gli-tolgono-la-patente-perch-gay.html' title='Gli tolgono la patente perché è gay'/><author><name>"L'Editore"</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17994197299628359677</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_lnCs2Vz8Yys/S5eTUNZbutI/AAAAAAAABLg/Fo6-nUGDWBU/S220/Editore+Solazzo.biz.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_lnCs2Vz8Yys/SI7wxxXgJjI/AAAAAAAAAQU/5hf5e3WjMd4/s72-c/GayToltaPatenteRisarcimento2.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7624051848150188316.post-5127862488692872038</id><published>2008-07-11T00:01:00.000-07:00</published><updated>2008-07-24T14:33:07.582-07:00</updated><title type='text'>Compagno Altero</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_lnCs2Vz8Yys/SIj1DPvkl4I/AAAAAAAAAQE/wWsAUgcLUn0/s1600-h/Mattioli.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp2.blogger.com/_lnCs2Vz8Yys/SIj1DPvkl4I/AAAAAAAAAQE/wWsAUgcLUn0/s320/Mattioli.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5226696803677935490" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_lnCs2Vz8Yys/SIjz-Af5EYI/AAAAAAAAAP8/hzVKtvI7SFY/s1600-h/Espresso+11+Luglio+2008.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp3.blogger.com/_lnCs2Vz8Yys/SIjz-Af5EYI/AAAAAAAAAP8/hzVKtvI7SFY/s320/Espresso+11+Luglio+2008.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5226695614174663042" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:x-small;"&gt;da L'Espresso del 11 Luglio 2008&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_lnCs2Vz8Yys/SIjz-Af5EYI/AAAAAAAAAP8/hzVKtvI7SFY/s1600-h/Espresso+11+Luglio+2008.jpg"&gt;Leggi l'articolo&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7624051848150188316-5127862488692872038?l=articolidanondimenticare.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/feeds/5127862488692872038/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7624051848150188316&amp;postID=5127862488692872038' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/5127862488692872038'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/5127862488692872038'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/2008/07/leggi-larticolo.html' title='Compagno Altero'/><author><name>"L'Editore"</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17994197299628359677</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_lnCs2Vz8Yys/S5eTUNZbutI/AAAAAAAABLg/Fo6-nUGDWBU/S220/Editore+Solazzo.biz.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_lnCs2Vz8Yys/SIj1DPvkl4I/AAAAAAAAAQE/wWsAUgcLUn0/s72-c/Mattioli.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7624051848150188316.post-8198829920315648276</id><published>2008-07-11T00:00:00.000-07:00</published><updated>2008-09-20T04:56:38.811-07:00</updated><title type='text'>Metti i ceppi al musulmano</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255); "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;Milano deve risolvere il problema dei 3 mila musulmani che pregano per strada. Che fare? Le istituzioni lavorano intensamente. Ecco le principali proposte&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="color: rgb(51, 51, 51);   font-family:'Trebuchet MS';font-size:13px;"&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 15px; font: normal normal normal 13px/normal 'Lucida Grande'; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 15px; font: normal normal normal 13px/normal 'Lucida Grande'; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;Che fare di &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;3 mila musulmani che pregano sui marciapiedi&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt; di viale Jenner? Milano è impegnata allo stremo per risolvere la questione. Amministratori, urbanisti, intellettuali, servizi segreti, vigili urbani, esperti di postura e consiglieri militari sono riuniti giorno e notte per discutere le possibili soluzioni. Queste le principali proposte.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 15px; font: normal normal normal 13px/normal 'Lucida Grande'; min-height: 16px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 15px; font: normal normal normal 13px/normal 'Lucida Grande'; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;Dissuasori&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt; Proposta della Lega Nord. Sui marciapiedi vengono disposti i dissuasori metallici, irti di chiodi, già usati con successo contro i piccioni. L'esperto di dialogo interreligioso del Comune di Milano ha assicurato che la misura è inutile contro gli induisti, che meditano molto volentieri seduti sui chiodi, ma molto efficace con i musulmani, che preferiscono non inginocchiarsi su superfici acuminate. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 15px; font: normal normal normal 13px/normal 'Lucida Grande'; min-height: 16px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 15px; font: normal normal normal 13px/normal 'Lucida Grande'; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;Dissuasione morale&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt; Proposta di Cielle. Alcuni volontari cercano di convertire i musulmani in preghiera, chinandosi al loro fianco e mormorandogli nelle orecchie frasi celebri di don Giussani, tradotte in arabo. La traduzione può anche essere approssimativa, perché il pensiero di don Giussani ha il vantaggio di essere incomprensibile anche nella versione originale. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 15px; font: normal normal normal 13px/normal 'Lucida Grande'; min-height: 16px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 15px; font: normal normal normal 13px/normal 'Lucida Grande'; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;Ceppi&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt; Il comandante dei vigili urbani propone di applicare ai musulmani che pregano in divieto di sosta i ceppi blocca-ruota già usati con successo con le automobili in terza fila. Un carro attrezzi provvederà a rimuovere il musulmano bloccato e portarlo nei depositi comunali, dove i parenti potranno ritirarlo in orari d'ufficio.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 15px; font: normal normal normal 13px/normal 'Lucida Grande'; min-height: 16px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 15px; font: normal normal normal 13px/normal 'Lucida Grande'; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;Tappeti urticanti&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt; Fare omaggio ai musulmani di Milano di un tappeto in fibra di ortica. È la proposta di un dissidente leghista, grossista di fibra d'ortica. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 15px; font: normal normal normal 13px/normal 'Lucida Grande'; min-height: 16px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 15px; font: normal normal normal 13px/normal 'Lucida Grande'; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;Chiese truccate&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt; Si prende una delle tante Chiese cattoliche disertate dai fedeli e la si trucca da moschea con un kit (arabeschi autoadesivi, cupola a cipolla di plastica gonfiabile, minareto di cartone riciclato). I musulmani crederanno così di avere pregato in una moschea, non rendendosi conto di avere versato l'obolo al prete della locale parrocchia, travestito da imam.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 15px; font: normal normal normal 13px/normal 'Lucida Grande'; min-height: 16px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 15px; font: normal normal normal 13px/normal 'Lucida Grande'; min-height: 16px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 15px; font: normal normal normal 13px/normal 'Lucida Grande'; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;Botola&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt; Una gigantesca botola si spalanca all'improvviso sotto la comunità in preghiera. Uno scivolo sotterraneo, come nei film di Indiana Jones, trasporta l'intera comunità, a velocità altissima e dopo una serie di spettacolari salti nel vuoto, in una stazione della metropolitana dove sarà possibile arrestarli per esercizio abusivo dell'arte circense. Perplessità del management del sindaco che giudica troppo costoso il progetto.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 15px; font: normal normal normal 13px/normal 'Lucida Grande'; min-height: 16px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 15px; font: normal normal normal 13px/normal 'Lucida Grande'; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;Preghiera a strati&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt; E arriviamo alle soluzioni più aperte al dialogo, caldeggiate dal presidente della Provincia, il democratico Penati. È stato osservato che il sistema di preghiera attualmente adottato è molto dispersivo dal punto di vista volumetrico. Lo spazio occupato dagli oranti sarebbe sensibilmente ridotto se i medesimi potessero impilarsi uno sopra l'altro. Nelle simulazioni effettuate da militanti del Pd, si è riusciti a sovrapporre fino a quattro oranti, ginocchioni sulla schiena del collega sottostante. È stato calcolato che 3 mila musulmani, aiutandosi con un sistema di cavi e paratie di contenimento, potrebbero formare una piramide umana con base venti per venti, culminante, a quindici metri di altezza, con il muezzin. Ulteriore vantaggio: non sarebbe più necessario costruire il minareto. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 15px; font: normal normal normal 13px/normal 'Lucida Grande'; min-height: 16px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 15px; font: normal normal normal 13px/normal 'Lucida Grande'; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;Preghiera domestica&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt; Ognuno prega a casa sua. L'aspetto collettivo, molto importante per gli islamici, può essere garantito da un sistema di staffette che suona ai citofoni di tutti i musulmani di Milano e pronuncia la frase di rito "Anche Ahmed, Alì, Kaled, Mohammed, Jussuf, Samir (segue una lista di tremila nomi) stanno pregando insieme a te". Nuova moschea: ipotesi scartata per la sua evidente irrealizzabilità.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 15px; font: normal normal normal 13px/normal 'Lucida Grande'; min-height: 16px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: right;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 22px; font: normal normal normal 13px/normal 'Trebuchet MS'; "&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt;                  &lt;/span&gt;Michele Serra&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: right;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 22px; font: normal normal normal 13px/normal 'Trebuchet MS'; "&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;L'Espresso 11 luglio 2008&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7624051848150188316-8198829920315648276?l=articolidanondimenticare.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/feeds/8198829920315648276/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7624051848150188316&amp;postID=8198829920315648276' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/8198829920315648276'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/8198829920315648276'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/2008/07/metti-i-ceppi-al-musulmano.html' title='Metti i ceppi al musulmano'/><author><name>"L'Editore"</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17994197299628359677</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_lnCs2Vz8Yys/S5eTUNZbutI/AAAAAAAABLg/Fo6-nUGDWBU/S220/Editore+Solazzo.biz.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7624051848150188316.post-8905811704362345437</id><published>2008-07-01T05:55:00.000-07:00</published><updated>2008-07-01T06:05:29.155-07:00</updated><title type='text'>Intervista al biologo Antonio Di Natale</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_lnCs2Vz8Yys/SGopiKGOFpI/AAAAAAAAAMA/XEFGjqm6aDw/s1600-h/Quando+sono+entrato+nella+bocca+della+balena.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp2.blogger.com/_lnCs2Vz8Yys/SGopiKGOFpI/AAAAAAAAAMA/XEFGjqm6aDw/s400/Quando+sono+entrato+nella+bocca+della+balena.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5218028785064875666" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;&lt;a href="http://bp2.blogger.com/_lnCs2Vz8Yys/SGopiKGOFpI/AAAAAAAAAMA/XEFGjqm6aDw/s1600-h/Quando+sono+entrato+nella+bocca+della+balena.jpg"&gt;leggi l'articolo&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7624051848150188316-8905811704362345437?l=articolidanondimenticare.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/feeds/8905811704362345437/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7624051848150188316&amp;postID=8905811704362345437' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/8905811704362345437'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/8905811704362345437'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/2008/07/intervista-ad-antonio-di-natale-biologo.html' title='Intervista al biologo Antonio Di Natale'/><author><name>"L'Editore"</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17994197299628359677</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_lnCs2Vz8Yys/S5eTUNZbutI/AAAAAAAABLg/Fo6-nUGDWBU/S220/Editore+Solazzo.biz.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_lnCs2Vz8Yys/SGopiKGOFpI/AAAAAAAAAMA/XEFGjqm6aDw/s72-c/Quando+sono+entrato+nella+bocca+della+balena.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7624051848150188316.post-3830014312999893232</id><published>2008-06-24T00:00:00.001-07:00</published><updated>2008-09-20T05:02:58.060-07:00</updated><title type='text'>Percepito</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:Times;"&gt;&lt;h1 align="justify"&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 21px; margin-left: 0px; text-align: justify; font: normal normal normal 13px/normal Verdana; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;C’è il caldo caldo e c’è il caldo percepito, di solito più caldo di almeno cinque gradi. Ci sono l’inflazione ufficiale e l’inflazione percepita, di solito più alta dello stipendio percepito. E poi ci sono l’aumento del mutuo e l’aumento percepito, il declino reale e il declino percepito, la violenza percepita, la paura percepita, i furbi percepiti anche se poco perseguiti, la Nazionale che va fuori ai rigori: un pareggio percepito come una sconfitta. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 16px; margin-left: 0px; text-align: justify; font: normal normal normal 13px/normal Verdana; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Giuro che non ci percepisco più niente. Non mi fido delle statistiche rassicuranti, come degli allarmi assillanti. E non mi fido neanche della memoria che abbellisce le ombre del passato e dilata i mostri del presente. C’era davvero meno violenza trent’anni fa, quando due ladri picchiarono mio padre nell’androne di casa per portargli via una cartella di cuoio che conteneva pratiche banalissime? Faceva davvero meno caldo quando nelle sere d’estate mia nonna bivaccava sul balcone passandosi «La Stampa» davanti alla faccia a mo’ di ventaglio? Ed eravamo davvero più ricchi quando riuscivamo a sopravvivere con le scarpe risuolate e senza telefonini? Di sicuro eravamo più giovani: anche i vecchi. Di sicuro il futuro era avvolto nella nebbia, come sempre, ma il futuro percepito non aveva lo stesso sapore di paura che si percepisce oggi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa paura di perdere che ci rende tutti così aggressivi eppure così abulici. Potessi esprimere un desiderio, vorrei che percepissimo più coraggio e dietro ogni porta che si chiude non vedessimo soltanto il muro, ma un’altra porta che si apre. Messaggio percepito? &lt;/span&gt; &lt;/p&gt;&lt;/h1&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: right" align="justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(153, 153, 153); font-family: verdana; font-size: 13px; font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 0); font-family: Times; font-size: 16px; font-weight: normal; "&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify" style="text-align: right; "&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Massimo Gramellini &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify" style="text-align: right; "&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times; font-size: 16px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;“La Sta&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;mpa” del&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt; 24 giugno 2008&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7624051848150188316-3830014312999893232?l=articolidanondimenticare.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/feeds/3830014312999893232/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7624051848150188316&amp;postID=3830014312999893232' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/3830014312999893232'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/3830014312999893232'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/2008/06/percepito.html' title='Percepito'/><author><name>"L'Editore"</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17994197299628359677</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_lnCs2Vz8Yys/S5eTUNZbutI/AAAAAAAABLg/Fo6-nUGDWBU/S220/Editore+Solazzo.biz.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7624051848150188316.post-8817075988485097347</id><published>2008-06-24T00:00:00.000-07:00</published><updated>2008-09-20T05:07:49.981-07:00</updated><title type='text'>Ma certi processi si possono sospendere</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span"  style=" ;font-family:Times;"&gt;&lt;p align="justify" style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color: rgb(255, 255, 255);  font-family:verdana;"&gt;Il problema è che siamo abituati a dare un giudizio negativo sulle leggi di questa maggioranza; e così si finisce col disapprovare quasi aprioristicamente anche quanto di (quasi) buono essa fa. Mi riferisco al noto emendamento «salva premier» in base al quale i processi per reati puniti con pene fino a 10 anni e commessi entro il 30/6/92 vanno sospesi; tra questi, quello per corruzione in atti giudiziari pendente a Milano contro lo stesso Berlusconi. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify" style=""&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt; &lt;br /&gt;Il pregiudizio non è proprio gratuito: leggi ad personam per evitare a Berlusconi condanne penali, più o meno certe in base alla legislazione vigente al momento in cui il processo veniva celebrato, sono state fatte, tante e con successo; e questa pare l'ultima della specie (fino ad ora). Però, forse, in questo caso va superato. La fine del processo contro Berlusconi è segnata, se non in primo grado nel secondo: salvo il caso di una assoluzione nel merito che pare improbabile, la sentenza sarà di estinzione del reato per prescrizione; e dunque Berlusconi non ha bisogno di questo emendamento per raggiungere un risultato che, sostanzialmente, ha già in tasca. Quanto alla riapertura dei termini per il patteggiamento (solo per i processi sospesi), anche in questo caso non credo possa pensarsi a una norma di favore: mi pare improbabile che Berlusconi intenda risolvere i suoi problemi giudiziari con un patteggiamento.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify" style=""&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt; &lt;br /&gt;E, per finire, è la stessa dichiarata volontà di emanare una nuova legge che riproponga il cosiddetto lodo Schifani, già dichiarato incostituzionale dalla Corte (sono curioso di vedere cosa si inventeranno per reintrodurre un istituto che sembra fatto apposta per fare a pugni con la Costituzione italiana) che dimostra come la soluzione dei suoi guai giudiziari Berlusconi non la veda nella sospensione dei processi. È anche vero che si potrebbe pensare che il nostro agisca in previsione di guai giudiziari futuri; ma insomma mi pare evidente che l'emendamento in questione non «serva» al premier.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify" style=""&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt; &lt;br /&gt;Così, sebbene i «precedenti» di questa maggioranza rendano arduo immaginare che il Governo agisca per rendere efficiente l'amministrazione della giustizia, si può anche immaginare che questo emendamento sia stato costruito effettivamente al fine di far uscire il sistema giudiziario penale dal buco in cui è stato cacciato. In sintesi, la filosofia pare essere questa: svuotiamo il magazzino, composto di merce vecchia e avariata e anche non tanto di pregio, e gestiamo utilmente la merce nuova e comunque quella vecchia, ma di particolare qualità. Il che ha almeno il merito di affrontare il problema giustizia in un'ottica di organizzazione concreta.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify" style=""&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt; &lt;br /&gt;Mettiamo che sia così; solo che la tecnica scelta è del tutto inidonea allo scopo. Fra un anno i processi sospesi dovranno ricominciare; la sospensione non avrà comportato il decorso della prescrizione (che potrebbe avere il merito di «uccidere» processi già cadaveri) perché, come è noto, viene interrotta; inoltre avrà richiesto un costo organizzativo micidiale (notifiche, contronotifiche, disfacimento dei ruoli di udienza ecc. ); la ripresa richiederà un ulteriore terribile sforzo organizzativo; e, tutto sommato, non è che nell'anno di respiro che in questo modo si sarà guadagnato si sarà fatto granché di processi gravi e importanti. Sicché, come diceva Bartali, «è tutto da rifare».  &lt;br /&gt;Un modo razionale per affrontare il problema potrebbe essere questo:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify" style=""&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;1. ammettere una buona volta che la celebrazione di processi destinati alla prescrizione prima che il sistema giudiziario riesca a produrre una sentenza definitiva è inutile spreco di risorse. &lt;br /&gt;2. prendere atto del fatto che il processo penale dura mediamente tra 6 e 8 anni, così suddivisi: da 1 a 2 anni per le indagini preliminari; 1 anno (ma spesso 2) prima che cominci il processo di primo grado; circa 2 anni (ma spesso 3) dal momento in cui viene emessa la sentenza del Tribunale fino alla prima udienza del processo in Appello; circa 1 anno 6 mesi fino alla sentenza di Corte di Cassazione.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify" style=""&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;3. prendere atto del fatto che non sempre la data di commissione del reato coincide con la data in cui cominciano le indagini e che spesso (sempre, nel caso dei reati tipici della classe dirigente: corruzione, frode fiscale, falso in bilancio, aggiotaggio, insider trading e compagnia cantando) questo è stato commesso 2, 3 o anche 4 anni prima che si comincino le indagini.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify" style=""&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;4. calcolare quindi, per ogni processo - operando si capisce una media -, quanti anni si hanno davanti prima che intervenga la prescrizione.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify" style=""&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;5. sospendere il processo ogni volta che gli anni necessari per arrivare alla sentenza definitiva siano più di quelli che mancano alla prescrizione.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify" style=""&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;In questo modo si potrebbe, ad esempio, non sperperare tempo e risorse in una indagine avviata oggi (giugno 2008) su un reato di falso in bilancio (o di frode fiscale, o di corruzione o qualsiasi altro che si prescriva in 7 anni e mezzo, dunque quasi tutti) risalente al 2005 e che si prescriverà nel 2013; perché, evidentemente, 5 anni non bastano per arrivare alla sentenza di Cassazione che, se tutto va bene, arriverà nel 2015. Tenendo conto che molti processi pendenti oggi in primo grado riguardano fatti che risalgono al 2004-2005 e che si prescriveranno certamente prima della sentenza definitiva, diventa ovvio che insistere nella loro celebrazione è del tutto inutile.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify" style=""&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt; &lt;br /&gt;Allora la norma potrebbe essere scritta in questo modo: debbono essere sospesi a. tutti i processi che si trovano nella fase delle indagini preliminari e per i quali la prescrizione maturerà entro 4 anni. b. tutti i processi che si trovano nella fase del processo avanti al Tribunale e per i quali la prescrizione maturerà entro 3 anni. c. tutti i processi che si trovano nella fase del processo in Corte d'Appello e per i quali la prescrizione maturerà entro 1 anno e 6 mesi. Il vantaggio di una norma di questo tipo consiste nel fatto che essa è destinata a operare da qui in avanti e per tutti i processi; e quindi non ci sarà quel ritorno drammatico dei processi sospesi che ammazzerà definitivamente il sistema giudiziario penale; semplicemente un ufficio apposito emanerà provvedimenti di routine con cui si dichiara la prescrizione.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify" style=""&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt; &lt;br /&gt;Insomma, si tratterebbe di una semplice applicazione di criteri di priorità, sistema che, con il processo penale che ci ritroviamo, è l'unico in grado di dare razionalità alla gestione dei processi. E ciò, con buona pace dell'Avvocatura che ha sempre sostenuto che i criteri di priorità violano il principio di obbligatorietà dell'azione penale. Un criterio di priorità fondato sulla imminenza della prescrizione non comporta una scelta insindacabile del Procuratore della Repubblica, assunta senza controllo né responsabilità (argomento abituale dell'Avvocatura); ma significa destinare le risorse del sistema giudiziario a quei processi che possono utilmente essere celebrati, rinunciando a semplici riti formali privi di significato, come appunto avviene quando si celebra un processo destinato alla prescrizione. A meno che, dietro queste critiche, non si nasconda la preoccupazione di vedere che, per una sostanziosa fetta di processi, non sarà possibile emettere adeguate parcelle... Insomma, per una volta, non mi pare che la produzione legislativa della maggioranza sia insensata; forse bisognerebbe solo aggiustarla un po'.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt; &lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify" style="text-align: right;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Bruno Tinti, &lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 0); font-weight: normal; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Procuratore aggiunto della Repubblica &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;di &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;Torino&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify" style="text-align: right;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 0); font-weight: normal; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;"La Stampa" del 24 giugno 2008&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px; "&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7624051848150188316-8817075988485097347?l=articolidanondimenticare.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/feeds/8817075988485097347/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7624051848150188316&amp;postID=8817075988485097347' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/8817075988485097347'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/8817075988485097347'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/2008/06/ma-certi-processi-si-possono-sospendere.html' title='Ma certi processi si possono sospendere'/><author><name>"L'Editore"</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17994197299628359677</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_lnCs2Vz8Yys/S5eTUNZbutI/AAAAAAAABLg/Fo6-nUGDWBU/S220/Editore+Solazzo.biz.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7624051848150188316.post-6736899202042683995</id><published>2008-06-14T00:00:00.000-07:00</published><updated>2008-12-14T06:50:52.143-08:00</updated><title type='text'>Del mangiar bambini</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span"  style=" ;font-family:Times;"&gt; &lt;!--StartFragment--&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="  ;font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Sono seduto in treno leggendo il giornale quando un signore vicino attacca discorso: “Ma ha letto in che tempi viviamo? Avrà ben letto oggi, quello che ha ucciso la moglie incinta. E quei due che qualche mese fa hanno massacrato la famiglia dei vicini solo perché tenevano la radio un poco alta? E la prostituta romena che infila un ombrello nell’occhio di una ragazza per un litigio da nulla? E quante madri negli ultimi tempi non hanno ucciso i figli? E quello che ha ammazzato la figlia (neanche a dirlo, extracomunitario e musulmano per giunta) per impedirle di spossare un cristiano? E andando un poco indietro, la ragazza di Novi che ha massacrato madre e fratellino piccolo? E quelli che hanno rapito il bambino del vicino e poi l’hanno ammazzato perché piangeva? Ma che cosa sta succedendo?”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="  ;font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Io gli faccio osservare che evidentemente non sa tutto. Se avesse letto con attenzione quello che ho letto io (magari su Internet) si renderebbe conto che la lista non si ferma lì.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="EN-US" style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Ha letto quella storia di Piacenza? Per ingraziarsi chi doveva assicurargli il successo della sua impresa, un tale Mennini gli consegna la figlia, sapendo benissimo che quello non ha scrupoli e ne farà scempio, poi se ne parte tranquillo come un papa per il suo viaggio d’affari. Nel frattempo, siccome il marito è lontano, un gigolò di belle speranze, tale Egidi, si mette a consolare la signora Mennini, ne diventa l’amante, attacca il cappello al chiodo, e quando il Mennini ritorna dal suo viaggio lo ammazza, e con la collaborazione della signora. Danno la colpa a non si sa chi, si fanno vedere a piangere al funerale, ma il figlio Mennini mangia la foglia, torna dall’estero dove faceva il suo Erasmus, ammazza l’Egidi e poi non contento ammazza anche la madre (e tra l’altro è la sorella che cerca di salvarlo fornendo falsi indizi agli inquirenti). Che roba, che roba, sospira il signore.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="EN-US" style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;E la signora Medi di Molfetta? Il marito la pianta, lei per vendicarsi, siccome sa che è attaccatissimo ai figli, glieli ammazza. “Davvero non c’è più religione, altro che tagliarsi i testicoli per far dispetto alla moglie, questa ammazza il sangue del suo sangue per far rabbia al marito”, si lamenta il mio vicino, “ma sono madri queste? Io dico che è l’influenza della televisione e di questi programmi violenti fati dai comunisti”. Incalzo. Forse il signore non ha letto la vicenda di quel Croni di Saturnia che prima, non ricordo se per ragioni di eredità o altro, taglia i testicoli a suo padre, poi – siccome non vuole figli e con qualche ragione, visto l’esperienza che ha fatto del rapporto filiale – fa abortire la moglie e si mangia i poveri feti. Dice il signore: “Forse era affiliato a una setta satanica, magari da giovane buttava massi dai ponti dell’autostrada, e magari in paese tutti lo consideravano una persona per bene. Ma per forza, proprio sul giornale che sta leggendo lei ora si fa l’elogio dell’aborto e del matrimonio tra travestiti …”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="EN-US" style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Guardi, gli dico, che però la maggior parte dei delitti sessuali oggi viene compiuta all’interno del nucleo familiare. Avrà pure sentito dire di quel Lai di Battipaglia, ce viene ucciso da suo figlio, poi il figlio si mette con la madre sino a che questa non regge più la situazione e s’ammazza. E in una cittadina a poca distanza tali fratelli Tiesti prima uccidono il loro fratellastro per ragioni d’interesse, poi uno dei due diventa l’amante della moglie dell’altro e l’altro, per vendicarsi, gli ammazza i figli, glieli fa alla griglia, e glieli dà da mangiare, e quello s’ingozza col suo Big Mac senza sapere che cosa manda giù.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="EN-US" style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Gesù, Gesù, dice il mio interlocutore, ma erano italiani o extracomunitari? No, gli spiego, ho barato un poco coi nomi e coi luoghi. Erano tutti greci, e le storie non le ho lette sui giornali, ma sul dizionario di mitologia. Il signor Pennini era Agamennone che sacrifica agli dei la figlia per avere successo con la spedizione di Troia, il giovane Egidi, che poi lo uccide, è Egisto, e la moglie fedifraga era Clitennestra, che viene poi ammazzata dal figlio Oreste. La signora Medi era Medea, il signor Croni  era Cronos, per i romani Saturno, il signor Lai era Laio ucciso da Edipo, e la moglie che commette incesto era Giocasta, e infine i fratelli Tiesti erano Tieste, che mangia i figli, e suo fratello Atreo. E questi sono i miti fondatori della nostra civiltà, mica soltanto le nozze di Cadmo e Armonia.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="EN-US" style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;E’ che allora su queste storie si scriveva una tragedia o un poema ogni tanto, mentre oggi i giornali stanno attenti ad ogni fatto di sangue e ne riempiono due o tre pagine. Se calcola inoltre che oggi siamo sei miliardi mentre allora la popolazione del mondo conosciuto si limitava a qualche decina di milioni, fatte le debite proporzioni, si ammazzavano più allora che ai giorni nostri. Almeno nella vita di ogni giorno, guerre escluse. Ma forse Agamennone era persino peggio di Bush.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: right;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" ;font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 0);"&gt;Umberto Eco&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: right;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" ;font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 0);"&gt;L'espresso, 14 giugnio 2008&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;!--EndFragment--&gt;   &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7624051848150188316-6736899202042683995?l=articolidanondimenticare.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/6736899202042683995'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/6736899202042683995'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/2008/12/del-mangiar-bambini.html' title='Del mangiar bambini'/><author><name>"L'Editore"</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17994197299628359677</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_lnCs2Vz8Yys/S5eTUNZbutI/AAAAAAAABLg/Fo6-nUGDWBU/S220/Editore+Solazzo.biz.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7624051848150188316.post-243009435060894107</id><published>2008-05-30T00:00:00.000-07:00</published><updated>2008-07-24T11:23:16.210-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span"  style="color: rgb(51, 102, 255);  font-weight: bold; font-family:'times new roman';"&gt;&lt;div&gt;Da ItaliaOggi del 30 Maggio 2008&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_lnCs2Vz8Yys/SEJ_cjNLyOI/AAAAAAAAAH8/FiWIMuY_4ss/s1600-h/Italia+Oggi+30+Maggio+2008.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;img style="text-decoration: underline;display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; " src="http://bp1.blogger.com/_lnCs2Vz8Yys/SEJ_cjNLyOI/AAAAAAAAAH8/FiWIMuY_4ss/s200/Italia+Oggi+30+Maggio+2008.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5206864247657318626" /&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color: rgb(255, 0, 0);  font-style: italic; font-weight: bold; font-family:verdana;"&gt;&lt;a href="http://i32.tinypic.com/2qukm8p.jpg"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;leggi da immagine ingrandita&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color: rgb(51, 102, 255);  font-weight: bold;font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); text-decoration: underline;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color: rgb(51, 102, 255);  font-weight: bold;font-family:'times new roman';"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color: rgb(51, 102, 255);  font-weight: bold;font-family:'times new roman';"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color: rgb(51, 102, 255);  font-weight: bold;font-family:'times new roman';"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7624051848150188316-243009435060894107?l=articolidanondimenticare.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/243009435060894107'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/243009435060894107'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/2008/06/da-italiaoggi-del-30-maggio-2008-leggi.html' title=''/><author><name>"L'Editore"</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17994197299628359677</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_lnCs2Vz8Yys/S5eTUNZbutI/AAAAAAAABLg/Fo6-nUGDWBU/S220/Editore+Solazzo.biz.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_lnCs2Vz8Yys/SEJ_cjNLyOI/AAAAAAAAAH8/FiWIMuY_4ss/s72-c/Italia+Oggi+30+Maggio+2008.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7624051848150188316.post-4374156839530575172</id><published>2008-05-28T00:00:00.000-07:00</published><updated>2008-07-24T11:20:57.873-07:00</updated><title type='text'>La Religione col Bollino</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="color: rgb(255, 255, 255);   font-style: italic; font-family:verdana;font-size:13px;"&gt;di Daniele Luttazzi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color: rgb(51, 51, 51);   font-family:'Trebuchet MS';"&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-right: 22.9pt; text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="color: rgb(255, 255, 255);  font-family:verdana;font-size:13px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-right: 22.9pt; text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Da lunedì prossimo entreranno in vigore in tutta Europa controlli restrittivi sui servizi offerti ai consumatori. Le nuove norme sono&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt; contenute in una direttiva dell'Unione europea ed equiparano per la prima volta le religioni e i ministri del culto a cartomanti, chiromanti, chiaroveggenti, astrologi, medium, commessi viaggiatori, piazzisti e venditori ambulanti. Lo scopo è impedire che il pubblico possa essere raggirato o confuso da pratiche commerciali scorrette.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-right: 22.9pt; text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;In base a queste regole, per esempio, «i vescovi dovranno dire ai fedeli che ciò che offrono è solo una forma di intrattenimento, non provata scientificamente». Ciò significa, spiega il Times di Londra, che all'ingresso dei luoghi di culto dovranno essere affissi cartelli per avvertire i potenziali fedeli di non prendere la religione troppo sul serio. Avvertimenti analoghi dovranno comparire su pubblicazioni religiose e siti Internet, nonché su depliant e pubblicità in favore dell'8 per mille. I violatori rischiano una multa fino a un milione di euro se il caso finisce davanti a un tribunale civile, e fino a due anni di prigione per i casi recidivi dibattuti in sede penale. La direttiva minaccia di scatenare polemiche furiose da parte dei religiosi che non si sentono dei millantatori, per non parlare dei milioni di persone che pregano quotidianamente o si fidano più del Papa che della scienza medica.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-right: 22.9pt; text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;«Chiederci di esporre cartelli che avvertano il pubblico che ciò che diciamo non è scientifico è contrario alla nostra fede! - protesta, con l'adrenalina che le cola dal naso, Penelope Pitstop, portavoce della Chiesa Anglicana Riformata e Accettata - E trasmette ai fedeli l'idea falsa che non crediamo in quello che diciamo! La religione usa un linguaggio simbolico. Ricevo lettere da filosofi, scrittori, professori universitari, tutti affascinati dalla religione. La religione funziona!». Dice al Times un sacerdote cattolico, Peter Paper, sorbendo un moscatello frizzante pigiato da grappoli abortiti: «Regolamentare una simile materia è come pretendere di poter imporre regole a Dio».&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-right: 22.9pt; text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Il modo in cui verrà fatta rispettare la nuova normativa, peraltro, non è ancora chiaro. Commenta l'avvocato Heinz Felfe, dello studio legale David, Foster, Wallace &amp;amp; Gromit di Londra: «Le nuove direttive spingono verso la criminalizzazione di azioni che in passato sfuggivano a una censura legale. Non è colpa della religione se dietro questa pratica antica, nata agli albori dell'umanità, sono fiorite tutta una serie di attività che hanno più a che fare col plagio a fini di lucro che con la fede. E poi chi l'ha detto che c'è verità solo nel positivismo? Mettiamolo alla scienza il cartello che può essere una truffa, la scienza che asservita al tecnologico e all'economico sta distruggendo il pianeta. O tutti o nessuno».&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-right: 22.9pt; text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Di parere diverso Alma Roodedraat, la scienziata olandese che da sempre si batte contro i raggiri a base di irrazionale: « Un cartello per avvertire che le religioni non sono cose serie? Mi sembra giusto. La gente va tutelata, c'è una responsabilità diffusa. Per esempio i telegiornali in Italia danno spesso notizia delle gesta del Papa. In questo modo si fa credere allo spettatore che nella religione ci sia qualcosa di fondato. La verità è che gli interessi economici in gioco sono enormi. A New York, qualche mese fa, la Chiesa cattolica ha costretto una galleria d'arte a chiudere una mostra in cui era esposto un Gesù di cioccolata. L'arcivescovo di New York ha detto: 'È oltraggioso fare Gesù con del cibo!' E le ostie allora? I cattolici in tutto il mondo mangiano ostie. La Chiesa vuole il monopolio degli snack?».&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-right: 22.9pt; text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Il Manifesto, mercoledì 28 maggio 2008&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7624051848150188316-4374156839530575172?l=articolidanondimenticare.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/4374156839530575172'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/4374156839530575172'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/2008/05/la-religione-col-bollino.html' title='La Religione col Bollino'/><author><name>"L'Editore"</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17994197299628359677</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_lnCs2Vz8Yys/S5eTUNZbutI/AAAAAAAABLg/Fo6-nUGDWBU/S220/Editore+Solazzo.biz.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7624051848150188316.post-1636850582512339793</id><published>2008-02-28T00:00:00.000-08:00</published><updated>2008-07-24T11:21:23.912-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 153, 0); "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;Enzo Biagi, il giovane Karol e la moltiplicazione dei canneti&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color: rgb(0, 153, 0);  font-weight: bold;font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color: rgb(0, 153, 0);  font-weight: bold;font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_lnCs2Vz8Yys/SEFXBzNLyLI/AAAAAAAAAHk/NIcGX4KMNgU/s1600-h/Wojtyla.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp1.blogger.com/_lnCs2Vz8Yys/SEFXBzNLyLI/AAAAAAAAAHk/NIcGX4KMNgU/s320/Wojtyla.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5206538332653996210" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); text-decoration: underline;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); text-decoration: underline;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color: rgb(0, 153, 0);  font-weight: bold;font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 51, 51); font-weight: normal; "&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-right: 4.9pt; text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Segnaliamo ai nostri lettori, non senza una punta di invidia, la crescente poliedricità di Enzo Biagi sul Corriere della Sera. Ieri, 27 febbraio 2005, pagina 1: “Penso a Karol Wojtyla ragazzo, cresciuto in un lontano villaggio, la parrocchia e l’osteria, i campi di segala e i malinconici canneti, i cieli della Polonia, la polvere delle cantorie, i volti duri dei santi, il profumo della cera che brucia e dell’incenso che svanisce, e una sera, recitate come sempre le preghiere, la chiamata di Dio: “Lascerai tutto, anche tua madre”. Obbedì”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-right: 4.9pt; text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Giovedì 14 novembre 2002, pagina 1: “Penso a Karol Wojtyla ragazzo, orfano della madre, cresciuto in un lontano villaggio, la parrocchia e l’osteria, i campi di segala e i malinconici canneti, i cieli della Polonia, la polvere delle cantorie, i volti duri dei santi, il profumo della cera che brucia e dell’incenso che svanisce e, una sera, recitate le preghiere, la chiamata di Dio: “Lascerai tutto”. Obbedì”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-right: 4.9pt; text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Domenica 19 maggio 2002, pagina 1: “Penso al ragazzo Karol, cresciuto in un lontano villaggio, la parrocchia e l’osteria, i campi di segala e i malinconici canneti, i cieli della Polonia, la polvere delle cantorie, i volti duri dei santi, il profumo della cera che brucia e dell’incenso che svanisce e, una sera, recitate le preghiere, la chiamata di Dio: “Lascerai tutto, anche tua madre”. Obbedì”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-right: 4.9pt; text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Giovedì 10 maggio 2001, pagina 2: “Penso a Karol Wojtyla: non al Pontefice, ma al ragazzo cresciuto in un lontano villaggio, la parrocchia e l’osteria, i campi di segala e i malinconici canneti, i cieli della Polonia, la polvere delle cantorie, i volti duri dei santi, il profumo della cera che brucia e dell’incenso che svanisce e, una sera, recitate le orazioni, la chiamata di Dio: lascerai tutto: anche tua madre”. Obbedì”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-right: 4.9pt; text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Mercoledì 9 ottobre 1996, pagina 1: “Penso a Karol Wojtyla; non al Papa, ma al ragazzo cresciuto in un lontano villaggio, la parrocchia e l’osteria, i campi di segala e i malinconici canneti, i cieli della Polonia, la polvere delle cantorie, i volti duri dei santi, il profumo della cera che brucia e dell’incenso che svanisce e, una sera, recitate le orazioni, la chiamata di Dio: lascerai tutto: anche tua madre”. Obbedì”. E qui ci fermiamo, perché ci risulta che abbiano telefonato in via Solferino da Cracovia dicendo che nel frattempo le cantorie sono state finalmente spolverate.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-right: 4.9pt; text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;“Il Giornale”, lunedì 28 febbraio 2005&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-weight: bold; font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="text-decoration: underline; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="color: rgb(51, 51, 51);   font-family:'Trebuchet MS';font-size:13px;"&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: left;margin-right: 85.9pt; color: rgb(51, 51, 51); "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7624051848150188316-1636850582512339793?l=articolidanondimenticare.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/1636850582512339793'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/1636850582512339793'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/2008/05/enzo-biagi-il-giovane-karol-e-la.html' title=''/><author><name>"L'Editore"</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17994197299628359677</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_lnCs2Vz8Yys/S5eTUNZbutI/AAAAAAAABLg/Fo6-nUGDWBU/S220/Editore+Solazzo.biz.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_lnCs2Vz8Yys/SEFXBzNLyLI/AAAAAAAAAHk/NIcGX4KMNgU/s72-c/Wojtyla.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7624051848150188316.post-8168420072120550580</id><published>2008-01-26T00:00:00.000-08:00</published><updated>2008-07-24T11:21:57.594-07:00</updated><title type='text'>“Scandali, affari e misteri.                               Tutti i segreti dello IOR”</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_lnCs2Vz8Yys/SD8h-jNLyGI/AAAAAAAAAG0/2mcV7ZdMyQs/s1600-h/stor_12104190_17560.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp2.blogger.com/_lnCs2Vz8Yys/SD8h-jNLyGI/AAAAAAAAAG0/2mcV7ZdMyQs/s320/stor_12104190_17560.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5205917052749727842" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="color: rgb(51, 51, 51);   font-family:'Trebuchet MS';font-size:13px;"&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 102, 102);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;Di Curzio Maltese &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;LA CHIESA&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt; cattolica è l'unica religi&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;one a disporre di una dottrina sociale, fondata sulla lotta alla povertà e la demonizzazione del danaro, "sterco del diavolo". Vangelo secondo Matteo: "E' più facile che un cammello passi nella cruna dell'ago, che un ricco entri nel regno dei cieli". Ma è anche l'unica religione ad avere una propria banca per maneggiare affari e investimenti, l'Istituto Opere Religiose.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt; La sede dello Ior è uno scrigno di pietra all'interno delle mura vaticane. Una suggestiva torre del Quattrocento, fatta costruire da Niccolò V, con mura spesse nove metri alla base. Si entra attraverso una porta discreta, senza una scritta, una sigla o un simbolo. Soltanto il presidio delle guardie svizzere notte e giorno ne segnala l'importanza. All'interno si trovano una grande sala di computer, un solo sportello e un unico bancomat. Attraverso questa cruna dell'ago passano immense e spesso oscure fortune. Le stime più prudenti calcolano 5 miliardi di euro di depositi. La banca vaticana offre ai correntisti, fra i quali come ha ammesso una volta il presidente Angelo Caloia "qualcuno ha avuto problemi con la giustizia", rendimenti superiori ai migliori hedge fund e un vantaggio inestimabile: la totale segretezza. Più impermeabile ai controlli delle isole Cayman, più riservato delle banche svizzere, l'istituto vaticano è un vero paradiso (fiscale) in terra. Un libretto d'assegni con la sigla Ior non esiste. Tutti i depositi e i passaggi di danaro avvengono con bonifici, in contanti o in lingotti d'oro. Nessuna traccia.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt; Da vent'anni, quando si chiuse il processo per lo scandalo del Banco Ambrosiano, lo Ior è un buco nero in cui nessuno osa guardare. Per uscire dal crac che aveva rovinato decine di migliaia di famiglie, la banca vaticana versò 406 milioni di dollari ai liquidatori. Meno di un quarto rispetto ai 1.159 milioni di dollari dovuti secondo l'allora ministro del Tesoro, Beniamino Andreatta. Lo scandalo fu accompagnato da infinite leggende e da una scia di cadaveri eccellenti. Michele Sindona avvelenato nel carcere di Voghera, Roberto Calvi impiccato sotto il ponte dei Frati Neri a Londra, il giudice istruttore Emilio Alessandrini ucciso dai colpi di Prima Linea, l'avvocato Giorgio Ambrosoli freddato da un killer della mafia venuto dall'America al portone di casa.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Senza contare il mistero più inquietante, la morte di papa Luciani, dopo soli 33 giorni di pontificato, alla vigilia della decisione di rimuovere Paul Marcinkus e i vertici dello Ior. Sull'improvvisa fine di Giovanni Paolo I si sono alimentate macabre dicerie, aiutate dalla reticenza vaticana. Non vi sarà autopsia per accertare il presunto e fulminante infarto e non sarà mai trovato il taccuino con gli appunti sullo Ior che secondo molti testimoni il papa portò a letto l'ultima notte.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Era lo Ior di Paul Marcinkus, il figlio di un lavavetri lituano, nato a Cicero (Chicago) a due strade dal quartier generale di Al Capone, protagonista di una delle più clamorose quanto inspiegabili carriere nella storia recente della chiesa. Alto e atletico, buon giocatore di baseball e golf, era stato l'uomo che aveva salvato Paolo VI dall'attentato nelle Filippine. Ma forse non basta a spiegare la simpatia di un intellettuale come Montini, autore della più avanzata enciclica della storia, la Populorum Progressio, per questo prete americano perennemente atteggiato da avventuriero di Wall Street, con le mazze da golf nella fuoriserie, l'Avana incollato alle labbra, le stupende segreterie bionde e gli amici di poker della P2.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Con il successore di papa Luciani, Marcinkus trova subito un'intesa. A Karol Wojtyla piace molto quel figlio di immigrati dell'Est che parla bene il polacco, odia i comunisti e sembra così sensibile alle lotte di Solidarnosc. Quando i magistrati di Milano spiccano mandato d'arresto nei confronti di Marcinkus, il Vaticano si chiude come una roccaforte per proteggerlo, rifiuta ogni collaborazione con la giustizia italiana, sbandiera i passaporti esteri e l'extraterritorialità. Ci vorranno altri dieci anni a Woytjla per decidersi a rimuovere uno dei principali responsabili del crac Ambrosiano dalla presidenza dello Ior. Ma senza mai spendere una parola di condanna e neppure di velata critica: Marcinkus era e rimane per le gerarchie cattoliche "una vittima", anzi "un'ingenua vittima".&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt; Dal 1989, con l'arrivo alla presidenza di Angelo Caloia, un galantuomo della finanza bianca, amico e collaboratore di Gianni Bazoli, molte cose dentro lo Ior cambiano. Altre no. Il ruolo di bonificatore dello Ior affidato al laico Caloia è molto vantato dalle gerarchie vaticane all'esterno quanto ostacolato all'interno, soprattutto nei primi anni. Come confida lo stesso Caloia al suo diarista, il giornalista cattolico Giancarlo Galli, autore di un libro fondamentale ma introvabile, Finanza bianca (Mondadori, 2003). "Il vero dominus dello Ior - scrive Galli - rimaneva monsignor Donato De Bonis, in rapporti con tutta la Roma che contava, politica e mondana. Francesco Cossiga lo chiamava Donatino, Giulio Andreotti lo teneva in massima considerazione. E poi aristocratici, finanzieri, artisti come Sofia Loren. Questo spiegherebbe perché fra i conti si trovassero anche quelli di personaggi che poi dovevano confrontarsi con la giustizia. Bastava un cenno del monsignore per aprire un conto segreto".&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt; A volte monsignor De Bonis accompagnava di persona i correntisti con i contanti o l'oro nel caveau, attraverso una scala, in cima alla torre, "più vicino al cielo". I contrasti fra il presidente Caloia e De Bonis, in teoria sottoposto, saranno frequenti e duri. Commenta Giancarlo Galli: "Un'aurea legge manageriale vuole che, in caso di conflitto fra un superiore e un inferiore, sia quest'ultimo a soccombere. Ma essendo lo Ior istituzione particolarissima, quando un laico entra in rotta di collisione con una tonaca non è più questione di gradi".&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt; La glasnost finanziaria di Caloia procede in ogni caso a ritmi serrati, ma non impedisce che l'ombra dello Ior venga evocata in quasi tutti gli scandali degli ultimi vent'anni. Da Tangentopoli alle stragi del '93 alla scalata dei "furbetti" e perfino a Calciopoli. Ma come appare, così l'ombra si dilegua. Nessuno sa o vuole guardare oltre le mura impenetrabili della banca vaticana.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;L'autunno del 1993 è la stagione più crudele di Tangentopoli. Subito dopo i suicidi veri o presunti di Gabriele Cagliari e di Raul Gardini, la mattina del 4 ottobre arriva al presidente dello Ior una telefonata del procuratore capo del pool di Mani Pulite, Francesco Saverio Borrelli: "Caro professore, ci sono dei problemi, riguardanti lo Ior, i contatti con Enimont...". Il fatto è che una parte considerevole della "madre di tutte le tangenti", per la precisione 108 miliardi di lire in certificati del Tesoro, è transitata dallo Ior. Sul conto di un vecchio cliente, Luigi Bisignani, piduista, giornalista, collaboratore del gruppo Ferruzzi e faccendiere in proprio, in seguito condannato a 3 anni e 4 mesi per lo scandalo Enimont e di recente rispuntato nell'inchiesta "Why Not" di Luigi De Magistris. Dopo la telefonata di Borrelli, il presidente Caloia si precipita a consulto in Vaticano da monsignor Renato Dardozzi, fiduciario del segretario di Stato Agostino Casaroli. "Monsignor Dardozzi - racconterà a Galli lo stesso Caloia - col suo fiorito linguaggio disse che ero nella merda e, per farmelo capire, ordinò una brandina da sistemare in Vaticano. Mi opposi, rispondendogli che avrei continuato ad alloggiare all'Hassler. Tuttavia accettai il suggerimento di consultare d'urgenza dei luminari di diritto. Una risposta a Borrelli bisognava pur darla!". La risposta sarà di poche ma definitive righe: "Ogni eventuale testimonianza è sottoposta a una richiesta di rogatoria internazionale".&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt; I magistrati del pool valutano l'ipotesi della rogatoria. Lo Ior non ha sportelli in terra italiana, non emette assegni e, in quanto "ente fondante della Città del Vaticano", è protetto dal Concordato: qualsiasi richiesta deve partire dal ministero degli Esteri. Le probabilità di ottenere la rogatoria in queste condizioni sono lo zero virgola. In compenso l'effetto di una richiesta da parte dei giudici milanesi sarebbe devastante sull'opinione pubblica. Il pool si ritira in buon ordine e si accontenta della spiegazione ufficiale: "Lo Ior non poteva conoscere la destinazione del danaro".&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt; Il secondo episodio, ancora più cupo, risale alla metà degli anni Novanta, durante il processo per mafia a Marcello Dell'Utri. In video conferenza dagli Stati Uniti il pentito Francesco Marino Mannoia rivela che "Licio Gelli investiva i danari dei corleonesi di Totò Riina nella banca del Vaticano". "Lo Ior garantiva ai corleonesi investimenti e discrezione". Fin qui Mannoia fornisce informazioni di prima mano. Da capo delle raffinerie di eroina di tutta la Sicilia occidentale, principale fonte di profitto delle cosche. Non può non sapere dove finiscono i capitali mafiosi. Quindi va oltre, con un'ipotesi. "Quando il Papa (Giovanni Paolo II, ndr) venne in Sicilia e scomunicò i mafiosi, i boss si risentirono soprattutto perché portavano i loro soldi in Vaticano. Da qui nacque la decisione di far esplodere due bombe davanti a due chiese di Roma". Mannoia non è uno qualsiasi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt; E' secondo Giovanni Falcone "il più attendibile dei collaboratori di giustizia", per alcuni versi più prezioso dello stesso Buscetta. Ogni sua affermazione ha trovato riscontri oggettivi. Soltanto su una non si è proceduto ad accertare i fatti, quella sullo Ior. I magistrati del caso Dell'Utri non indagano sulla pista Ior perché non riguarda Dell'Utri e il gruppo Berlusconi, ma passano le carte ai colleghi del processo Andreotti. Scarpinato e gli altri sono a conoscenza del precedente di Borrelli e non firmano la richiesta di rogatoria. Al palazzo di giustizia di Palermo qualcuno in alto osserva: "Non ci siamo fatti abbastanza nemici per metterci contro anche il Vaticano?".&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt; Sulle trame dello Ior cala un altro sipario di dieci anni, fino alla scalata dei "furbetti del quartierino". Il 10 luglio dell'anno scorso il capo dei "furbetti", Giampiero Fiorani, racconta in carcere ai magistrati: "Alla Bsi svizzera ci sono tre conti della Santa Sede che saranno, non esagero, due o tre miliardi di euro". Al pm milanese Francesco Greco, Fiorani fa l'elenco dei versamenti in nero fatti alle casse vaticane: "I primi soldi neri li ho dati al cardinale Castillo Lara (presidente dell'Apsa, l'amministrazione del patrimonio immobiliare della chiesa, ndr), quando ho comprato la Cassa Lombarda. M'ha chiesto trenta miliardi di lire, possibilmente su un conto estero".&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt; Altri seguiranno, molti a giudicare dalle lamentele dello stesso Fiorani nell'incontro con il cardinale Giovanni Battista Re, potente prefetto della congregazione dei vescovi e braccio destro di Ruini: "Uno che vi ha sempre dato i soldi, come io ve li ho sempre dati in contanti, e andava tutto bene, ma poi quando è in disgrazia non fate neanche una telefonata a sua moglie per sapere se sta bene o male".&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Il Vaticano molla presto Fiorani, ma in compenso difende Antonio Fazio fino al giorno prima delle dimissioni, quando ormai lo hanno abbandonato tutti. Avvenire e Osservatore Romano ripetono fino all'ultimo giorno di Fazio in Bankitalia la teoria del "complotto politico" contro il governatore. Del resto, la carriera di questo strano banchiere che alle riunioni dei governatori centrali non ha mai citato una volta Keynes ma almeno un centinaio di volte le encicliche, si spiega in buona parte con l'appoggio vaticano. In prima persona di Camillo Ruini, presidente della Cei, e poi di Giovanni Battista Re, amico intimo di Fazio, tanto da aver celebrato nel 2003 la messa per il venticinquesimo anniversario di matrimonio dell'ex governatore con Maria Cristina Rosati.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt; Naturalmente neppure i racconti di Fiorani aprono lo scrigno dei segreti dello Ior e dell'Apsa, i cui rapporti con le banche svizzere e i paradisi fiscali in giro per il mondo sono quantomeno singolari. E' difficile per esempio spiegare con esigenze pastorali la decisione del Vaticano di scorporare le Isole Cayman dalla naturale diocesi giamaicana di Kingston, per proclamarle "missio sui iuris" alle dirette dipendenze della Santa Sede e affidarle al cardinale Adam Joseph Maida, membro del collegio dello Ior.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt; Il quarto e ultimo episodio di coinvolgimento dello Ior negli scandali italiani è quasi comico rispetto ai precedenti e riguarda Calciopoli. Secondo i magistrati romani Palamara e Palaia, i fondi neri della Gea, la società di mediazione presieduta dal figlio di Moggi, sarebbero custoditi nella banca vaticana. Attraverso i buoni uffici di un altro dei banchieri di fiducia della Santa Sede dalla fedina penale non immacolata, Cesare Geronzi, padre dell'azionista di maggioranza della Gea. Nel caveau dello Ior sarebbe custodito anche il "tesoretto" personale di Luciano Moggi, stimato in 150 milioni di euro. Al solito, rogatorie e verifiche sono impossibili. Ma è certo che Moggi gode di grande considerazione in Vaticano. Difeso dalla stampa cattolica sempre, accolto nei pellegrinaggi a Lourdes dalla corte di Ruini, Moggi è da poco diventato titolare di una rubrica di "etica e sport" su Petrus, il quotidiano on-line vicino a papa Benedetto XVI, da dove l'ex dirigente juventino rinviato a giudizio ha subito cominciato a scagliare le prime pietre contro la corruzione (altrui).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt; Con l'immagine di Luciano Moggi maestro di morale cattolica si chiude l'ultima puntata dell'inchiesta sui soldi della Chiesa. I segreti dello Ior rimarranno custoditi forse per sempre nella torre-scrigno. L'epoca Marcinkus è archiviata ma l'opacità che circonda la banca della Santa Sede è ben lontana dallo sciogliersi in acque trasparenti. Si sa soltanto che le casse e il caveau dello Ior non sono mai state tanto pingui e i depositi continuano ad affluire, incoraggiati da interessi del 12 per cento annuo e perfino superiori. Fornire cifre precise è, come detto, impossibile. Le poche accertate sono queste. Con oltre 407 mila dollari di prodotto interno lordo pro capite, la Città del Vaticano è di gran lunga lo "stato più ricco del mondo", come si leggeva nella bella inchiesta di Marina Marinetti su Panorama Economy. Secondo le stime della Fed del 2002, frutto dell'unica inchiesta di un'autorità internazionale sulla finanza vaticana e riferita soltanto agli interessi su suolo americano, la chiesa cattolica possedeva negli Stati Uniti 298 milioni di dollari in titoli, 195 milioni in azioni, 102 in obbligazioni a lungo termine, più joint venture con partner Usa per 273 milioni.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt; Nessuna autorità italiana ha mai avviato un'inchiesta per stabilire il peso economico del Vaticano nel paese che lo ospita. Un potere enorme, diretto e indiretto. Negli ultimi decenni il mondo cattolico ha espugnato la roccaforte tradizionale delle minoranze laiche e liberali italiane, la finanza. Dal tramonto di Enrico Cuccia, il vecchio azionista gran nemico di Sindona, di Calvi e dello Ior, la "finanza bianca" ha conquistato posizioni su posizioni. La definizione è certo generica e comprende personaggi assai distanti tra loro. Ma tutti in relazione stretta con le gerarchie ecclesiastiche, con le associazioni cattoliche e con la prelatura dell'Opus Dei. In un'Italia dove la politica conta ormai meno della finanza, la chiesa cattolica ha più potere e influenza sulle banche di quanta ne avesse ai tempi della Democrazia Cristiana.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;La repubblica, sabato 26 gennaio 2008&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7624051848150188316-8168420072120550580?l=articolidanondimenticare.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/8168420072120550580'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/8168420072120550580'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/2008/05/blog-post.html' title='“Scandali, affari e misteri.                               Tutti i segreti dello IOR”'/><author><name>"L'Editore"</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17994197299628359677</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_lnCs2Vz8Yys/S5eTUNZbutI/AAAAAAAABLg/Fo6-nUGDWBU/S220/Editore+Solazzo.biz.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_lnCs2Vz8Yys/SD8h-jNLyGI/AAAAAAAAAG0/2mcV7ZdMyQs/s72-c/stor_12104190_17560.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7624051848150188316.post-2384689456315025622</id><published>2007-12-31T00:03:00.000-08:00</published><updated>2008-08-05T03:55:31.864-07:00</updated><title type='text'>Benvenuto Cellini:l'incredibile evasione del letterato fiorentino</title><content type='html'>&lt;!--StartFragment--&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Il grande&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt; orafo e scultore fiorentino&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-weight:normal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;, dall’indole passionale ed eroica ma anche irascibile e rissosa, in fuga dalla sua città natale, giunge &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;a Roma nel 1523&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-weight:normal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt; dove rimane per alti meriti artistici nei favori dei papi Medici, soprattutto Leone X. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Entrato a far parte della corte pontificia come musicista, vive momenti memorabili&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-weight:normal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;asserragliato&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt; con Clemente VII a Castel Sant’Angelo, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-weight:normal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;nelle&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-weight:normal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;terribili&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt; giornate del Sacco del 1527&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-weight:normal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;, prodigandosi, vista la sua abilità con le armi, nella difesa della Mole Adrianea come archibugiere e bombardiere. Sicché ha modo, come scrive nella sua &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Vita&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt; (I, 34-37) “di partecipare all’uccisione del comandante in capo degli assedianti, Carlo di Borbone, e di ferire il suo successore principe d’Orange”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Nel &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;1538&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-weight:normal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt; però, l’omicidio dell’assassino del fratello, e soprattutto l’accusa fattagli da Pier Luigi Farnese di essersi impadronito di alcuni preziosi di Clemente VII, lo riportano tra le mura della fortezza capitolina come &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;prigioniero&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-weight:normal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Ma non vi rimane a lungo. In balia di un castellano pazzo che si crede un pipistrello, Cellini medita e infine realizza un’&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;evasione avventurosa&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-weight:normal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;ai limiti dell’immaginabile&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-weight:normal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;. Lo scultore escogita un ingegnoso stratagemma: comincia a non restituire le lenzuola sporche e a nasconderle tra il pagliericcio asserendo di averne fatto dono a dei poveri soldati. Invece, man mano, le taglia e le cuce al fine di ottenere una lunga corda. Nel frattempo ruba al suo guardiano un paio di tenaglie e con queste, nottetempo, toglie i chiodi dalla porta, poi li rimette a posto fermandoli con la cera, cosicché nessuno si accorga che la porta è, di fatto, già scardinata. Così, con tutto pronto per la fuga, una sera di festa a Castello, si fa verosimilmente accompagnare da un complice fino all’uscita del cilindro, verso il ponte levatoio e qui, legando le lenzuola a un merlo del muro di cinta, si cala, dileguandosi, malgrado una gamba spezzata nella caduta, verso la casa del cardinal Cornaro. Nuovamente &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;catturato e ricondotto a Castel Sant’Angelo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-weight:normal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;, viene rigettato in una &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;cella umida e scura&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-weight:normal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt; di cui tanto si lamenterà nei suoi scritti.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;“Io fui portato sotto un giardino in una stanza oscurissima, dove era dell’acqua assai, piena di tarantole e di molti vermi velenosi. Fummi gittato un materassuccio di capecchio in terra e fui serrato a quattro porte (…) Io stavo continuamente senza potermi muovere, perché io avevo la gamba rotta; e volendo andare pur fuor del letto per la necessità de’ miei escrementi, andavo carponi con grandissimo affanno per non fare lordure in quel luogo dove io dormiva. Avevo un’ora e mezzo del dì di un poco di riflesso di lume, il quale m’entrava in quella infelice caverna per una piccolissima buca; e solo di quel poco del tempo leggevo, e il resto del giorno e della notte sempre stavo al buio pazientemente, non mai fuor de’ pensieri de Dio e di questa nostra fragilità umana, e mi pareva esser certo in brevi giorni di aver a finir quivi e in quel modo la mia sventurata vita.” (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Vita&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style:normal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;, I, 117).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Non fu così. La fortuna gira ancora una volta dalla sua parte. Dopo &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;un anno di prigionia&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-weight:normal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;, infatti, il re di Francia, suo grande estimatore, convince il Papa a liberarlo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: right;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style=" ;font-family:verdana;font-size:13px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 51);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;Francesca d'Ottavio&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;!--EndFragment--&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7624051848150188316-2384689456315025622?l=articolidanondimenticare.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/2384689456315025622'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7624051848150188316/posts/default/2384689456315025622'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://articolidanondimenticare.blogspot.com/2007/12/benvenuto-cellinilincredibile-evasione.html' title='Benvenuto Cellini:l&apos;incredibile evasione del letterato fiorentino'/><author><name>GB</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06389359988913294913</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7624051848150188316.post-8781405269707541903</id><published>2007-12-31T00:02:00.000-08:00</published><updated>2008-08-05T03:59:39.078-07:00</updated><title type='text'>Beatrice Cenci: la tragica vicenda di un'eroina sfortunata</title><content type='html'>&lt;!--StartFragment--&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;L’&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;11 settembre 1599&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-weight:normal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;, in una giornata calda e afosa, sulla piazza di ponte Sant’Angelo &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;vengono messi a morte Beatrice Cenci&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-weight:normal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;,&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt; la matrigna Lucrezia&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-weight:normal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;,&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt; suo fratello Giacomo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-weight:normal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Questa la conclusione di un &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;caso criminale&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-weight:normal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt; destinato a dare vita a un vero e proprio mito che ispirerà la fantasia di artisti come Stendhal, Shelley e Dumas, Guido Reni, Caravaggio, Delaroche e Moravia, oltre a molti registi del cinema. Nell’oscuro caso, infatti, sono intervenuti numerosi elementi destinati a turbare le menti e a dare adito ad accese discussioni: la &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;giovanissima età&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-weight:normal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt; della ragazza, le &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;violenze&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-weight:normal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt; subite da parte del padre, le &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;controversie giuridiche&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-weight:normal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;, gli &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;intrighi politici&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-weight:normal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt; per questioni di eredità. La Cenci, poco più che ventenne al momento della condanna, diventa così ben presto il &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;simbolo della ribellione giovanile&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-weight:normal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt; contro la tirannia dei genitori e delle istituzioni, emblema della bellezza ammaliatrice, dell’innocenza calpestata, dell’indipendenza e dell’orgoglio femminile contro l’oppressione.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Beatrice, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;figlia di Francesco Cenci&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-weight:normal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;, uno degli uomini più ricchi di Roma, ma altrettanto &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;dissoluto e violento&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-weight:normal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;, era cresciuta nell’antico palazzo Cenci, di fronte all’Isola Tiberina, nell’area del vecchio ghetto. Bella, appassionata, vitale, forse troppo agli occhi del tirannico padre, che la rinchiude insieme alla seconda moglie Lucrezia nella fortezza di Petrella Salto, vicino a Rieti.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Esasperata dalle continue fustigazioni&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-weight:normal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt; che il genitore continua a perpetrarle, la Cenci, con l’aiuto del suo carceriere detto Catalano, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;lo fa trucidare&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-weight:normal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;, simulando un incidente. All’alba del 9 settembre 1598, il cadavere di Francesco Cenci viene trovato con la testa spaccata nell’orto sottostante il balcone della rocca.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;L’uomo viene seppellito con una cerimonia sbrigativa, il caso potrebbe dunque dirsi chiuso. Ma molte voci gridano al delitto e &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;si apre &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-weight:normal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;quindi&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt; un’inchiesta per “fama&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-weight:normal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-sty
